Capitolo 4                   

Una vita felice

“Forza James con quelle gambe che ti sei rammollito...? Danny non smettere passa…!! Datevi da fare?!! Forza! Così credete di riuscire a battere la New Team?”

Mark aveva ripreso gli allenamenti con molto più vigore.

Chi fosse stato convinto che la sua forza provenisse esclusivamente dalla sua rabbia, avrebbe dovuto ricredersi… mai come allora, Mark sembrava forte e vincente! Una luce nuova, una energia positiva e potente inedita in lui… anche il mister se ne rese conto e ne fu felice…

Capì che qualcosa nella vita del suo protetto era cambiato. Fu improvvisamente contento che lui non avesse fatto la sua fine. E bevve un sorso dalla sua unica amica.. la bottiglia.

 

Tutti si erano accorti del cambiamento del loro capitano. Il suo volto disteso, lo sguardo felice… e una serenità così rara.

Maki lo osservava da bordo del campo. Erano giorni che non si incontravano…

“Mark che ti è successo? Cos’è quella luce?”

Eccolo… lì... lui era partito in una sua tipica azione. I muscoli tesi, il volto tirato, tanta tenacia e forza in quel fisico mozzafiato, in quella muscolatura poderosa… GOAL. Ed non riuscì a parlarlo…

troppo forte, troppo veloce!!

“Bravo Mark! Bravo Mark!” si udì la voce di un bambino…

David corse verso suo fratello e gli saltò in braccio e lui l’abbracciò felice.

“Che ci fai tu qui? Piccolo diavoletto?”.


I suoi compagni di squadra erano davvero stupiti, ma contenti, di assistere quella scena. Lui si meritava tutto il bene possibile. Mark, infatti, nonostante la sua ruvidità, si era rivelato un capitano generoso e leale… e loro gli volevano bene.

“Siamo venuti a vederti!!”

“Siamo?..” Mark sollevò lo sguardo e la vide. C’era Patty con in braccio Lucy, mentre Emily era attaccata alla sua minigonna. Era bellissima!

“Chi è quella visione?” disse un membro della squadra “..sono vivo?” si tirò un pizzicotto.

Tutti risero…

“Chi me la presenta?”…

”Figurati se una come quella si interesserebbe ad uno come te?”.

Gli apprezzamenti e le battute si sprecavano mentre Patty si avvicinava a bordo del campo.

 

Ed la vide arrivare… era più bella che mai! Aveva una minigonna nera molto corta con coordinato un top nero ricamato, che metteva in risalto il suo candore, la sua pelle bianca e profumata e la bellezza dei suoi seni perfetti.

Come avrebbe voluto abbracciarla, amarla, farla sua… ma quei pensieri tanto carichi di desiderio erano carichi di altrettanto dolore…

Sapere che ciò che ami di più, ti deve essere negato,è terribile!

Si chiese come potesse Patty dubitare della sua bellezza. In uno dei loro tanti discorsi, Patty gli aveva confessato di non sentirsi bella, attraente… al contrario si sentiva il maschiaccio che era sempre stata.

 

Mark le corse incontro, diede un bacio sulla fronte della bambina e la prese in braccio. Lucy era tutta infagottata nonostante il caldo dell’inizio dell’estate. La piccola non si era del tutto ripresa. Aveva speso delle ricadute… ed era meglio che non prendesse troppo freddo.


“Come mai siete venuti?”

“I tuoi fratelli non riuscivano a stare fermi un attimo… Volevo che tua madre riposasse, almeno oggi che è Domenica. Così è bastato assicurargli che saremo venuti a vedere il grande campione… che..” e rise.

“Avete fatto bene!” Mark era felice di vederla.


Maki guardava quella scena sconfitta dal suo dolore. Il suo cuore ferito, deluso, morto… ora aveva compreso. Era lei la causa di quel cambiamento!! Quella ragazza.!!!

Lei aveva notato come il volto di Mark si era illuminato nel vederla… di come le era corso incontro noncurante degli allenamenti…

“Oh mio dio l’ho perso per sempre!”

“Maki!” la voce di Danny la riportò alla realtà.

“Perché non me lo hai detto Danny?.. perché… perché non mi hai detto di lei?”

“Cosa avrei dovuto dirti?… Lei sta riuscendo lentamente a restituire a Mark la gioia di vivere, di amare… cosa potevo dirti?”

