Capitolo 6
La passione e l’oblio
Ecco… questi sono gli eventi che all’improvviso sconvolgono la vita di
ciascuno…
Un incontro con una persona speciale… una perdita… una amicizia… una
sconfitta… una vittoria.. il dolore.. la malattia… il sogno… la
rinuncia… il sacrificio…
Ognuna di queste esperienze può farci prendere strade insperate o strade non
volute.
Sta a noi… capire quale direzione dare alla propria esistenza…
“Patty… Fermati!” Lei camminava chiusa in se stessa.
In quei due mesi molte cose avevano scombussolato la sua esistenza ed ora si
sentiva molto sola.
Le mancavano le chiacchierate rassicuranti con Ed, le mancavano i giochi di
David ed Emily e la tenerezza di Lucy. Le mancava Mark… le mancava Holly.
“Holly?!” stupita da quell’incontro.
“Scusami Patty. Volevo parlarti!... Ho bisogno di parlarti!”
“Dai entra…!”
“Patty… io… sono stato uno stupido! Non volevo essere duro con te! Tu non
c’entri nulla con la sconfitta contro la Toho. Io ero nervoso, agitato e mi
sono sfogato con te ingiustamente! Non dovevo!!! Perdonami!”
Patty iniziò a piangere.
Molte volte in quei mesi aveva cercato un contatto con lui, per spiegargli, per
fargli capire che non avrebbe mai tradito la loro squadra.
“Io non vi avrei mai tradito!!” disse lei tremante.
Holly si alzò la fece alzare e l’abbracciò.
“Lo so, Patty, perdonami! Sono stato uno stupido. Tu ci hai seguiti per ben 10
anni, ci ha sostenuti, incoraggiati. Sei molto più che una manager, sei una
nostra amica… Io mi vergogno di me stesso!”
“No Holly non devi!” Lei si strinse di più al suo petto.
Lui avvolse quel corpo morbido e bellissimo sempre di più.
Le sue mani la avvolgevano tutta. Si sentì protetta e amata. Mentre lui sentì
scattare qualcosa dentro di se.
“Sono contento di partire con te… con la nazionale! A domani Patty!” Sul
voltò di Holly si stampò il suo solito sorriso e le diede un bacio sulla
guancia.
“A Domani Holly!”
La nazionale fu convocata per il 9 settembre. Tutti furono riuniti in un grande
centro turistico in montagna. Lì, le nazionali, giapponese e coreana, avrebbero
potuto allenarsi con tranquillità prima del grande evento.
I ragazzi della squadra furono convocati in una grande sala. Vi erano anche le
accompagnatrici ufficiali Patty, Amy e Jenny. Patty cercò con lo sguardo Mark,
ma lui la evitava.
Ed notò l’atteggiamento elusivo di Mark e ne era molto preoccupato.
“Bene ragazzi e naturalmente ragazze… vorrei che vi sedeste. Ho bisogno di
parlarvi di una cosa molto importante” Il presidente della federazione, il
mister e i due assistenti erano molto seri.
“Ragazzi, la partita contro la Corea è molto importante non solo dal punto di
vista agonistico.. anzi forse questo è il minore dei problemi. Il governo ha
esplicitamente richiesto questo incontro per permettere alle nostre nazioni di
riavvicinarsi politicamente. Voi tutti sapete che i nostri rapporti diplomatici
non sono dei migliori. Per questo sono state portate avanti numerose iniziative
per avvicinare i due popoli. Il campionato d’oriente aveva questo scopo! Ora
siamo giunti alla finale. Io vi chiedo il massimo dell’impegno in campo, ed il
massimo dell’impegno con i nostri ospiti..”
“Questo è il problema di cui volevamo parlarvi” intervenne il mister
“…purtroppo non sarà facile riuscire ad andare d’accordo con i giovani
della nazionale coreana. Alcuni dei loro elementi hanno la fama di essere degli
attaccabrighe. Dove sono stati ospitati, hanno lasciato tracce della loro
maleducazione e della loro violenza. Il capitano della nazionale è uno fra i
pochi elementi validi su cui possiamo contare per una buona riuscita di questa
finale”.
“Vi preghiamo di aiutarci. Il nostro paese non può permettersi episodi come
quelli successi in Cina ed in India”.
“Noi faremo del nostro meglio!!” rispose Holly
“Sono sicuro di parlare a nome di tutti!”
