E SE UN GIORNO…

By Tess

 

E se un giorno come tanti una ragazza si ritrovasse misteriosamente a vivere nelle pagine del suo manga preferito? Per esempio Slam Dunk?Tadaaam! Ecco a voi la fiction (lo ammetto: un po’ surreale…) nata dalla mia mente ormai logorata dal caldo infernale…Dico subito che mi sono inventata partite inesistenti…quindi non si cerchino corrispondenze con il manga, chiaro? Era nata come onepiece, ma è venuta lunghina, quindi ho deciso di dividerla in due parti…Detto questo…buona lettura!!Bye!

 

PART ONE

Quando Mara spense il computer erano già le undici passate. Aveva trascorso la serata a leggere le fanfic sul suo sito internet preferito. Alcune erano veramente belle e inoltre anche lei da un po’ di tempo si divertiva a scriverne sui suoi manga preferiti. In quel momento era tutta presa da Slam Dunk. Si alzò stiracchiandosi e sbadigliando. Era veramente stanchissima. Ormai passava le giornate a studiare, c’erano un mucchio di esami da preparare!! “Uffa! Non reggo più!”.

“Va beh..”si disse. L’indomani si sarebbe ributtata tra libri, appunti e scartoffie varie a sprecare il prezioso tempo della sua vita, ma per il momento desiderava unicamente buttarsi sul letto a dormire.

Aveva spalancato tutte le finestre della sua camera per il gran caldo, quindi decise di non accendere la luce per mettersi il pigiama, evitando così di finire in pasto a plotoni di zanzare inferocite.

A tentoni trovò il letto, si abbassò per prendere il pigiama e ..SBONK!!!!!!…sentì un gran colpo alla testa!!

-Maledizione!..-imprecò; su cosa diavolo aveva picchiato??!! Gli armadi non erano di certo lì!!  Non riusciva a capire, ma la testa le faceva molto male, allora si sdraiò sul letto, in attesa che il dolore svanisse.

***

Quando riaprì gli occhi  il dolore era ormai scomparso,lasciando il posto solo ad un fastidioso ronzio nelle orecchie.In più senza accorgersene doveva essersi anche addormentata, perché era ormai già giorno inoltrato, a giudicare dalla luce del sole che entrava dalla finestra della stanza…solo che quella non era la sua stanza!! Si guardò attorno e le venne quasi un colpo. Quello non era decisamente il suo letto, sembrava più che altro quello di un ospedale e anche le tende bianche attorno a lei sembravano confermare quell’ipotesi…

“Vuoi vedere che la botta in testa è stata più grave di quello che pensavo? Sì, però…cosa cavolo mi è arrivato in testa??!!Mah…misteri della vita…”

Improvvisamente una voce interruppe i suoi pensieri:

-Oh, ti sei ripresa Keyko, finalmente! Cominciavo a preoccuparmi!..

Mara si voltò verso la ragazza che aveva parlato e la guardò attentamente.

-Scusa, ma chi è questa Keyko?…E tu chi sei?- chiese leggermente stupita.

-Come chi sono? Keyko, non scherzare…- ridacchiò, ma si bloccò immediatamente vedendo che la ragazza sul letto era serissima.

-Ke-Keyko, veramente n-non sai chi sono? Credo che sia meglio chiamare il dottore..! Tu non muoverti!!- e corse via, lasciando Mara ancora troppo sbalordita per parlare.

Primo: non aveva idea di chi fosse quella ragazzina, secondo: il fatto che indossasse una di quelle divise scolastiche da cartone animato giapponese non la tranquillizzava minimamente.

Mara portò una mano alla testa e si accorse di essere stata fasciata, quindi la botta in testa c’era stata sul serio…

“Ho capito, quella ragazza ha sbagliato persona…sì, deve essere proprio cos… Ma che cavolo…?”. Abbassando gli occhi si rese conto che anche lei indossava una di quelle divise scolastiche.

-Oh, mio Dio. Cerchiamo di mantenere la calma…ci sarà di certo una spiegazione plausibile…

Ma certo!Una candid camera!!!

Nel frattempo la ragazza di prima era tornata seguita da un codazzo di persone che avevano ogni tipo di espressione tranne quella da scherzo ben riuscito.

Quello col camice bianco, evidentemente un dottore, le si avvicinò.

-Allora, signorina Takeshi, mi vuole dire come si sente?

-Scusi…ma… come mi ha chiamato?

Quello guardò le persone alle sue spalle e fece loro cenno di allontanarsi.

-Signorina, davvero lei non si ricorda il suo nome?