“Hai ragione.. non è colpa tua.. solo mia.. mi sono illusa per tanto tempo che il mio amore per lui bastasse a renderlo felice. Invece … lui doveva ancora incontrare la donna del suo destino… Eh si!!

perché noi siamo tutti anime a metà…” sorrise stentatamente

“…siamo incompleti e soli… fino a quando non riusciamo a trovare la metà che ci completa… che ci rende uno. Ed io non ero quella di Mark!” Danny abbracciò l’amica.

“ED posso tirare…in porta…?” chiese David.

“Ma certo piccolino.. dai!! facci vedere che sei più bravo di tuo fratello!!”

Intanto tutti i membri della squadra si erano avvicinati alla coppia a bordo campo…

“Ciao… piacere io sono Patty!” disse sorridendo a quei ragazzi che continuavano a guardarla incantati.
James, il più esuberante fra loro, si avvicinò le cinse le spalle e maliziosamente disse

“Oggi è stata davvero un domenica incredibile, la più bella della mia vita... ho incontrato una dea!!”

A quella frase, ma soprattutto a quel tocco, Patty arrossì vistosamente, ma in lei vi era anche un senso di fastidio per quell’abbraccio non desiderato.

“Lasciala!!” tuonò Mark.

Lui si ritrasse intimorito “Scusami non volevo essere invadente” ammise.

“Non preoccuparti!”rispose lei felice dell’intervento di Mark…

Vi fu qualche attimo di imbarazzante silenzio, nei quali i ragazzi temevano una sua reazione ai loro commenti precedenti… nessuno di loro avrebbe mai osato offendere la sua ragazza.

“Battete la fiacca!!! I miei compagni della New team… saranno certamente più allenati di voi!” disse lei allegra, spezzando quella tensione.

“New Team??”

“Patty ha ragione! Muovetevi…” urlò dal fondo campo il mister. Lui l’aveva riconosciuta e lei lo salutò con un cenno della mano.

Mark diede la bimba a Patty.

“Mark… sei lento sulla fascia destra!” disse seria.

“Cosa?” disse lui arrabbiato. Tutti si girarono verso di loro.

“Non guardarmi con quegli occhi spiritati!! Ho detto solo la verità…!!” continuò lei sicura e divertita.

“Se al posto del tuo difensore ci fossero stato Tom o Paul … non saresti arrivato a fare quel tiro”.

“Oh mio Dio ora vedremo la carneficina di una bellissima ragazza!” disse ironicamente James portandosi la mano sugli occhi.

Invece Mark la fissò, e stupendo tutti, le chiese il motivo.

“Mark… sei lento e prevedibile sulla fascia destra… porti il pallone dalla destra alla sinistra sempre nello stesso modo, è facile intuire sia i tuoi passaggi che il tuo dribbling. Sul tiro non hai problemi sempre se riesci a farlo!!!… Sulla fascia sinistra c’è Danny che ti aiuta in un gioco a due, ma sulla destra sei solo…”

“Ha ragione!!” la sostenne Ed.

Poi si avvicinò al suo orecchio e gli disse sorridendo “Ti consiglio di dribblare sempre di sinistro fino a quando non ne sarai padrone e giocare di intuito”.

Come era caldo il suo fiato sul collo?

Gli allenamenti continuarono ancora per un paio d’ore.

 

“Ragazzi che ne dite se poi andassimo in spiaggia… a rilassarci? E' Domenica!!” propose Danny.

Un coro generale accettò allegramente quella proposta... eccetto Maki che preferì andare via fuggendo da quella realtà che non avrebbe voluto vedere.

La spiaggia era bellissima al tramonto. Una leggera brezza aleggiava quasi sfiorando i loro corpi.. Il sole, con i suoi raggi color ambra, si rifletteva sulla loro pelle scoperta.

Alcuni dei ragazzi si erano fatti raggiungere dalle loro fidanzate e rimanevano abbracciati a fissare il sole rispecchiato nel mare.

Altri si erano sdraiati per godersi un po‘ di meritato riposo.

Ed e Mark, con Lucy addormentata fra le braccia, erano seduti vicino ad uno scoglio e guardavano Patty che giocava con David ed Emily… Loro felici si rincorrevano sulla spiaggia.

“No..non mi prenderete!! Dai David vediamo se ci riesci… corri Emily”

Patty era stupenda ed immensamente serena... Anche lei non si sentiva così da tanto tempo.

