Ciao^^

Sono alla quarta one piece… sono stata molto breve anche questa volta, non riesco a dilungarmi nei particolari a meno che non si tratti di una “series” preferisco scrivere di getto ciò che mi viene in mente piuttosto che riflettere su cosa sarebbe meglio scrivere o correggere mentre lo faccio, questa rispetto alle altre è un po speciale, nel senso che forse è quella a cui tengo di più. Non tanto per quello che contiene ma per il personaggio a cui ho voluto dedicarla.

Non è il mio preferito, ma quello con cui ho qualcosa in comune…

Ho provato a dare un’altra visione di Mark che non sono ancora riuscita a trovare nelle ff (magari c’è ma io non lo so^^) e che volevo analizzare…la tigre senza artigli…non può cacciare e non può nutrirsi, completamente indifesa si trova a dover riflettere in un monologo con il suo stesso io…si trova a dover scoprire che forse…

 

Pensieroso Pensiero…

Credimi, non è per nulla facile provare sentimenti, soprattutto per chi come me ha sempre dovuto tirare fuori la tigre che è in ognuno di noi, forse perché lo volevano gli altri, forse per paura…si esatto! Hai capito bene! Paura…

Come può Mark Lenders Provare paura? Come può mostrarsi debole di fronte ad un sorriso, senza però riuscire a ricambiarlo?

Che stupido che sono! Sdraiato qui, sul mio letto, a rivolgere i miei pensieri ad un ipotetico corrispondente che nemmeno esiste!

Ma non ho nessuno con cui parlare, con cui confidarmi sinceramente, non posso nemmeno con Danny, credo che se gli facessi simili confidenze perderebbe la stima nel fiero capitano che ha sempre ammirato, duro e intaccabile!

Sono successe talmente tante cose in questi ultimi giorni che è difficile fare ordine nella mia testa, ogni illazione prende la sua piega, io mi sforzo, combatto, cerco di non pensarci, ma non ci riesco! Maledizione!

Come può una persona abbassare a tale livello le tue difese sia fisiche che mentali? Leggerti nel pensiero, fino ad arrivare a sfiorare la tua anima che, debole, vibra rischiando di rompersi?

Chi l’avrebbe mai detto!! Io che faccio di questi discorsi!

Sarà meglio dormirci su.

Ecco, ora chiudo gli occhi, mi concentro sul mio respiro e mi addormento…

 

No, No, No!!! Non ci riesco, non c’è niente da fare!

Qualsiasi cosa io faccia lei è un chiodo fisso, lei è i miei pensieri…

Provo a sfogare la mia rabbia su un oggetto qualsiasi.

Ecco! Non mi importa cos’è! Lo tiro! Eccolo li…frantumato in mille pezzi sul pavimento, però…fa impressione vedere com’è distrutto ora e immaginarlo compatto qualche istante prima che la mia mano lo prendesse e lo lanciasse. Ah! Non importa! Tanto non è servito a niente, proprio ad un bel niente! Se solo potessi tornare indietro nel tempo e impedire che tante cose siano successe, perché io ho fatto in modo che accadessero…Ormai mi restano solo i ricordi…solo con quelli posso tornare indietro e rendermi conto che forse, per una volta, mostrarmi debole mi avrebbe reso veramente felice, ma non l’ho fatto per paura di perderla.

È difficile spiegare ciò che riesce a trasmettermi quella ragazza, testarda, ma dolce allo stesso tempo e pensare che il nostro primo incontro non è stato dei migliori, quello schiaffo brucia ancora adesso come se me lo avesse appena dato…e io?? Fermo, imbambolato come uno stupido, stupito per un simile gesto che nessuno aveva mai avuto il coraggio di fare. Ha coraggio…e dopo avermi ferito che ha fatto? Mi ha accarezzato e mi ha chiesto scusa, mi ha preso la mano, l’ha poggiata sulla sua guancia e ha detto “Forza! Colpiscimi!”, come avrei potuto…vigliacco sarei stato se l’avessi fatto, e poi per cosa? Per una questione d’orgoglio? Da quando la conosco non mi importa più apparire, ma essere…vorrei che vedesse tante cose di me che gli altri non sanno o non conoscono per volontà mia, ma che ora mi sono stufato di tenere nascoste.

Stufato!! Non ce la faccio più a essere quel rude personaggio che tutti vedono e credono che io sia veramente, perché io l’ho permesso, schivo, freddo e silenzioso, non ho mai permesso a nessuno di entrare nel mio mondo per paura di non riuscire più a chiudere la porta, ma adesso…adesso non ce la faccio più a vederla chiusa.

Io NON sono chi tutti credono che io sia!!!

Lei lo sa…lei lo usa come arma per ferirmi, lei l’ha sempre saputo, o per lo meno intuito…come quella sera, sul campo deserto, mentre io mi allenavo completamente da solo. È arrivata, silenziosa come la notte, ma bella come una stella, piangeva…non ho mai saputo il perché, se solo avessi parlato o pronunciato anche una sola parola avrei rotto l’atmosfera che si era creata tra di noi…indimenticabile…lei si è avvicinata, mi ha guardato negli occhi, io non ce l’ho fatta…un altro schiaffo…cominciò a piovere, goccia dopo goccia, sembrava che le luci dei riflettori fossero puntate solo su di noi, come facenti parte delle prove di un film. Ma era tutto vero…lei si avvicinò, prese le mie braccia e le mise intorno a se. Sentivo di dover scoppiare da un momento all’altro…mi stringeva, come se avesse paura di sciogliersi insieme all’acqua, di sparire dal mio abbraccio involontario…e io?? Quanto ho desiderato che quegli istanti non finissero mai, quanto avrei voluto alzarle il viso e baciarla, sentire il suo sapore…renderla mia, anche se per poco.

