Capitolo 3
Gli allenamenti quel pomeriggio passarono in fretta e furono estremamente
intensi.
Il coach fece fare una partita di allenamento,tutti si impegnarono a fondo
ma più di chiunque,Rukawa:voleva lasciare Kelly a bocca aperta,sapeva di
essere un buon giocatore e voleva che anche lei se ne accorgesse…
Kelly dal canto suo era molto interessata e divertita, e l’immenso talento
di Rukawa non le sfuggì di certo.
Finirono anche prima del solito così mentre Kaede e Kelly si avviavano verso
casa,il sole sulla via del tramonto,colorava il cielo di rosa e
d’azzurro,creando un’atmosfera a dir poco magica.
Kaede si sentiva un nodo in gola,come era possibile che quella ragazza
appena conosciuta gli facesse quell’effetto?
Prima che fosse preso da un attacco di panico,però,Kelly prese la parola:
_oggi ti ho osservato durante la partita,sai , credo che tu abbia delle
enormi potenzialità!
Rukawa si bloccò,guardandola fissa negli occhi;non riusciva a credere alle
sue orecchie:nessuno, a parte suo padre ,glielo aveva mai detto,o
perlomeno,non in quel modo,così dolce e disinteressato.
_Ayako mi aveva detto che eri bravo,ma non pensavo fino a questo punto!
_cerco solo di fare sempre del mio meglio,anche durante gli allenamenti…il
basket è tutta la mia vita!
_che bella cosa hai detto! Si capisce che adori questo sport,e come darti
torto,anche per me è la stessa cosa!
_in che senso? _ Chiese Rukawa incuriosito
_beh,non amo parlarne se non altro perché non voglio che la gente diventi
mia amica solo per questo…
Rukawa corrugò la fronte,non capiva bene il senso di quelle parole
_ecco vedi, mio padre allena da anni nella NBA, è il coach dei Lakers (
forse sto esagerando..), per questo ieri ti ho detto che sono cresciuta
insieme al basket!_
Kaede era esterrefatto.
_mi stai dicendo che tuo padre è Alan Smith???(l’ho inventato)
_e già!!_
_é da quando ho cinque anni che viaggio da un capo all’altro degli Stati
Uniti,ho avuto la fortuna di conoscere tutti i grandi campioni…chi credi che
mi abbia insegnato a tirare a canestro?…ma non è tutto rosa e fiori…
Kelly si rattristò
_hey_ disse dolcemente Kaede _che cosa ti prende?_
_i miei genitori hanno divorziato a causa del lavoro di mio padre…la mamma
era stufa di vivere come una giramondo,voleva più stabilità,ma non poteva
certo pretendere che lui rinunciasse al sogno che aveva rincorso per tutta
la vita…ed io non la perdonerò mai per averlo lasciato!
_non dire così!_ La interruppe Kaede facendosi cupo in volto, ma i dai suoi
occhi trapelava uno sguardo dolcissimo e comprensivo.
_non dovresti giudicarla così duramente,il fatto di possederne una e di per
sé una grande fortuna…._ soffocò il resto della frase.
Kelly aveva capito il significato di quelle parole.
Fu assalita da una sensazione di grande disagio,con la sua affermazione
aveva riaperto la ferità ancora aperta nel cuore di Kaede per la morte della
madre
_mi dispiace, io non potevo immaginare che tu….
_che non avessi più la mamma…non avere paura a dirlo_
Era così calma e serena la sua voce,nonostante quello che aveva
passato,kelly lo guardò negli occhi mentre la sua mano scivolò in avanti
fino a quando non sfiorò quella di kaede. La sua fu una reazione istintiva,e
quel gesto valse più di mille parole.
Si era fatto buio e i due ragazzi decisero di stare ancora un pò
insieme;entrambi sapevano di avere molto in comune e condividere lo stesso
dolore,poteva aiutare ciascuno di loro a superare paure e solitudine.
