Avviso per i lettori: Consiglio la lettura di questo
capitolo a persone che hanno un età superiore o uguale ai 18 anni e che non
sono caratterialmente sensibili dato che il suddetto capitolo contiene una scena
di sesso. Un'altra piccola nota: la fanfiction subirà diversi ritardi a
causa di un mio viaggio all’estero della durata di un anno e mezzo, non è
affatto interrotta, solo non so quando avrò l’occasione di aggiungere i
capitoli nuovi una volta partita. Quindi vi prego, evitate di riempirmi la mail
con domande del tipo “a quando il prossimo capitolo?” perché non lo so
assolutamente^^;;; Armatevi di tanta pazienza…
Capitolo 16
Tutto era così silenzioso, la luce penetrava attraverso le tende facendo strani giochi di luce contro i piccoli cristalli del lampadario. Chiuse la porta dietro di se e vide Philip placidamente addormentato su un fianco, non si era nemmeno accorto del suo arrivo nella stanza. Kira pensò di rimboccargli le coperte, ma come prese con le mani il lembo il ragazzo si mosse e lei si tirò un po’ indietro diventando rossa. Si sentiva accaldata e imbarazzata a ritrovarsi in quella situazione, lui e lei…da soli nella stessa stanza. “Coraggio Kira! Di sotto ci sono Julian ed Amy, che vuoi che succeda?!” pensò tra se e se. Si fece forza e tornò a sistemargli le coperte.
Poi si avvicinò lentamente alla finestra e scostò una tenda per ammirare il bellissimo paesaggio esterno, ma un raggio di sole andò a posarsi proprio sul viso del ragazzo che si svegliò. Quando aprì gli occhi sorrise nel vedere Kira nella stanza, non se lo sarebbe di certo aspettato, pensava sarebbe rimasta con Reiko, o che fosse a scuola. Lentamente si tirò su per avvicinarsi a lei e abbracciarla da dietro. Si era già accorta del suo risveglio, per questo non si spaventò quando sentì le sue braccia circondarle le spalle…
“Buongiorno, dormito bene?”
“Si, abbastanza. Non dovresti essere a scuola?”
“Colpa tua.”
“Mia? Cosa ho fatto?!”
“Avevo voglia di vederti…a proposito! Lo sai che russi?”.
“Spiritosa!” con le braccia ancora attorno alle sue spalle la fece sbilanciare e cadere sul letto sotto di lui. Prese il cuscino tra le mani e per scherzare glielo premette sul viso. Kira stette al gioco, lo fece continuare e per spaventarlo un po’ smise improvvisamente di muoversi. Quando si accorse che non si muoveva più tolse il cuscino e si preoccupò. Cominciò a chiamarla ma lei non rispose, nessun segno. In ansia fece gesto di precipitarsi fuori dalla porta per andare a chiamare Julian ma come si alzò lei lo tirò per un braccio e ridendo lo riportò su di se.
“Sei scema?! Mi hai fatto prendere un colpo!”
“E dai che stavo scherzando! Te la sei presa?”.
“Può darsi…” a quelle parole seguì un loro bacio. Tenero, dolce, caldo e appassionato. Senza rendersene conto le loro labbra aumentarono il ritmo, le pulsazioni si fecero più insistenti e nuove sensazioni presero il sopravvento su Kira…
Qualcosa stava per cambiare nel loro rapporto, Kira capì di non potersi più tirare indietro, di desiderare Philip tanto quanto in quel momento lui desiderava lei. L’unico problema era come comportarsi, esperienza nessuna, voglia tanta…
Mentre continuavano a baciarsi il ragazzo la sistemò completamente sul letto divaricandole delicatamente le gambe, stendendosi completamente su di lei. Prima di procedere con movimenti più seri sciolse il loro bacio e la guardò negli occhi alla ricerca della sua approvazione. Non avrebbe mai fatto qualcosa contro la sua volontà, soprattutto qualcosa di così importante. Nel verde degli occhi di Kira scorse tenerezza, amore e approvazione. Sebbene lei non avesse parlato, entrambi si capirono solo con lo sguardo. Non si preoccuparono nemmeno di chiudere a chiave la porta, sicuri che non sarebbero stati disturbati da nessuno…
Tornò a baciarla con passione ma con altrettanta delicatezza si insinuò con le mani attraverso la sua maglietta. Come un pianista che tasta delicatamente un pianoforte suonando una dolce melodia, Philip prese ad accarezzarla e salì fino al suo reggiseno slacciandolo.