-Io..-Mara esitò. “Deve per forza essere uno scherzo…!Certo che mi ricordo, ma se te lo dico, mi fai internare!! Va bene, ho preso una botta in testa e potrei  essere affetta da amnesia…in effetti, di questa Ke-come si chiama, io non so nulla…! E questi sono convinti che sia io! Oh porca miseria!!”

-Allora, signorina?-continò l’uomo col camice.

-Io..ecco, io non me lo ricordo-balbettò Mara.

-Sa dirmi perché è qui?

-Signore, mi scusi se glielo dico, ma io non so nemmeno dove sia questo “qui”.

-Allora, provi a fare uno sforzo.Lei si chiama Keyko Takeshi e frequenta il primo anno delle superiori. In questo momento si trova nell’infermeria della scuola perché, mentre camminava per il cortile, è stata colpita in testa da una pallonata dei ragazzi che stavano giocando a calcio….

“Primo anno delle superiori???!!!! Questo è pazzo!Io vado all’università!!!” pensò Mara sbiancando.

Il dottore cominciò ad allarmarsi seriamente. Fece rientrare le persone e gliele indicò una a una, ma evidentemente Mara non poteva conoscerle. La ragazzina di prima era angosciatissima e la donna accanto a lei sembrava sul punto di una crisi di pianto.

-Lei è Akane Kimito, frequenta con lei la classe 1 C di questo liceo e la signora, beh, la signora..

-Oh, tesoro! Non mi riconosci? Sono io, la mamma!- disse abbracciandola.

“MAMMA??!!No, no, no, qui non ci siamo proprio, se è uno scherzo deve finire immediatamente!!”…solo che non sembrava che le persone attorno a lei stessero scherzando.

-Signora, si calmi, su, su, venga con me che le spiego cosa fare…-disse il dottore accompagnando la donna fuori dalla stanza.

-Nel frattempo, signorina Kimito, è meglio che lei torni in aula e avverta il professore di ciò che è successo,..e non si allarmi troppo. Deve essere una cosa passeggera. Forza, vada…

Mara rimase sola ancora una volta e cominciò seriamente a preoccuparsi. Quella situazione era assurda e si stava prolungando troppo per essere uno scherzo…in più non stava sognando…

La donna che diceva essere sua madre la accompagnò all’ospedale per degli accertamenti. Mentre usciva dall’istituto, Mara si voltò a leggere dei cartelloni pubblicitari e…questo la angosciò parecchio, perché quei cartelloni erano scritti in giapponese!!! E cosa ancor più grave, lei riusciva a leggerli!!!!!! “ Oh, cavolo…”.

All’ospedale le fecero fare degli esami che, ovviamente, confermarono solo che lei era sana come un pesce. I medici dissero che la botta in testa doveva averle causato una leggera amnesia e che la cosa migliore da fare era continuare normalmente la sua vita, per facilitare il recupero della sua memoria.

Mara tentò una o due volte di spiegare a quella donna come stavano realmente le cose, ma si accorse che in quel modo complicava ulteriormente la situazione.

“Credo che mi convenga aspettare e vedere come si mettono le cose…non vorrei essere rinchiusa in qualche manicomio!!! E devo ricordarmi che mi chiamo Keyko ora….” Pensava Mara, anzi, Keyko, rinchiusa in camera in cerca di qualche indizio che potesse renderle la vita più facile.

Il giorno dopo, alzarsi fu ancora più dura, e dovette affrontare ancora qualche shock, visto che il sonno le aveva fatto credere di aver solo sognato.

“ Accidenti!” pensava entrando nella scuola “Sono quasi certa che tra poco da qualche parte spunteranno fuori Fox Mulder e Dana scully… FBI…”. Si sentiva addosso gli sguardi di un mucchio di gente, la notizia doveva essersi sparsa in fretta…!

L’impotenza alla quale era costretta cominciava ad innervosirla…senza contare che tornare a sedersi sui banchi di scuola non era proprio il massimo della vita...

-Scusa…ehm…Akane…- il nome se l’era scritto su una mano per non fare figure…-cosa abbiamo alla prima ora?- chiese una volta in aula.

-Abbiamo la verifica di matematica…

“COOOOSAAAAA????????!!!!!!!!!!! MATEMATICA??? NOOOOOO!!!”pensò disperata Keyko.

