Capitolo 6

IL PREZZO DA PAGARE

 

Yume entrò nella sala, un solo pensiero nella mente, un solo obiettivo: salvare Goku dalla morte.

Non c’era altro che avesse importanza per lei in quel momento, nemmeno il dolore sordo che sentiva nel petto, nemmeno l’immagine di tre corpi stesi a terra senza più un alito di vita.

“Andrà tutto bene. Torneranno e sarà tutto come prima. Devo solo fare in modo che Goku sia salvo. Loro…” pensò con odio “…non gli faranno del male. Non lo permetterò mai.”

Questi pensieri si riflettevano nella sua andatura decisa, nella sua schiena eretta, nel suo mento alzato con sfida e nel suo sguardo glaciale.

In quel momento, vedendola arrivare, l’imperatore celeste si rese conto che non sarebbero bastate poche parole e vaghe promesse per placare il suo animo ferito. Erano sull’orlo di una crisi devastante, poiché, per quanto antica e saggia, quella creatura era pur sempre nata dalla Terra e quando il fuoco dell’ira le scorreva nelle vene, assumeva un aspetto inquietante e le sue azioni erano tutt’altro che razionali.

Nataku, il dio principe della guerra era ancora semidisteso a terra con espressione dolorante, circondato da alcune guardie che, timorose, si erano ben guardate dall’interferire.

Kanzeon Bosatsu, in piedi appoggiata ad una colonna, guardò con disprezzo quei codardi e si chiese incuriosita come sarebbe andata a finire la faccenda.

Tornò a posare lo sguardo su colei che lentamente, ma in modo deciso, avanzava incontro al proprio destino e non potè fare a meno di ammirare la sua fierezza e la sua bellezza, anche in un momento tanto tragico.

Emanava una forza straordinaria e anche a quella distanza potè avvertire con un brivido la potente rabbia che si celava dietro la calma glaciale che dimostrava.

Giunta di fronte all’imperatore celeste, quella si fermò, posando a terra il corpo che teneva tra le braccia.

Fuori della sala si sentirono i passi e le voci di coloro che stavano accorrendo. L’esercito si stava radunando per riuscire a catturare i traditori.

Senza battere ciglio, Yume fissò negli occhi l’imperatore e, con tono deciso disse:

-Ordina loro di non avvicinarsi.

Quello esitò, preoccupato.

-Non mi farò problemi a sterminare quello che resta del tuo inutile esercito di idioti….e a quel punto cosa farai? Condannerai a morte anche me?- chiese con beffarda crudeltà.

-Chiudete le porte.

-Ma sign…

-Fate come vi ho detto.

Le porte vennero sigillate e coloro rimasti fuori non avrebbero mai saputo niente di quel che avvenne realmente in quella sala.

-Qui..-iniziò il vecchio seduto sul seggio dorato-…qui…vedo solo due persone e uno soltanto di coloro che si sono ribellati.

A quelle parole il viso di Yume si contrasse in una smorfia, ma disse soltanto:

-Uno, l’unico…ancora in vita.

Un silenzio irreale li avvolse tutti.

Kanzeon Bosatsu chiuse per un attimo gli occhi, per poi riaprirli quando l’imperatore prese nuovamente la parola.

-Quello che dici… è la verità?

-Io non mento mai-rispose lei freddamente.

-Non sta mentendo, mio signore-s’intromise un soldato che aveva seguito Yume nella sala.

-Ho visto io stesso i corpi senza vita di quei tre traditori, signore.

In una frazione di secondo, senza che in apparenza ci fosse stato alcun movimento, ecco che quello cadde a terra, morto.

-Ma cosa??-lo fissò allarmato l’imperatore, mentre un mormorio agitato percorse la sala.

-Non ho bisogno che qualcuno confermi ciò che dico. Che ti sia di lezione. Non tollero che qualcuno metta in dubbio le mie parole-commentò acida.

-Dovresti insegnare ai tuoi sudditi a tenere a freno la lingua.