Tutti annuirono, compresi i burrascosi Mark Lenders e Patrick Everett.
“La nazionale coreana è già arrivata. Stasera ci sarà una cerimonia di
benvenuto dove potremmo accoglierli e cercare di fare amicizia. Vi prego almeno
di tentare!”
“Patty.. che hai?”
“Oh scusami Amy!! Ero sovrappensiero!”
“Ti preoccupa questa situazione?”
“Perché dovrebbe?”
“Non so… io ho una strana sensazione!”
“Non preoccuparti Amy… vedrai… andrà tutto bene!”
Patty raggiunse Ed e Mark per salutarli. Mark cercò in tutti modi di sfuggire a
quell'incontro, ma non ci riuscì.
Gli bastò guardarla negli occhi, per farsì che tutte le difese erette
faticosamente, fossero frantumate in un attimo.
“Mark hai deciso di evitarmi..?” lei gli diede un pizzicotto.
Lui si voltò avrebbe voluto aggredirla, ma una volta incrociato il suo sguardo
ed il suo tenero sorriso, non ci riuscì.
Era lei!
Gli era stato accanto in un momento difficile della sua vita… forse il più
difficile.
Per lei, solo per lei… aveva vinto il campionato!
“No, scusami!” si scoprì imbarazzato per la prima volta nella sua vita.
Ed sorrise. Mark era tornato sereno.
Paul li guardava arrabbiato…
“Holly credi ci sia qualcosa fra Patty e Ed?”
“Non credo siano problemi nostri!” si girò e andò via.
“Maledetto stupido!!” pensò Paul “…se avessi saputo prima quanto poco
ti importasse di lei, non avrei certo rinunciato ad amarla!!”
“Posso unirmi a voi?”
“Benji sei arrivato?” Patty lo abbracciò.
“Ciao piccola, il mio volo è arrivato in ritardo!” Ed e Mark guardavano
incuriositi l’atteggiamento così dolce di Benji verso Patty… non era
proprio da lui.
“Samantha? Non è venuta?”
“Eccomi!! che credevi?… che avrei lasciato il mio amato portiere alle
bellezze orientali!?? Ssh!!”
Le due amiche si abbracciarono. Samanta era una ragazza europea, bellissima, con
due grandi occhi azzurri ed una lunga chioma bionda.
“Samanta, voglio presentarti due miei compagni di squadra… questo armadio
scontroso è Mark” Mark si irrigidì, ma poi sorrise dando la mano alla
ragazza
“questo invece è il mio forte rivale di sempre…”
Non fece in tempo a dirlo che Samanta lo anticipò
“Ed Warner!! So tutto di voi… lui non fa che parlarmene!”
“Ragazzi, questa è la mia fidanzata! Samanta Schneider”
“Devo complimentarmi con te Benji..! Ti sei scelto una ragazza bellissima”
intervenne il solito Bruce.
“Veramente sono stata io a sceglierlo… Voi uomini giapponesi siete così
timidi con le ragazze. Tutta forza e muscoli in campo e poi nella vita reale
incapaci di dire <Ti amo> alla propria donna!!”
Patty rise di gusto nel vedere i volti scioccati dei suoi amici. Non erano
abituati alla franchezza tipica europea.
La serata di gala stava iniziando. Si ritrovarono tutti in un grande salone
allestito per quella festa. Avrebbero ballato per tutta la notte.
I calciatori erano tutti già riuniti, tutti vestiti con abiti eleganti.
Un tipo molto alto, un bel ragazzo muscoloso, si avvicinò al gruppo dei
giapponesi…
“Bene, Bene Hutton.. Lenders… Price!! Siete voi quelli che stracceremo alla
finale?”
Il ragazzo aveva assunto un tono molto arrogante.
“Kusomi! Sono felice di conoscerti!” rispose educatamente Holly.
“Mhm..” il tipo era infastidito dal modo affabile con cui il capitano gli
aveva risposto.
La sua intenzione era di provocarli ma loro non reagivano …
“Quando arrivano le ragazze in questo schifo di festa?”
In quell’istante le accompagnatrici coreane e giapponesi entrarono nella sala,
a loro si erano unite anche alcune fidanzate dei calciatori che avevano il
permesso di essere lì per il galà.
“Credo di aver visto la mia dama di stasera.” continuò lui fissando
l'entrata, poi raggiunse i suoi compagni di squadra che avevano preso da bere.
“Chi era quel tipo?”