Non riusciva a crederci, la sua carriera scolastica anormale si riapriva con un maledetto compito di mate…. “Beh, vediamo se mi ricordo qualcosa….”sperò.Forse le ripetizioni che aveva dato alla sua vicina di casa potevano tornarle utili…

Quelle cinque ore di scuola furono una tortura.Non vedeva l’ora di alzarsi da quel maledetto banco.Quando alla fine suonò la campanella, Keyko tirò un sospiro di sollievo.

-Bene, Key…ora tu devi andare in palestra-le disse Akane.

-Palestra?! Come palestra?! La scuola non è finita?!-si lamentò Key.

-Sì, ma tu di solito, ti fermi dopo la scuola.Sei la seconda manager della squadra di pallacanestro! Non dirmi che non ricordi nemmeno questo!! Tutte le ragazze della scuola ti invidiano!!

-Oh, d’accordo-si arrese Keyko-… dov’è la palestra?- disse. Per il momento aveva deciso di stare al gioco, era la cosa migliore da fare.

Dopo essersi cambiata, entrò nella palestra della scuola, che, stranamente, le ricordava qualcosa…

Non ebbe però il tempo per pensarci, perché i ragazzi della squadra uscirono dagli spogliatoi e

-…che mi venisse un colpo…- sussurrò Keyko, prima di perdere i sensi per la seconda volta in due giorni.Un record!

Qualcuno la stava scuotendo e sentiva delle voci concitate attorno a lei.

Voci che conosceva…perché le aveva sentite in televisione….in un cartone animato di MTV….SLAM DUNK!!!!!!!

“OH MIO DIO. SONO IMPAZZITA.Non c’è altra spiegazione…!”

-Keyko, mi senti?

Aprendo gli occhi si trovò di fronte il volto preoccupato di una ragazza dai capelli ricci. Ayako.

“Nulla di male, se Ayako non fosse un personaggio irreale…” pensò. Stranamente le scappava da ridere.Che situazione assurda.

E mettendosi a sedere vide intorno a lei anche altre persone…Kogure le stava porgendo un bicchiere d’acqua, per esempio. Cosa poteva esserci di più logico?

-Devo essere impazzita- disse sconsolata.

-Guarda che normale non lo sei mai stata- le rispose una voce tagliente.

Seppe chi aveva parlato ancor prima di girarsi: Rukawa.

Dal vivo era ancora più bello e Keyko si sentì svenire, se non che, una volta messe a fuoco le sue parole, le venne istintivo ripondere con lo stesso tono:

-Sarai normale tu, allora!

-Beh..-le disse Hanamichi- almeno non hai dimenticato come si insulta quel maledetto!!

Questo servì a far sciogliere un po’ la preoccupazione, solo che Keyko non seppe trattenersi dal dire:

-Ma come? Io di solito lo insulto?! Come mai?

Al che tutti decisero che era il caso di farla stendere ancora sulla panca.

“Mi trovo in questa situazione assurda, a quanto pare in un manga, e cosa scopro? Che non faccio altro che insultare il mio personaggio preferito! Non ci credo!”

-Ma… Keyko…tu ed io ci siamo alleati contro il volpino, non …ricordi?- chiese il rossino esitante.

-Il volpino?- chiese lei. Non poteva di certo dire che in mezzo a quella strana realtà sconosciuta l’unica cosa che ricordava erano loro…anche perché avrebbe dovuto spiegare che li aveva, guarda un po’, visti su un manga…Ah-ah che ridere. L’avrebbero sbattuta fuori a calci, molto probabilmente.

 

I ragazzi si stavano allenando da un po’ e Keyko non poteva fare a meno di arrossire e abbassare lo sguardo ogni volta che incontrava gli occhi di Rukawa.E lui continuava a lanciarle delle strane occhiate inquisitorie.

-Ehi, sei strana-le disse questo ad un certo punto.

-CEERTO che è strana IDIOTA! Ha perso la memoria, ricordi???- disse Hanamichi tentando di colpirlo.

-Voi due, smettetela! Non vedete che così la confondete di più?-s’intromise Hisashi Mitsui.

In realtà Keyko si stava divertendo un mondo a vedere quelle scene per lei così familiari…

-Non preoccuparti Mitsui, va tutto bene – disse al ragazzo, che durante la pausa le si era seduto di fianco.

-Guarda che tu mi chiami Hisashi di solito…

-Oh, davvero?-arrossì lei. “Chissà cos’altro faccio di solito in qusta realtà” si domandò curiosa.

-Già, già…

-Mits…ehm, Hisashi…

-Dimmi.

-Posso chiederti in che rapporti sono io con voi della squadra? Voglio dire…

-Sì, ho capito cosa vuoi dire…vediamo….facciamo così: tu nominali uno per uno e io ti dico in che rapporti state, ok?-le disse sorridendo.