Kira dal canto suo poteva sentire tra le sue gambe l’impellente desiderio del ragazzo di possederla. Di amarla. Si capiva apertamente con non era un esperta del campo e Philip cercò di non farglielo pesare in nessun modo, cercando di farsi accompagnare nei suoi movimenti sopra le sue curve perfette. Tesa come una corda di violino lei sentì di annullarsi sotto quella tremenda foga di sensazioni, di piacere. Come se un terremoto stesse invadendo all’improvviso il suo corpo, prese a sfiorare la sua pelle, priva ormai di ogni indumento ad eccezione dei boxer, tutto passava sotto le sue dita con tanta rapidità da sconvolgere il suo equilibrio mentale e permettendole di lasciarsi andare completamente a quegli istanti che sembravano così eterni. Percepiva il movimento dei suoi muscoli, tesi e meccanici, che si muovevano sotto i polpastrelli delle sue dita. Arrivò a sfilarle i pantaloni, un altro sguardo, questa volta solo leggermente intimorito, ma bastarono due semplici parole per far svanire tutte le sue paure…
“Ti amo…”
Senza permetterle di rispondere tornò a baciarla sulle labbra, poi scese lentamente sul collo fino a portarsi su suoi seni. Kira stava per esplodere e si lasciò scappare dei gemiti di piacere, la vergogna ormai era passata, sentendosi sicura portò le sue mani sull’elastico dei boxer, in sintonia lui fece lo stesso con le sue mutandine , ormai nulla li divideva più.
Philip percepì il suo desiderio nel momento in cui andò a carezzarla nel profondo della sua verginità e lei si abbandono a gemiti di piacere…si sentiva pronta, impaziente di sentirlo dentro di se prese la sua testa tra le mani portandolo più in alto, incontrando le sue labbra, le sue carezze, la sua virilità…
Sentì un leggero dolore nel momento in cui si appropriò di lei, Philip se ne accorse da come si irrigidì e preferì fermarsi…
Troppe erano le emozioni, nessuno dei due osò proferire parola e interrompere così quell’atmosfera, poggiò delicatamente la testa sul suo petto, aspettando un segno per poter continuare, non ci volle molto perché la passione prese nuovamente il sopravvento e niente avrebbe più potuto fermarlo.
Era come sentirsi in paradiso, la sua mente completamente vuota, solo loro due nella stanza, niente di più. Mai si era sentita così felice come allora. Sembravano impazziti sotto quella foga di sensazioni, come un vulcano in piena eruzione Kira cominciò a capire che presto sarebbero arrivati all’apice di quel piacere tanto atteso, fu la paura di essere sentita che le fece abbassare il tono di voce non sapendo a come avrebbe reagito a quel momento. Philip accorgendosene la guardò negli occhi e sorrise, un sorriso così dolce e tenero che accompagnò il loro desiderio fino alla fine…
Riordinando le idee e rallentando i battiti del cuore Kira rimase tra le braccia di Philip, intento ad accarezzarle i capelli. Qualcosa uscì improvvisamente dalle sue labbra, le stesse parole che furono causa di tutto…
“Ti amo Philip…grazie.”
“Sono io che ringrazio te…” le diede un leggero bacio sui capelli.
“Ammetto che senza di me non avresti potuto fare nulla quindi…prego” rise. Una risata così colma di gioia. L’atmosfera sembrava così amorevole e terribilmente tranquilla, normale. Una normalità che a Kira piacque molto tanto da sentirsi quasi triste quando lui si alzò per andare in bagno e rivestirsi…
“Hai intenzione di restare a letto ancora per molto?”
“Colpa tua.”
“Come al solito…”.