“E’ l’attaccante della Corea. Un tipo pericoloso… una testa calda sia
nel campo che fuori. Dobbiamo stare attenti a lui!” rispose Holly.
Il gruppo avversario sghignazzava mentre le ragazze si avvicinavano ai loro
amici.
“Lei è Mia!” disse Kasomi pieno di desiderio.
Erano bellissime, ma Patty in particolare era stupenda. Aveva indossato un
abitino corto con le bretelline sottili, modello sottoveste, di colore bordò.
Era molto, troppo… attraente.
Mark si allontanò seguito da Ed. Non riusciva a guardarla.
Mark perché continui così? Non vuoi
ammettere che lei è bella come il sole e tu la ami da impazzire? Fino a quando
riuscirai a negare a te stesso che la desideri, che il tuo desiderio di lei è
come un delirio ? Fino a quando resisterai? Fino a quando riuscirai a non
abbracciarla… stringerla a te… baciarla?
Tutta la sala l’aveva notata. Aveva notato il suo portamento elegante, la sua
classe, la sua femminilità seducente.
Anche le altre ragazze erano molto sexy ed eleganti. In particolare Samanta
aveva un vestito ultra stretch che le lasciava scoperta la schiena… E Jenny ed
Amy non erano da meno nei loro vestiti semi trasparenti.
“Siete matte!! Volete farci prendere un infarto?” Noi dobbiamo giocare una
partita?” disse Bruce divertito.
“Scemo!” rispose Patty. Lei era convinta sinceramente di non essere
attraente.
Sapeva che il vestito era molto particolare, ma non capiva il suo vero valore.
La serata proseguì allegramente, tranne che per Mark.
Lui aveva notato qualcosa di strano... Kasomi non faceva altro che fissare Patty.
Sembrava spogliarla con gli occhi.
Sentiva nascere dentro di lui un moto di rabbia.
“L’hai notato vero?” Ed sembrava avergli letto nel pensiero.
“Si! …purtroppo non possiamo impedirglielo”.
Kasomi si avvicinò a Patty che era di spalle alla sala conversando con una
accompagnatrice coreana.
Lui audacemente le mise una mano sulla spalla. L’altra ragazza sembrava
essersi spaventata. Lei si girò di scatto.
“Ciao bellezza! Volevo invitarti a ballare!”.
Patty notò quel ghigno gelido sul quel bel volto, ma non voleva offendere i
suoi ospiti, così accettò.
Per sua sfortuna la musica divenne romantica e lenta.
“Bene, la fortuna è dalla mia parte!” lo disse mentre si pregustava il
contatto con il corpo di lei.
La sua eccitazione, mista all’alcol che aveva bevuto, era divenuta pericolosa.
Iniziarono a ballare.
Lui la afferrò violentemente e la strinse a se… forte.. molto forte…
Lui dichiarava il desiderio di lei ansimandole sul collo, facendole sentire la
sua calda vicinanza.
Patty era vistosamente in imbarazzo, ma non poteva… non voleva chiedere
aiuto…
Dopo tutte le raccomandazioni sul mantenere la calma, non voleva essere lei la
causa di un litigio.
Lui non tentava minimamente di contenere quell'attrazione, nonostante fossero
sotto gli occhi di tutti. Noncurante della situazione tesa intorno a lui, con
una mano le accarezzava le spalle giocando con la bretellina del vestito e al di
sotto di essa, mentre con l’altra mano era sceso lungo il suo corpo
all'altezza dei fianchi.
La attirò ancora più violentemente verso di se e lei sentì la sua
eccitazione.
“Lo senti vero?” le disse sussurrandole nell’orecchio
“Mi stai facendo impazzire, lo sai! Hai un profumo bellissimo… Ti piace
vero? Ti piace sentire cosa fai agli uomini?”
Patty era agghiacciata avrebbe voluto sparire in quell'istante…
Paul e Mark si stavano già avventando sul tipo, ma furono fermati prontamente
da Holly e Ed.
Mark stringeva i pugni con una rabbia mai provata prima. Proprio in
quell’istante il ballo finì.
Patty si staccò da quel ragazzo, ma lui l’afferrò per il polso
“Non me ne concedi un altro?”
“Scusami, sono un po’ stanca” disse lei sfuggendo e tornando dalle amiche.
“Patty! Stai bene?”
“Non preoccuparti Jenny! ora sto meglio.. cercherò in tutti i modi di
evitarlo!”