-Beh, già che ci siamo, cominciamo con te…

-Con me?- disse lui ridacchiando-… allora, la prima volta che ci siamo visti, io ti ho offeso un po’ pesantemente…(sai , ero un po’ un ribelle…^.^) e tu mi hai schiaffeggiato davanti a tutta la scuola.

-Oh-oh- “Ma che bel tipetto questa Keyko…anche se probabilmente l’avrei fatto anch’io…”.

-Sì, ma poi, quando sono tornato in squadra, siamo diventati amici. Non devi preoccuparti: non ho più propositi di vendetta…- disse ridendo alla faccia preoccupata della ragazza.

-Poi..- disse guardandosi attorno-…vediamo, Miyagi?

-Mah, siete amici…ogni tanto lui ti implora di rivelargli tutti i segreti di Ayako( per cui ha una cotta tremenda), con cui hai un bel rapporto.

-Mmh…Kogure?

-Amici.

-Akagi?

-Idem.

-Hanamichi?

Hisashi scoppiò a ridere.

-Ti accorgi che è l’unico che chiami per nome senza problemi anche se non ricordi nulla? Tu e lui, non chiedermi come, siete grandi amici. Per lui fai un grande tifo e insieme vi divertite a insultare Rukawa.

-Ecco,a proposito …io non ho mica capito perché lo insulto.

-Ah!Ah! Vedi, sinceramente non lo sappiamo nemmeno noi! Che lui non abbia un bel rapporto con Sakuragi posso capirlo, ma con te…è diverso. Tutte le ragazze di solito gli corrono dietro e lui le ignora. Tu sei l’unica che non fa altro che litigare con lui e lui non fa altro che rispondere alle tue provocazioni…ultimamente i vostri rapporti hanno raggiunto temperature da Polo Nord. Decisamente vi odiate, e neanche tanto cordialmente.

-Oh, quindi gli sto antipatica…ç__ç- mugolò tristemente Keyko.

-Ti dispiace?- le chiese maliziosamente lui, facendola arrossire.

-Non lo so…visto che non mi ricordo cosa penso di lui.ç_ç-mentì.

“Che idiota!!! Per chissà quale motivo mi trovo davanti Rukawa in carne ed ossa e cosa scopro? Che ci odiamo a vicenda!! Che sfiga!” pensava la ragazza sconsolata.

Nel frattempo erano andati tutti a cambiarsi. L’unico rimasto in palestra era proprio l’oggetto dei suoi pensieri.

-E tu? Non vai a cambiarti?-gli chiese prendendo coraggio.

-No.-rispose secco lui.

-Ah.

“Ma che bella situazione…”

-Beh..sarà meglio che io vada…-disse, ma Rukawa la fermò.

-Guarda che Ayako se n’è già andata e le uniche che possono chiudere qui siete voi due.

-E allora?

-Allora, visto che mi devo allenare ancora, tu devi stare qui.

-Devo?

-Sì.

-Mmh…comincio a capire perché non facciamo altro che litigare…!-non potè trattenersi dal dire Keyko. Si sedette pesantemente sulla panchina senza nemmeno guardarlo.

-Ma davvero?- chiese Rukawa con una sfumatura ironica che non sfuggì alla ragazza.

-Già. Perché sei insopportabile, presuntuoso, maleducato...

-E poi?

-Lasciamo perdere.

-Ecco brava. Io mi devo allenare, quindi stai zitta e non infastidirmi.

“Fastidio. Ecco cos’è: un fastidio. Mi viene una gran voglia di chiuderlo dentro e di andarmene”.

 

 

-Di’ un po’:mi dici cosa ti passa per la testa?

Keyko sussultò e alzando il viso si trovò a pochi centimetri da quello di Rukawa.Gli occhi azzurri del ragazzo erano puntati direttamente nei suoi. Immersa com’era nei suoi propositi omicidi non si era accorta che si era fatta ora di tornare a casa.

Rimase imbambolata a guardarlo e sentì le guance andare in fiamme.

-C-c-come?

-Andiamo.

-Sì, certo-disse lei scattando in piedi e allontanandosi da lui il più in fretta possibile.

“A casa mi aspetta una gran bella doccia gelata. Sissignore.”

-Hey!A-aspetta un secondo! Io non so nemmeno come arrivarci, a casa!

-Che noia. Forza, ti accompagno io. Accidenti, oggi non ho neanche la bici.

-Guarda che se per te è un problema, ci vado anche da sola!!- esclamò Keyko accalorandosi e avviandosi decisa lungo la strada.