Quel mese le aveva fatto bene. Anche lei stava volutamente ignorando quelle sensazioni stupende, quella familiarità che quel posto, e quelle persone, le regalavano...

Poi finalmente la presero e si rotolarono sulla sabbia.

<<Oh Mark… guarda la tua felicità… è lì … solo a pochi passi da te! E’ lei…>>

Ed continuava a pensare a loro insieme..


Intanto Mark continuava a farsi inebriare da quello splendido gioco di emozioni che quella visione stava suscitando in lui… ma troppa era la paura di soffrirne.

Cercava disperatamente di non razionalizzare.. di non ammettere a se stesso che tutta la sua felicità dipendeva da un nome…Patty… da un emozione… Amore.

“Ed… devo chiederti una cosa!”

“Dimmi Mark…” <<spero che non me lo chieda.. ti prego Mark non farlo?>>

“Cosa provi per lei?”

<<Lo hai fatto! Devo rimanere calmo!! Non posso tradirmi. Se mi agito… se lo guardo… se nego vistosamente… lui capirà… e so che non riuscirebbe più ad ammettere i suoi sentimenti per non ferirmi… non riuscirebbe più ad andare incontro alla vita… all’amore.>>

“Io le voglio molto bene… Mark” parlava lentamente senza eccessivo trasporto, ma neanche con indifferenza
“Non credevo che fosse possibile diventare amico di una ragazza… tanto meno di una ragazza bella come lei!”

“Si è molto bella!”

<<La tua prima ammissione Mark!>>

“Già…! Il rapporto che si è creato fra noi è bellissimo, unico, è la mia migliore amica, una sorella, credo! Non credevo di poter provare questo per qualcun altro oltre te e Danny! Invece sono riuscito a parlare di me con lei, ad aprirmi. Lei è speciale! Mi fa sentire bene!”

“Già!”
<<Un’altra ammissione Mark… ti ascolti?>>

Mark non lo guardava, ma sentiva che le sue parole erano sincere e dettate dal cuore.
In fondo lo erano!

Ed considerava davvero Patty una sua amica, ma accanto a quel sentimento ne era nato un altro… molto più forte ma anche più doloroso.


“Fra una settimana andrà via… riuscirai a mantenere questa amicizia?”

“Si..lo farò. Non potrei perderla ora!”

Questo era il punto! Ed avrebbe potuto continuare a sentirla… Lui e Patty erano amici, parlavano scherzavano, giocavano… In qualsiasi momento avrebbe potuto chiamarla… lui no!

Il cammino di Mark verso una vita <<felice>> era molto più complicato di quello di Ed.

Lui aveva costruito intorno a se troppi muri, troppe barriere… troppo dolore era stato tenuto dentro… Sebbene grazie a lei la sua vita sembrava essere posta ad una svolta, lasciarsi andare richiedeva troppo coraggio.

I sentimenti di Patty potevano ferirlo più di tutto il resto. Se lei non avesse ricambiato… se quella distanza fosse aumentata… lui sarebbe stato perso di nuovo e forse per sempre!

Forse per questo aveva preferito ignorare i segnali chiari del suo cuore…

Quella serenità, quell’ansia, quel bisogno di incrociare il suo sguardo e la gioia quando lei gli donava un sorriso.

La loro convivenza si era arricchita di gesti silenziosi ma che esprimevano qualcosa che mille parole non avrebbero potuto spiegare.

La mattina svegliarsi ed incontrarla… sorprenderla assonnata e tenera, imbronciata o stanca… e sentire che ad ognuna di quelle espressioni corrispondeva un battito del suo cuore… che ora non batteva e basta… gemeva… amava!

Tornare dagli allenamenti e guardare il suo viso accogliente che gli dava il benvenuto e cenare lì vicini… senza parlare solo sfiorandosi… mai un tocco, mai un abbraccio, ma una parola in più…

E poi le lunghe notti a vegliare Lucy con lei, pur di non svegliare la madre… bisbigliare i loro nomi… Leggersi a vicenda nel cuore la preoccupazione, l’affanno e poi la gioia per la sua guarigione…
Era questa la vita felice?

Ed ora che ne aveva avuto una breve illusione, che l’aveva assaporata così brevemente, come avrebbe potuto rinunciarvi?…

Cosa avrebbe fatto una volta che lei fosse andata via?

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