-Non mi sembra che tu sia nella posizione di dare certi consigli….-rispose lui riacquistando la calma.

-Io sono nella posizione di fare ciò che più mi piace, vecchio. Fai attenzione…-lo avvisò-…ti ho già permesso una volta di parlarmi con tale arroganza, sebbene tu non ne possieda il diritto…

Seguì un attimo di silenzio, la tensione era palpabile.

-L’essere eretico che tu ti ostini a proteggere è colpevole di un crimine mostruoso. Nemmeno tu puoi negarlo. Cosa pretendi di fare, venendo qui a parlare con me?

-Hai già tre morti sulla coscienza, non ti bastano?

-Lui è il maggior colpevole e per questo va punito.

-Ha solamente seguito il suo istinto.

-Un motivo in più per considerarlo un pericolo.

-Ti avevo avvertito dello sbaglio che stavi commettendo.

-Lo sbaglio è stato quello di non ucciderlo subito.

-Se mi avessi dato retta, nulla di questo sarebbe successo.

-Se ti avessi dato retta, chissà cos’altro avrebbe potuto fare.

-Mi avevi assicurato che era sotto il vostro controllo.

-Così credevo che fosse.

-Quindi…è colpa vostra.

-Cosa?

-La sua colpa ricade anche su di voi. Io avevo alla fine acconsentito a lasciarlo nelle vostre mani e voi lo avete trattato con un disprezzo tale da liberare la sua parte più pericolosa.

-Non dire sciocchezze!

-Il vostro sistema di controllo non ha funzionato, se lui è riuscito a spezzarlo.

-Andava eliminato per la nostra sicurezza!

-Mi stai dicendo che lo avete attaccato?

-Noi..

-Lui si è soltanto difeso, dunque.

-Ha massacrato centinaia di soldati! Deve essere punito!!

-Esistono altre punizioni oltre la morte.

-Lui deve morire!!

Silenzio, poi Yume sentenziò con voce implacabile.

-Lui non morirà. Io non lo permetterò mai. Che questo sia ben chiaro, vecchio. Lui non morirà.

Non era una questione che si potesse mettere in dubbio, Yume non era mai stata tanto decisa.

-E cosa dovremmo farne, sentiamo? Di certo non lascerò che tu lo porti via indisturbata, dopo quello che ha fatto!!

-Questo lo so bene. Sono qui apposta…per trovare un accordo con te.

Silenzio.

-Dovrai pagare un prezzo, per quello che mi chiedi.

Yume strinse i pugni e fece un respiro profondo.

-Lo so- disse poi.

-Signore..-s’intromise Kanzeon Bosatsu, che fino ad allora era rimasta in disparte a seguire quello scambio di battute.

-Parla.

-Signore, suggerisco di imprigionarlo.

-E secondo te la prigionia può bastare come punizione?

-Una prigionia qualunque no. Ma se fosse rinchiuso in un luogo isolato, senza alcuna possibilità di fuga?

-Ha abbastanza forza per fuggire da qualunque prigione-commentò scetticamente l’imperatore.

-Non con i dispositivi di controllo, mio signore-gli rammentò lei.

Kanzeon Bosatsu non distolse mai gli occhi da Yume, che sembrava soppesare ogni sua parola.

-Quando il diadema gli sarà posto nuovamente sul capo, ricorderà tutto e c’è anche la possibilità che impazzisca. A quel punto potrebbe diventare ancor più pericoloso di quanto non sia ora.

-Nataku potrebbe cancellare i suoi ricordi, mio signore. Senza memoria, non potrà mai conoscere il motivo della sua prigionia, e non ci sarà pericolo che tenti la fuga.

L’imperatore celeste fissò nuovamente la creatura che aveva di fronte.

-Chi mi assicura che lei non correrà subito a liberarlo?

-Il mio giuramento- si decise infine ad intervenire Yume.

Cominciava ad intravedere una soluzione. Stava male al solo pensiero di Goku imprigionato, recluso chissà dove…ma almeno…sarebbe stato vivo.