-Keyko.

-Che vuoi?- rispose lei offesa senza nemmeno voltarsi.

-Stai andando dalla parte sbagliata.

-Oh, maledizione!!- imprecò lei voltandosi e affiancandosi malvolentieri al ragazzo.

 

 

PART TWO

Ormai le giornate per Keyko seguivano uno schema fisso: scuola- palestra- allenamenti extra di  Rukawa- strada con lui fino a casa.

E i momenti in cui rimaneva sola con lui erano i più imbarazzanti in assoluto.

Quel giorno, dopo qualche metro, lui si fermò e bloccandola per un braccio le disse:

-Mi spieghi perché fai così?

-Scusa, ma così come?-chiese lei confusa, cercando di liberare il braccio dalla sua stretta. Quel contatto bastava a farle perdere il controllo.

-Niente, lascia stare- concluse lui lasciandola e ricominciando a camminare.

Da quel momento lo scoprì sempre più spesso a fissarla e lei cercò di rimanere sola con lui il meno possibile. “Ci manca solo che si metta a farmi troppe domande e poi siamo a posto!”

Arrivò infine il fatidico giorno della partita per la quale Rukawa si era allenato così duramente:l’amichevole contro il Ryonan. I ragazzi ce la stavano mettendo veramente tutta. L’unico che sembrava giù di tono era proprio Rukawa, quello che si era allenato più degli altri.

Keyko non riuscì più a trattenersi e scattando in piedi cominciò ad urlare:

-HEY! MI SPIEGHI CHE DIAVOLO STAI COMBINANDO, MALEDETTO VOLPINO CHE NON SEI ALTRO!!! MI HAI FATTO STARE QUI ORE AD ASPETTARTI PER GIOCARE IN QUESTA MANIERA PIETOSA????FORZA, DATTI UNA SVEGLIA!!!!!!O DEVO ENTRARE IO A SVEGLIARTI A FURIA DI BASTONATE????

Tutti i giocatori in campo rimasero allibiti per quella sfuriata. Il primo a riprendersi invece, fu proprio Rukawa:

-Datti una calmata, sei isterica-le disse senza mezzi termini.

Ma da quel momento diventò un altro giocatore, o meglio, tirò fuori il giocatore che era.

Keyko, sempre più esaltata, dalla panchina continuava a fare il tifo. Poi, ad una schiacciata spettacolare di Rukawa arrivò ad urlare:

-EBBRAVO VOLPINO!!!! SCHIACCIALI TUTTI!!!!

Cominciava veramente ad esaltarla quel gioco, e pensava sempre meno alla situazione in cui si trovava. Ora lei ERA Keyko, o comunque una versione di Keyko ricalcata su Mara.

E si era anche accorta che, porca miseriaccia, era completamente persa per Rukawa. Ormai però, il danno era fatto. Rukawa aveva un’idea di Keyko, ma della Keyko di “prima” e non la sopportava.Non aveva speranze.

La partita, con grande contentezza di Hanamichi ( che aveva sconfitto l’odiato Sendo…), si concluse con la vittoria dello Shohoku e con la consapevolezza di Keyko che ormai era quella la vita che voleva.

***

Il lunedì dopo, finiti gli allenamenti, Keyko si preparava ad andarsene quando:

-Dove credi di andare?

-Come scusa?

-Ti ho chiesto dove credi di andare.

-A casa, dove altrimenti?

-Guarda che io mi devo allenare ancora.

-Oh. Io pensavo…

-Sì, lo so cosa pensavi. Eri già felice di non dover stare più in mia compagnia.

-Asp..

-Vattene pure- le disse voltandole le spalle.

Keyko sentì le lacrime pungerle gli occhi, ma l’orgoglio ebbe la meglio.

-Hey tu! Aspetta un secondo! Io credevo che dopo la partita con il Ryonan tu non volessi più fare allenamenti extra, ecco tutto!! E guardami in faccia quando ti parlo!-esclamò afferrandogli un braccio.

Lui si voltò a guardarla.I suoi occhi erano di ghiaccio, ma lei non si fece intimidire.

-Si può sapere perché sputi acido quando parli con me?!! Cosa ti ho fatto???!!!

Rukawa le si avvicinò pericolosamente.