Piccola puttanella.. credi di sfuggirmi. Vedrai ti farò godere come
mai…stanotte!
Patty era stanca. Quella serata le sembrava interminabile. Si diresse verso
la sua camera.
Tutto veloce… troppo veloce...
aiuto!!! …che succede? …Tu?
…lasciami!!
“Bellezza. Io non lascio mai niente a metà!”
Kasomi l’aveva presa e l’aveva violentemente sbattuta contro il muro. Lui
era molto forte... molto più forte di quanto potesse immaginare. Lei non
riusciva ad opporvisi.
Con una sola mano le prese le braccia e le sollevò sopra la sua testa,
bloccandole.
Con l’altra mano iniziò a scendere dal collo… toccarle il seno.. lo scoprì
lievemente ed iniziò a giocare con il capezzolo.
Patty moriva dalla paura.
Tutte le sensazioni provate da bambina, le tornarono in mente..
Lei piccola, troppo piccola per reagire… e lui molto più forte.. suo padre..
quel ragazzo.
Le lacrime iniziarono a bagnarle il viso.
“Vedrai ti piacerà…. Alla fine mi supplicherai di continuare!”
Iniziò a baciarle il collo e poi il seno.
“Ti prego lasciami…” la sua voce era smorzata quasi impercettibile. La
paura la attanagliava.
Ad un certo punto la mano di lui si insinuò in mezzo alle gambe e, con un solo
gesto, le strappò gli slip. I suoi occhi si spalancarono dal terrore! La mano
di lui stava per toccarla quando…
“Brutto bastardo!”
Mark lo aveva afferrato e scaraventato contro il muro, dopo avergli spaccato il
labbro con un pugno violentissimo. Ora il suo braccio era bloccato sotto la sua
gola, lo stava soffocando.
“Cosa le hai fatto? EH!” Kasomi notò lo sguardo di Mark colmo di odio. Per
la prima volta ebbe davvero paura. Lui era abituato a battersi, ma non aveva mai
visto quella freddezza e quella rabbia in un uomo.
Sentiva la sua forza sotto il collo. Se avesse voluto, quel ragazzo, avrebbe
potuto ucciderlo.
Ma poi anche la sua rabbia esplose.
“AH! Ho toccato la ragazza del grande Mark Lenders! Sapevo che quella ragazza
aveva bisogno di uno stallone…”
“Tu stai scherzando col fuoco e non te ne rendi conto!” continuò Mark più
incazzato che mai.
“Se ti azzarderai solo a sfiorarla, solo a incrociare il suo sguardo un'altra
volta… io ti ammazzo… hai capito… ti ammazzo!” Mark non ci vedeva più
dalla rabbia.
A quelle urla tutti accorsero. Videro Mark che stava picchiando Kasomi e Patty
stravolta in lacrime.
“Cosa è successo qui? Parla!” Paul era preoccupato…
Mark allentò la presa. Era arrivato anche il capitano della Corea che vide la
ragazza e capì tutto.
“Andiamo Kasomi!” disse in tono severo.
Le ragazze si precipitarono verso Patty che non la smetteva di piangere. Mark
stava andando via..
“Mark!”
Patty tremante l’aveva chiamato. Lui si voltò, si avvicinò a lei.
Patty singhiozzava e tremava vistosamente, lui dolcemente le sfiorò con due
dita la guancia e lei finalmente si calmò.
“Grazie Mark!” Lui le sorrise.
Holly guardava quella scena impotente…
Cosa stava succedendo al suo mondo?
Nel giro di pochi mesi tutto era stato stravolto… Le sue certezze cadute in
mille pezzi..
Aveva perso il campionato… il suo rapporto con Patty stava cambiando... Lui
non l’aveva difesa. Non era stato lui ad aiutarla…
Si sentì perso… Non avrebbe voluto farsi tutte quelle domande. Lui avrebbe
continuato la sua vita di prima…. Lui rivoleva la sua vita di prima!!
Strinse forti i pugni incontrando lo sguardo di Mark.
Lui gli stava portando via tutto. Provò un insensato rancore nei suoi
confronti.
Era molto più facile quando l’oblio avvolgeva le ragioni della sua esistenza.
Solo il calcio aveva una sua traiettoria, un suo percorso, tutto il resto era
fermo, immobile, dimenticato.
Possono
convivere la passione e l’oblio?
L’amore e l’oblio? La vita stessa e l’oblio?