-Non mi basta-rispose però l’imperatore, dopo aver riflettuto a lungo.

Yume capì improvvisamente che patteggiare per la vita di Goku le sarebbe costato un prezzo molto alto.

Lo guardò, inerme, privo di sensi, ancora steso a terra. Le venne voglia di prenderlo e di portarlo via da lì, senza più perdere altro tempo.

Ma non poteva…ripensò alla promessa che aveva fatto a Konzen e gli altri.

“Torneremo insieme. Ci ritroveremo.”

Non era il momento di pensare solo a se stessa.

Loro avevano rinunciato alla vita, non poteva più tirarsi indietro.

-Dimmi cosa vuoi da me, vecchio. Dimmi qual è il prezzo da pagare.

Lui la fissò in silenzio, soppesando bene le parole.

-La tua libertà-sentenziò infine.

Yume sgranò gli occhi per la sorpresa.

-Ma che stai dicendo, vecchiaccio?–insorse.

La sua pazienza non era mai stata così vicina ad oltrepassare il limite di sopportazione.

-L’ideale sarebbe chiedere la tua vita per la sua-continuò quello senza scomporsi-…ma so bene che questo io non posso ottenerlo….Però è anche vero che tu hai un legame di sangue con questo essere. Anche se non ti dicessi il luogo della sua prigionia, tu lo sapresti comunque.I tuoi sentimenti sono troppo forti perché io mi possa fidare soltanto della tua parola che tu non correrai a liberarlo….

-Mi stai ricattando-sibilò furiosa.

-No, ti sbagli… tu stessa hai detto che c’è un prezzo da pagare per la sua vita.

“Vuole togliermi di mezzo…io rappresento un pericolo per lui. Sta approfittando della situazione per non avermi più tra i piedi…che tu sia dannato, vecchio…”

Iniziò a tremare per la rabbia che la stava invadendo.

-Io devo essere sicuro che questo eretico paghi per ciò che ha fatto…e visto che tu sei l’unico ostacolo che mi impedisce di ucciderlo…decidi: sei disposta a sacrificare la tua libertà per lui?

-Pensi che ci possa essere una prigione adatta a me, vecchio? Io non possiedo dispositivi di controllo che mi possano impedire la fuga.

-Io non sto parlando di una prigione qualunque….

-Allora parla chiaramente, una volta per tutte. Cosa mi stai chiedendo?

Silenzio, poi….

-Io voglio che tu accetti volontariamente di essere rinchiusa in una sfera di energia. Ti chiedo di esservi rinchiusa in uno stato di semi-incoscienza per l’eternità. Non morirai, quindi non ci saranno ripercussioni sul mondo terreno, ma in questo modo io sarò sicuro che tu non interferirai più con il destino di questo essere…e con quello del mondo celeste.

Il tempo sembrò fermarsi, dopo queste parole. Yume si sentì avvolta dalla nebbia, la sua mente era troppo confusa, per pensare lucidamente…

-Questa sfera verrà posta nel luogo più remoto possibile, il cui accesso verrà sigillato per sempre.

-Non ti sembra di chiedermi troppo?-sussurrò la donna.

-No. La sua vita in cambio dell’oblio che ti avvolgerà. Questa è la mia ultima parola.

Kanzeon Bosatsu vide chiaramente l’indecisione della creatura, la sua lotta interna.

Avrebbe potuto benissimo infischiarsene di tutto e tutti. Aveva la forza e l’autorità necessaria per prendere con se’ quel bimbo e portarlo via. Ma non si decideva a farlo...perché? C’era qualcosa che la tratteneva e Kanzeon Bosatsu si chiese cosa mai potesse essere di così importante per poter anche solo pensare di accettare un sacrificio simile.

Dal canto suo, Yume stava cedendo alla disperazione più totale. Cosa doveva fare? Non poteva portare via Goku, per non tradire la promessa fatta agli amici…d’altro canto…se avesse accettato la proposta…

“Goku chiuso in una prigione, io persa in un sonno senza risveglio….come faremo a ritrovarci? Come?”