-Lo vuoi sapere?Bene, ti accontento subito. Una volta ho fatto la cavolata di innamorarmi di una ragazza e di andare a dirglielo. E sai lei cosa mi ha detto? Che non si sarebbe mai messa con un insopportabile presuntuoso come me e mi ha riso in faccia. Puoi capire che significa questo?! Vederla scherzare con tutti tranne che con me??? L’avevo idealizzata e lei mi ha sbattuto per terra!! Ormai ci avevo messo una pietra sopra, mi ero ripreso, avevo deciso che non mi sarei più fatto fregare…poi, è successo l’incidente e …bah..lascia perdere!

Lei lo tenne fermo per il braccio, impedendogli di allontanarsi.

-E mi puoi spiegare cosa c’entro io se una CRETINA, perché così bisogna chiamare una che ti rifiuta, ti ha detto di no??

Lui la fissò intensamente per un attimo prima di liberarsi dalla sua presa:

-Vedi cosa c’è che non va? Tu sei diversa!! Da quell’incidente sei un’altra persona!!

Keyko non riuscì più a trattenere le lacrime:

-E COSA CI POSSO FARE IO SE TI FACCIO SCHIFO?????!!!!-gli urlò prima di scappare via lasciandolo allibito in mezzo al campo.

“Oh, maledizione!!! Che idiota!!!”pensò la ragazza in lacrime. “Come faccio io a stare qui adesso?? Lui mi odia letteralmente!”.

All’improvviso si sentì afferrare per un braccio.

-LASCIAMI!-gridò.

-No.

Si voltò a fronteggiarlo, ma il viso triste del ragazzo le bloccò le parole sul nascere.

-Mi vuoi dire a che gioco stai giocando?

-Giocando? GIOCANDO?? Ti sembra forse che io stia giocando?!- esclamò lei liberandosi dalla sua stretta.

-Vuoi sapere cosa c’entri tu con quella ragazza? Tu non lo ricordi, ma quella che  hai definito una cretina Keyko, sei tu.

A quelle parole lei rimase pietrificata.

-Io..?- Keyko era sempre più confusa.

-Già, tu.Accidenti!Io ci avevo messo una pietra sopra e poi è successo l’incidente. Tu non ricordavi più nulla e hai cominciato a trattarmi diversamente da prima. Non eri più fredda, né distaccata. Anzi. Ogni tanto vedevo che mi guardavi…così avevo deciso di approfittare della tua debolezza per fartela pagare.

-Mi hai fatto rimanere qui per i tuoi allenamenti…

-Già, volevo solo ferirti.

-Capisco..

-Però poi le cose sono cambiate. Tu eri diversa, non mi trattavi come prima. Poi, oltre a rimaner qui per me ogni sera, durante la partita hai cominciato addirittura ad incitarmi e a fare il tifo per me.Per me, capisci? Non l’avevi mai fatto prima.

Keyko non sapeva cosa dire. Lui continuò, quasi rivolto a se stesso:

-Incitavi sempre tutti, tranne me. In campo era come se non ci fossi, per te. Non facevi altro che gridare i nomi degli altri, Akagi, Hisashi, Miyagi, perfino quell’idiota di Sakuragi,  ignorandomi completamente. Invece l’altro giorno, per la prima volta hai gridato anche il mio di nome e io…mi sono sentito…felice.

-Felice? Mentre ti sbraitavo addosso come un’isterica?- tentò di scherzare lei.

-Sì- La fissò dritto negli occhi.- Tu sei un’altra persona ora.

-Lo so- Keyko abbassò gli occhi-..io non sono più quella di prima.Proprio per questo tu non mi sopporti.Non devi confondermi con quella di cui eri innamorato…

-No, tu non capisci…

-No, sei tu che non capisci.

-Fammi almeno finire di parlare…

-Ma se hai parlato fino ad ora??

-Tzè! La solita attaccabrighe.

-Ascolta..

-NO! Ascolta tu. Se provo solo a paragonare ciò che provavo per la Keyko di prima e quello che provo ora, non c’è paragone. Tu ora sei diversa, è vero. Sei quella che avevo sempre sognato tu potessi diventare. Non lo capisci, maledetta zuccona, che mi sono innamorato di te?Ti ci vogliono i cartelloni al neon? Quindi, taci, non rovinarmi anche questo momento. Continua semplicemente ad essere te stessa e per me andrà bene…mi basta questo-disse correndo via da lei.

Keyko si appoggiò al muretto dietro di lei.Era rimasta a dir poco stupefatta. Non le aveva nemmeno dato la possibilità di spiegare come stavano le cose per lei. Lui non voleva una

risposta, non voleva più soffrire, non voleva lei.

 

 

I giorni che seguirono furono durissimi. Per entrambi.