Kaede invitò Kelly ad entrare in casa,non voleva restare solo,la signora
kitzune era rimasta dalla figlia,e nemmeno Kelly aveva qualcuno cha la
aspettasse a casa. Sentiva il bisogno di parlare con una persona così
diversa e simile a lui…tanto era quello che avevano in comune.
si accomodarono sulle poltroncine della veranda che dava sul giardino.
_vado a prendere qualcosa da bere…torno subito_
Di li a poco fu di ritorno con un vassoio dove poggiavano due grossi
bicchieri di the freddo,era il mese di maggio e la serata era piuttosto
calda; il giardino era splendidamente fiorito ed illuminato dalle luci che
costeggiavano la piscina.
Si misero a parlare del più e del meno,era straordinario come due persone
che si conoscevano appena,potessero avere quella naturalezza che si ha solo
con amici di vecchia data.
Lentamente i discorsi si tinsero di un tono sempre più serio.
_ti sei trasferita con tua madre? _
_Si,ma è piuttosto raro che sia in casa,dopo aver divorziato da mio padre,ha
rilevato l’attività che mio nonno aveva qui in Giappone,e così anche lei è
sempre in viaggio…le cose andavano meglio quando stavano insieme!_
_e tu perché l’hai seguita ?_
_il tribunale mi ha affidata alla mamma,sai che la burocrazia americana è
strampalata…se fossi rimasta con mio padre,secondo il giudice,non avrei
avuto stabilità. Restando negli USA,avrei passato il tempo a viaggiare e non
avrei potuto frequentare una scuola fissa e un sacco di altre cose…sembra
una barzelletta:meglio stare sempre sola, che non andare a scuola,mi viene
da ridere!
Ma l’anno prossimo sarò maggiorenne e potrò fare quello che mi pare!_(si lo
so, in America sono 21)
Quelle parole pronunciate con triste amarezza,suscitarono in Kaede una gran
voglia di abbracciarla e stringerla a se,quasi a farle capire che non era
sola,che si sarebbe preso cura di lei. Si meravigliò di se stesso.
Poi la voce di lei.
_ e tuo padre, anche lui viaggia molto?
_si,è il presidente di un industria informatica,e passa da un capo all’altro
del mondo di continuo.
Torna per una settimana e poi riparte,magari per un mese.Fino all’età di sei
anni lo aspettavo con mia madre,poi lei si ammalò e morì. Ora sono affidato
alle cure di una governante,di avvocati e commercialisti…ma non posso
condannare mio padre per questo,lui non mi ha mai fatto mancare nulla,voglio
dire,quanti possono vivere come vivo io,sta costruendo il mio futuro e io
non posso che ammirarlo per questo…_
_e del tuo sogno?voglio dire,lui vorrà vederti al suo posto un giorno,e con
il basket cosa farai?_
Rukawa abbassò lo sguardo.
_ Lui crede che la mia sia solo una passione passeggera,una ragazzata,per
questo ancora mi asseconda,e io non trovo il coraggio di confessagli che non
seguirò le sue orme,temo di ferirlo,ma io voglio giocare a basket!_
Si era ormai fatta l’ora di cena e Kaede invitò Kelly a restare _non è bello
cenare da soli!_ disse.
Dopo cena accompagnò a casa Kelly,in un attimo di smarrimento stava per
chiederle di restare per la notte,ma poi il buonsenso prevalse sull’istinto.
Ma non sarebbero state cattive intenzioni le sue,voleva solo parlare con
lei,conoscerla più a fondo fare suoi i pensieri di quella ragazza la cui
sola presenza lo turbava cosi stupendamente.
Kelly lo saluto con la mano quando giunse davanti alla porta d’ingresso. La
vide in lontananza,il cancello e la porta erano separati da un lungo viale
costeggiato di ciliegi,ma sotto la fioca luce di un’antica lampada il viso
di lei si accese di un raggiante sorriso ,che Rukawa ,non avrebbe mai più
dimenticato.
E mentre tornava a casa ripensando a quanto era accaduto quel giorno,per la
prima volta,dopo tanto tempo ,non si sentì più solo,perchè aveva trovato
qualcuno da amare.