Posò il suo sguardo sul corpo disteso a terra e improvvisamente avvertì una strana sensazione di pace.

La soluzione, l’unica possibile, stava lì, di fronte ai suoi occhi..come aveva fatto a non capirlo prima?

In realtà, non c’era nessuna decisione da prendere.

L’aveva fatto già tempo prima, nel momento in cui aveva scelto di prendersi cura di quel bambino.

Il suo destino era stato segnato, il suo cammino scritto, quando aveva abbandonato la solitudine della sua vecchia esistenza, in cambio di un breve attimo di felicità.

Kanzeon Bosatsu la vide rilassare i muscoli...la sua espressione era cambiata…le fu chiaro che Yume doveva aver preso una decisione…sì, ma quale?

Alzò lo sguardo verso quel viso senza età e non seppe trattenere un moto si sorpresa.

“I suoi occhi…i suoi occhi…”…non avrebbe mai dimenticato ciò che vide negli occhi di Yume in quel momento….e capì.

“Cosa ti spinge a tanto?”pensò tristemente.

La risposta a questa domanda sarebbe giunta solo molto tempo dopo …almeno 500 anni.

Yume parlò di nuovo, ma con un timbro di voce molto diverso da prima, più calmo.

Parlò senza distogliere mai gli occhi da Goku.

-E…se la sua memoria non venisse cancellata del tutto?-provò a chiedere.

-Che intendi dire? Non posso permettere che ricordi ciò che…

-No…-disse, interrompendo ogni protesta-…io non mi riferisco ai fatti che sono avvenuti…ma alle persone che ha conosciuto.

L’imperatore celeste si chiese dove mai volesse arrivare quella creatura.

-Ma a che scopo?-chiese sospettoso.

-Così...avrà qualcosa a cui pensare…giusto per non morire di noia…dopotutto dovrà passare molto tempo in quella prigione…non vuoi concedergli nemmeno questo?-disse con noncuranza, alzando gli occhi verso il suo interlocutore. Ogni traccia dell’espressione che aveva così tanto colpito Kanzeon Bosatsu era sparita. Nei suoi occhi, solo un’ultima,muta speranza.

-Cosa vuoi che cambi? In fondo ti chiedo solo che ricordi dei nomi, nient’altro.

L’imperatore sembrò soppesare quella richiesta.

-E sia…ma ti concedo solo un nome. Ne ricorderà soltanto uno-annunciò alla fine.

“ Soltanto uno…non pensavo che mi avrebbe concesso solo questo…” riflettè amaramente Yume.

Una piccola vocina dentro di lei le disse a gran voce: “Non essere stupida! Fa’ in modo che ricordi il tuo di nome!”

“Ma io sarò prigioniera dell’oblio…non ho la certezza di potermi liberare. E se vi rimanessi in eterno? Che ne sarà del mio Goku? Continuerà a chiamare qualcuno da cui non giungerà mai risposta…”

“Torneremo di nuovo tutti insieme” aveva detto Kenren.

Loro avrebbero fatto in modo di esserci, l’avrebbero fatto…anche per lei.

In realtà sapeva bene quale nome pronunciare…solo, non sapeva decidersi a farlo.

“Tu ci aspetterai?

Sempre.

Promesso?

Promesso.”

Yume chiuse gli occhi e per un attimo rivide tutti loro, insieme.

Perdonatemi, amici.

“Torneremo di nuovo tutti insieme.”

No…non io.

Goku sarebbe rimasto in vita…e un giorno qualcuno sarebbe giunto a liberarlo.

“Chi?”le chiese la vocina dentro di lei.

Il suo Sole, lui lo libererà.

“Ne sei sicura? In questo modo lui ti dimenticherà. Non saprà più nemmeno il tuo nome.”

Goku sarebbe rimasto in vita, ad ogni costo…

Respirò profondamente.

Non vi dimenticherò mai.

-Ad ogni costo- mormorò.