Keyko si era allontanata sempre più da lui, Rukawa se ne era accorto. Con il suo stupido comportamento aveva distrutto anche quel poco che avevano costruito dopo l’incidente. Non avrebbe dovuto dirle nulla. Era stato un ingenuo, aveva sperato ancora inutilmente. L’aveva persa di nuovo. Definitivamente.

Lo evitava, lo salutava a malapena e aveva chiesto ad Ayako di fermarsi in palestra al suo posto per gli allenamenti extra di Rukawa.

Lui era nero, più tentava di dimenticarla, più non poteva fare a meno di pensare a lei.

Spiava tutti i suoi spostamenti, invidiava chiunque si fermasse a parlare con lei e ascoltava, non visto, ogni sua parola, come fosse rivolta a lui.

Keyko non si accorgeva di nulla e più il tempo passava, più la situazione si faceva pesante.

 

 

Vincere la partita contro il Kainan era importante per lo Shohoku: avrebbe avuto un grande impatto psicologico sui ragazzi, nonostante fosse solo un’amichevole.

Keyko non se la sentiva proprio di stare in panchina..non riusciva a sopportare di averlo tanto vicino, ma irraggiungibile. Inoltre lui era tornato ad essere freddo come un iceberg nei suoi confronti.

Sin dal fischio di inizio fu un susseguirsi di canestri da parte di quelli del Kainan. C’era quel tipo, Kiyota, che continuava a stuzzicare Rukawa, urlando al mondo intero di essere la miglior matricola del campionato. Il numero 11 dello Shohoku sembrava intenzionato a ignorarlo completamente…Ad un certo punto, però sentì di non farcela più, voleva sfogarsi, aveva una gran voglia di colpire quell’idiota in mezzo agli occhi…e l’avrebbe fatto, se dalla panchina dello Shohoku non avesse sentito qualcuno gridare:

-HEY!! ESALTATO!!!! SEI IN CAMPO PER GIOCARE O PER FARE IL BUFFONE??? PIANTALA DI TIRARTELA SOLO PERCHE’ GIOCHI NEL KAINAN!!! RUKAWA È 100 VOLTE MEGLIO DI TE!!!!!

Si voltò e vide che Keyko era tornata a sedersi in panchina e non capì più niente. Dimenticò di prendere a pugni l’idiota davanti a lui.In quel momento sentiva solo che il suo cuore era come impazzito. “Devo vincere questa partita!! Se dovessi perdere, non me lo perdonerebbe mai!! Chi la sente poi quell’isterica?”pensò partendo all’attacco.

Nel frattempo Keyko aveva ricominciato ad urlare incitamenti ai ragazzi della sua squadra e a prendere in giro quelli del Kainan:

-Hey Kogure, ma siamo proprio sicuri che Maki non sia un over 30? Per me ha ragione Hanamichi…!!

-Ma dai…

Ormai era partita, era impossibile fermarla.

Mancavano dieci secondi alla fine dell’ incontro e  lo Shohoku era sotto di un punto. Quelli del Kainan avevano formato una difesa serrata sotto canestro.

Il pubblico aveva il fiato sospeso; Kogure e Keyko si trattenevano a vicenda fuori dal campo.

Poi…l’azione si svolse velocissima. In grazie ad un’intuizione, Miyagi riuscì a liberarsi da Maki, passando la palla ad Akagi. Il gorilla era una furia, era pronto a passare a Mitsui, quando con la coda dell’occhio vide un lampo rosso sfrecciare in mezzo alla difesa avversaria.

“O la va o la spacca!”pensò tirando la palla in quella direzione.

-VAI RUKAWA!!!

Non fu deluso. La promessa del basket afferrò il pallone con entrambe le mani, saltò più in alto che potè e con tutta la forza che gli era rimasta lo schiacciò nel canestro.

Lo stadio era ammutolito.

A due secondi dalla fine il tabellone segnava 95 punti per lo Shohoku e 94 per il Kainan.

L’arbitro fischiò il termine della partita  e scoppiò un boato.

Keyko era letteralmente saltata in braccio a Kogure e insieme avevano cominciato a saltare come pazzi.

-ABBIAMO VINTOOO!!!!- fu il grido liberatorio dei ragazzi. Erano stati grandi!!

 

QUELLA SERA, DOPO I FESTEGGIAMENTI…

-Ma…come mai le luci in palestra sono accese??

Keyko si avvicinò alla porta e sentì che qualcuno si stava allenando. Sbirciando lo vide.

“Non poteva essere che lui…”pensò sorridendo.

Non fece in tempo ad andarsene indisturbata che lui la bloccò:

-Che fai? Adesso mi spii?

