Come il cielo e il mare

Questo è un racconto autobiografico…sotto consiglio di due grandi amiche ho deciso di buttare giù una storia e usare CT per descrivere al meglio ciò che sento. È una storia d’amore, un amore sofferto e spero che nessuno si offenda per come nel racconto verrà descritto il personaggio maschile…in questo caso Tom, purtroppo corrisponde a qualcuno che esiste veramente…

 

  Avete mai provato a contare le stelle? Infinite. Loro così piccole e brillanti ci osservano, proteggono i nostri sogni, bisbigliano, ma non sanno…

Sono ferma in macchina, in una delle vie principali di Tokyo e le lacrime mi impediscono di vedere la strada. Soffro.

Ho sentito Tom un paio di ore fa.

Rivuole l’anello e la collana. Se li scorda!

Non avrà mai l’unico compenso alle mie sofferenze…

Mi sento sporca, usata e tradita per un anno intero e non ho la forza di reagire. Solo piangere.

Come può una persona essere tanto meschina, vigliacca e bugiarda?

Nella mia mente sto cercando di ricostruire tutti i momenti che abbiamo passato assieme per cercare di capire quando tutto è crollato…

“E’ un po che mi sono accorto di non essere più innamorato di te, per questo ho sentito il bisogno di cercare un'altra e lasciarti!”.

Cruda e spietata la verità che ha imposto alle mie orecchie stasera, come un coltello affonda nella carne e pian piano si spinge fino in fondo arrivando al cuore.

Non sono capace di soffrire ancora…non voglio più soffrire…io mi sono fidata.

Forse troppe volte sono tornata indietro. Avrei dovuto troncare parecchio tempo fa, già quando Benji mi aveva chiesto di lasciarlo perché lui era innamorato di me, e forse io di lui… ma non ho avuto il coraggio anche se uscivo con Tom da solo quattro mesi, non so perché.

Non so spiegarmi tante cose che sono successe e nemmeno il perché, ogni volta posso solo tirare avanti o ricominciare tutto da capo scrivere la mia vita…ma quando sono finite le pagine che succede?

Se solo ripenso a tutte le volte che abbiamo fatto l’amore, a quando mi aveva chiesto di andare a vivere insieme, mi fa schifo…tutte bugie…

Solo menzogne per soddisfare i suoi desideri.

Mai come ora ho desiderato di sparire, di sciogliermi, di annullarmi.

Tutto è cominciato con Marina e l’orrenda rivelazione che lui a 20 anni è già padre di un figlio, non lo ha mai visto e spero non accada altrimenti si renderebbe conto di quanto è nauseabondo suo padre…

Dall’agitazione sento addirittura il sangue pulsarmi nelle vene.

Non rimpiango nulla di ciò che è stato perché ho fatto tutto con sincerità e l’amore che ho sempre provato per Tom è stato puro.

Gliel’ho detto.

Mark mentre lavoravamo mi ha vista piangere, con rabbia mi ha dato della scema, mi ha urlato che non ne vale la pena e che non sono io quella che si deve far schifo ma lui…

Lentamente si è avvicinato, mi ha abbracciata e mi ha dato un bacio sulla fronte…”Nessuno deve mai più farti soffrire o ne pagherà le conseguenze con me”.

Anche io e Mark siamo stati insieme, ma è passato più di un anno e mezzo. Ora lui è il mio “chicco” e io la sua “pulce”.

Come rimpiango quel periodo, quando io, Mark, Denny, Eddy e Ed eravamo un gruppo indivisibile, ma io e Mark eravamo troppo simili e si sa due poli uguali si respingono…

Io e Tom, troppo diversi invece…

Ricordo ancora quando lui mi faceva le sorprese e veniva a Tokyo per me, anche in piena notte, solo per un paio d’ore, quanto eravamo felici. Una felicità trasparente come un vetro e sottile come la nebbia.

Quanto mi manca il nostro contatto.

Sentire il suo calore.

Quando sul letto, per ore sdraiati, ci facevamo le “coccoline”…

Quanto ho creduto nell’amore, quanto sono stata stupida.

Sto subendo le conseguenze di un errore che si chiama perdono.

Un arma pericolosissima che se non si è capaci di usare è in grado di ucciderti.

Il mio perdono in quest’anno ha preso tre nomi diversi: Marina, Elena, Veronica.

Ogni volta l’ho sempre difeso da tutto e da tutti perché credevo in lui…mi fidavo…

Fortuna che ho Mark che mi sostiene, senza di lui e la sua amicizia non saprei cosa fare…

Non si conosce mai abbastanza una persona. Ci si stupisce sempre.

Tom e il suo egocentrismo sono micidiali, mai avrei creduto che potesse arrivare a tanto. Lui che i primi tempi piangeva se solo mi guardava negli occhi o se gli dicevo “ti amo”.

Lui che era geloso anche del vento che mi sfiorava la faccia, lui cos’ dolce e indifeso si è dimostrato un vero egoista.

“Come puoi avermi fatto questo?! Se ciò che mi dici è vero vuol dire che di me in un anno non ti è mai fregato un cazzo!!”

“Lo so!”.

Questa è stata la sua risposta alla mia sfuriata, e quando mio padre gli ha ordinato di cambiare numero gli ha risposto solo “Va bene”.

Anche incapace di difendersi, come il nulla è vuoto e insensibile. Tutto il contrario di come appare.

Non gli ho mai chiesto di rubare una stella per me, solo di amarmi.

In cambio? Un pugno di tristezza e amarezza nel cuore.

La nostra spada di Damocle è sempre stata la distanza e il nostro tallone d’Achille il lavoro.

Io però ho sempre creduto nel nostro “Noi”, eravamo indivisibili.

Quando uno stava male era uguale per l’altro, sempre l’uno di fronte all’altra anche se irraggiungibili, proprio come il cielo e il mare…

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