Non ce l’ho fatta nemmeno quella volta, il mio vero ego si è nascosto dietro quella parte irrazionale di me che continua a spingermi di essere terribilmente falso di fronte agli altri.

Nemmeno con lei riesco ad essere sincero, ma con che coraggio?! Mi faccio schifo da solo, non mi capacito di come io non mi sia mai spaventato di nulla, ma adesso mi terrorizza la sola idea che lei possa sfiorarmi…

È spuntata nella mia vita all’improvviso, come un fulmine a ciel sereno, e io ne sono rimasto completamente ustionato.

Si è subito fidata di me, nonostante il mio astio iniziale per quel suo gesto così irrazionale, non ha instaurato un bel rapporto con gli altri della squadra, solo con i compagni di Benji, del resto è sua cugina, e figuriamoci se non sarebbe rimasta attratta dal disinteressamento perenne verso le ragazze di Holly, verso la dolce fratellanza che dimostra Tom con chiunque, verso la stupidità di Bruce, verso la mia fierezza…

Come le statue ho sempre visto lo scorrere della mia vita davanti ai miei occhi, lentamente intaccato dall’usura del tempo come ogni essere umano, ma mai senza reagire razionalmente.

Che fine hanno fatto i miei artigli? Che fine ha fatto Mark Lenders, quello stesso Mark che mai si è tirato indietro di fronte ad una sfida, che non ha mai avuto paura, nemmeno del suo peggior nemico?

È inutile che mi pongo tante domande, non sono io ad avere la risposta ma Karen…

Il sol pensiero del suo nome mi mette i brividi, ho la pelle d’oca, che ora è??

Le due del mattino, il tempo passa costantemente, tic dopo tac, senza accorgersi nemmeno di quello che io sto passando, se solo si fermasse!!

Non riesco a dormire, ed è inutile che provo a fare anche questo, forse perché in questo momento vorrei essere li con lei…nella stanza accanto…accidenti a mia madre e a quando ha accettato di ospitarla visto che Benji è partito per la Germania e non voleva stare da sola, o forse dovrei ringraziarla?

Quante domande mi sono passate in mente questa notte…ne ho perso il conto, e nemmeno mi capacito di cosa mi sono detto, di cosa sto provando.

Troppe novità per un Mark Lenders che a malapena si è accorto che forse dovrebbe cambiare, ma che non ha ancora deciso di farlo…

Sarebbe la cosa migliore? Mi aiuterebbe sul serio farle sapere cosa provo?

Quanta rabbia mi mente questo silenzio giudicatore del silenzio infinito che mi circonda, un silenzio senza la benché minima risposta, senza il benché minimo segno verso la mia frustrazione…

Come può la natura restare così impassibile di fronte a simile sofferenze? Forse…c’è di peggio!

Ah! Ma dai Mark! Non sei più un bambino! Forse…non lo sei mai stato! Ed è questa la mia colpa da espiare? L’essere cresciuto troppo in fretta per problemi di famiglia, per essere diventato “padre” quando invece avrei dovuto essere figlio?

Come negare certe verità…ma che succede?

La porta…si stà aprendo…meglio far finta di dormire…

Ma chi diavolo è??

Si è seduta sul mio letto, ora mi sa sistemando i capelli…riconoscerei tra mille persone la delicatezza di simili gesti…

Ma che ci fa qui??

Perché è venuta a quest’ora della notte, nella mia stanza? Come vorrei aprire gli occhi e vedere che sta facendo…

“Mark, Mark?!”

Meglio farle credere che sto dormendo…non le rispondo…

“Menomale stai dormendo…”

Come menomale?? Perché?? Meglio continuare ad ascoltare senza interromperla…

“Che sciocca che sono, alle due e mezza del mattino, mi presento improvvisamente in camera tua mentre tu stai beatamente dormendo e poi per cosa? Perché devo parlarti, dirti una cosa che però dovrei dirti mentre sei sveglio, e non mentre dormi! Così non ha senso…ma io non resisto più, sono settimane che me lo tengo dentro. Mi sembra di scoppiare, non mi sono mai sentita così…ho paura…paura di confessare a me stessa che…

Ah! No! Stavolta non voglio solo stare a sentire o guardare che sia, ma partecipare!!

“Che?”

“Uh? Mark sei sveglio!Allora…stavi sentendo…”

“Che?”

“Ti amo, Mark.”

 FINE

Spesso nella vita si perdono occasioni importanti per paura di perdere qualcuno, ma si vive una volta sola, e se le persone si perdono vuol dire che non erano abbastanza importanti per noi o intelligenti da capire che siamo esseri umani, che anche noi amiamo…Questo non è un messaggio per rimuginare sulle occasioni perse o passate che siano…ma su quelle future, quelle sciocche o importanti, quelle che se perdiamo ci impediranno di essere vivi fino in fondo. Perché mai e poi mai gli altri potranno impedirci di farlo…a meno che non succeda per volontà nostra…

 

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