“Beccata!! Accidenti!”

-Io passavo di qui e…

-Sì, sì, certo.

All’improvviso calò tra di loro un silenzio imbarazzato, quando Keyko decise che era ora di finirla con quella situazione. Non poteva tenersi tutto dentro e se lui l’avesse mandata al diavolo, avrebbe dimostrato la sua maturità…si sarebbe data una bella botta in testa, sperando di tornare da dove era venuta!

Attese che lui uscisse dagli spogliatoi e lo affrontò decisa.

-Rukawa.

-Oh, sei ancora qui.

-Rukawa, a me questa situazione non va per niente bene.

-Mi pare avessimo deciso che andava bene così.

-Eh no, caro mio! Per te potrà anche andar bene, me per me no!!

Lui rimase a guardarla per un attimo, poi fece per andarsene.

-Senti un po’, dove credi di andartene? Ma guarda questo…Il ragazzo dei miei sogni mi fa una dichiarazione in piena regola e poi pretende che faccia finta di niente? E io dovrei lasciarlo andare così???Sei veramente un idiota Rukawa, un maledetto, splendido idiota.

Lui rimase immobile, senza neanche voltarsi.

-Sentiamo un po’, per farti capire che mi interessi, devo mettermi anch’io in minigonna sugli spalti a gridare : “ma che fico, mi ci ficco”????Guarda che se speri io faccia una cosa del genere, ti sbmmphhh!

Con un movimento fulmineo Keyko fu zittita dalle labbra di Rukawa (uuuuhhh!) che si posarono prepotentemente sulle sue.Il bacio piano piano divenne dolcissimo e Keyko si aggrappò alle spalle del ragazzo,mentre le sue braccia l’avvolgevano stretta.

-Sei solo un’isterica- sussurrò lui.

-E tu un maledetto volpino!

-Sì?

-Sì…

-Senti un po’, perché non me le dici?- sussurrò tenendola tra le braccia.

-Che cosa?

-Le paroline magiche.

-Quali paroline magiche?

-Ti amo.

-Ah…quelle paroline magiche…

-Sto aspettando.

-Davvero? Oh!! Stupido! Guarda che così mio stritoli!!

-In effetti sento le ossa scricchiolare…- disse lui stringendola sempre più forte.

-Ahi!!Va bene!! Ti amo!! Ok?

-Per ora può bastare-disse lasciandola respirare.

-Andiamo a casa?

-Va bene, capo.Spero non ti scocci accompagnarmi…

Un bacio fu più che sufficiente come risposta.

Keyko non riusciva a crederci. L’unica cosa che riusciva a pensare era : “WOW!!^.^”

 

IN THE END…

IL GIORNO DOPO, A SCUOLA:

-Hey, Keyko, pranzi con noi?- chiese Akane.

-Come?Veramente ho promesso al mio ragazzo di pranzare con lui…sempre che non si sia addormentato da qualche parte…-___-

-Il tuo rag…

-Allora, ti vuoi muovere?

-Hey, modera i toni quando parli con me, capito volpino?-disse correndo verso il ragazzo che aveva parlato.

-Ciao ragazze! A dopo!

-IL SUO RAGAZZO??? RUKAWA???

Gli sguardi allibiti dei suoi compagni di classe e quelli invidiosi di tutte le fans di Rukawa (AH!AH!) li seguirono lungo tutto il corridoio.Non che loro ci facessero caso. Si presero per mano e si diedero un bacio. Avevano altro a cui pensare.

***

 

Note:

Ora potrebbero sorgere domande del tipo:

1-“ E Mara non torna più a casa?”

2-“ Come ci è arrivata lì?”

3-“Dove è finita la vera Keyko?”

e soprattutto:

4-“ Cosa mangeranno per pranzo?”.

Ora, vi dico subito che i finali tristi e gli addii non fanno per me, quindi credo che Mara rimarrà dove sta, anche perché se permettete, si è trovata pure un ragazzo come Rukawa. Chiamatela scema!

La risposta alla domanda due non è di mia pertinenza, comunico però che Fox Mulder e Dana Scully ci stanno lavorando.

Alla domanda tre risponderei con un : “ E a noi?? Tanto, era pure stronza! O no?”

Per la risposta quattro, invece cedo la parola a qualcuno che ne sa certamente più di me…prego.

Rukawa: I fatti vostri mai?

E qui si conclude questa fanfic nata oggi dalla mia mente malata. Ringrazio chiunque abbia avuto l’ardire di giungere fino qui.Thank you very very much!!!

Bye!!!

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