-Allora? Hai deciso? Quale nome dovrà ricordare?-le chiese l’imperatore.

“Mi raccomando, Goku…chiamalo, chiamalo a gran voce…e un giorno lui verrà.”

Yume riaprì i suoi occhi, mai splendenti come in quel momento e…

“Lo affido a voi…abbiatene cura.Anche per me”

…sorridendo mestamente, decise il suo destino…e quello di altre quattro persone.

-Konzen…- disse soltanto.

“Addio allora…anzi, a presto”.

No…

Addio allora.

Addio soltanto.

 

***

 

-Dove siete stata Kanzeon Bosatsu? Vi ho cercata dappertutto…

-Dappertutto dici?-chiese lei ironicamente.

Poi, si fermò di fronte ad una porta…che nessuno varcava più ormai da molto tempo.

-Una volta, da questo ufficio, proveniva sempre un tale baccano…ricordi anche tu?-mormorò.

-Vi trovo strana Kanzeon Bosatsu…è forse successo qualcosa?

-Cosa vuoi che sia successo Jiroushin? Niente di interessante, come al solito…

Una folata di vento portò fino a lì una miriade di piccoli petali rosa.

-Però a pensarci bene…qualcosa forse è accaduto…

-Di cosa state parlando, Kanzeon Bosatsu?

-Sai Jiroushin…voglio raccontarti una storia….Devi sapere che giù, nelle profondità della terra, giace una creatura.Ella è avvolta da una strana luce, che la tiene prigioniera e il suo sonno senza sogni dura ormai da cinquecento lunghi anni. Lei stessa ha deciso la sua sorte. Mi sono sempre chiesta perché mai lo avesse fatto…poi, un giorno, sotto i miei occhi è capitato  un catorcio assemblato con pezzi messi insieme a caso…e allora ho compreso. Lei lo ha sempre saputo…ha sempre saputo che quei quattro sarebbero tornati insieme, prima o poi…

Si fermò un attimo, per poi continuare…

-Nonostante questo…qualcosa ha permesso ha quella creatura di non cedere totalmente all’oblio…Sotto l’apparenza lei è ancora cosciente…ed è riuscita in qualche modo a proiettare il suo spirito fuori dal corpo. In questo stato non può fare molto…soltanto vegliare, invisibile, nell’ombra. Vegliare su chi, poi? Nessuno si ricorda di lei, non può nemmeno essere vista….mi fa una gran tristezza, Jiroushin.

-Ma voi come fate a saperlo?

-Perché io riesco a vederla, sciocco. Come il riflesso di un passato ormai dimenticato…Posso vederla perché ho pensato a lei, continuamente, per tutto questo tempo.

-Ma cosa la spinge a tanto, Kanzeon Bosatsu? Voi lo sapete?

-Sai..un tempo anche io mi sono fatta la stessa domanda…Allora non l’avevo capito, ma ora sì…Ciò che la spinge è un sentimento tanto forte da superare qualsiasi barriera e qualsiasi confine…

-Ma…quale sentimento può essere tanto forte?

-Quale, dici? Ma è ovvio, Jiroushin… l’amore di una madre.

-Ora cominciate a spaventarmi veramente Kanzeon Bosatsu, queste riflessioni non vi si addicono proprio…

La divinità scoppiò in una risata, per poi sospirare.

-Davvero?..Beh, non farci caso allora…sarà colpa del tempo…o chissà, forse dei fiori di ciliegio…mi mettono sempre addosso una tale malinconia…

Silenzio.

-Dimentica ciò che ho detto …-disse infine, allontanandosi.

-Però, Kanzeon Bosatsu…permettetemi di dire che era proprio una bella storia…

-Già…proprio una bella storia, Jiroushin…bella come un sogno.

 

 

***

 

 

Tess: No, no, no!!!!*___* Fermi tutti!!!! La storia non è finita qui!! Diciamo che si è conclusa una sorta di prima parte…Quindi ci rivediamo tutti al prossimo capitolo!!^^

Un saluto!

 

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