Finalmente si alzò, ancora accaldata, e si rivestì. Le sembrò tutto un sogno, ma era realtà, per la prima volta aveva amato qualcuno con tutta se stessa, cuore anima e corpo…Prima di uscire dalla stanza lui la baciò nuovamente, sperando che lei capisse quanto quei momenti fossero stati così importanti anche per lui. Si presero per mano e scesero al piano inferiore dove trovarono Amy e Julian immersi tra le risate per un argomento che stavano affrontando…
“Kira, cos’hai raccontato a Bruce?”
“Che sarei venuta qui per vedere Phil, perché?”
“La prossima volta scandisci meglio, ha passato la voce che saresti venuta da me. Evito di dirti la marea di telefonate che ho ricevuto. Tutti preoccupati che noi fossimo amanti!”
“Oddio…quanto mi dispiace!”
“Avresti dovuto sentire Patty”. Intervenne Amy, “sembrava una furia e continuava a ripetere sempre la stessa frase senza farmi parlare: “Ma come ha potuto?!!” io le ridevo sotto i baffi”.
Philip divenne improvvisamente serio e fece anche lui una domanda…
“Anche Benji?”
“Si, come fai a saperlo?” rispose Julian. In quell’istante gli occhi di Kira si fecero bassi, quasi tristi. Capiva perfettamente la gelosia, ma non riusciva a sopportare l’idea che due amici così affiatati litigassero per lei…per amore.
“Ti prometto che gli dirò qualcosa…” fu l’unica frase che riuscì a dire in quel momento. Si sentiva scoraggiata. Da un momento all’altro l’umore di Philip era cambiato. Prima felice per quello che era successo tra loro, poi arrabbiato, geloso. Nemmeno sembrava lui.
“Ci siamo persi qualcosa?” i due tornarono a guardare gli amici che aspettavano impazienti una risposta, del resto avevano udito quelle frasi così ovvie ma aspettavano una conferma, senza nessuna paura di essere inopportuni a chiedere cosa stesse succedendo…
“Indovina Julian?” disse Philip.
“E’ colpa mia…”
“Kira non puoi sentirti in colpa solo perché Benji è innamorato di te!” come al solito Amy cercava di risollevare gli animi quando un’amica si trovava in situazioni simili, confortare era la sua migliore dote.
“Non puoi capire…te lo assicuro, è colpa mia.”
“Io vorrei capire…” Philip capì che tra quelle parole si nascondeva qualcosa, qualcosa che non avrebbe voluto sentire ma che moriva dalla voglia di conoscere. In effetti, da quando Benji gli aveva dato quel pugno, aveva riflettuto su diverse cose. Prima fra tutte: se lui non rinunciava a Kira poteva solo significare che lei non aveva ancora dimostrato un rifiuto, che al contrario tra loro era già successo qualcosa. Era terrorizzato da un simile pensiero. Julian ed Amy pensarono sul serio di essere di troppo in quel momento e preferirono uscire in giardino per permettere ai due ragazzi di risolvere la questione da soli.
“Cosa non so?”
“Non so se è il caso dirtelo…”
“Ma per chi mi hai preso? Insomma, stiamo insieme no?! Beh, nessun segreto. Credevo non ci fosse bisogno di…” “Mi ha baciata”. La frase fece tornare il silenzio nella stanza. Philip si portò davanti alla finestra, senza dire nulla. La loro prima lite, dopo così poco tempo e a causa di un problema che non aveva mai affrontato.
“Quando?”
“Due settimane fa, più o meno. Non stavamo ancora insieme…”
“Però gli hai dato la possibilità di sperare!”
“Philip, ti prego…è successo per caso, mi ha colta di sorpresa!”
Stingeva i pugni, la voglia di restituirne uno a Benji era tantissima, non si sentiva affatto arrabbiato con Kira, loro due non si frequentavano ancora, la situazione era diversa, ma se lei non gli avesse parlato lo avrebbe fatto lui. A modo suo. In quell’istante si promise che se l’avesse visto ronzarle intorno, nulla l’avrebbe potuto trattenerlo. Kira si avvicinò a lui da dietro, cingendogli la vita con un abbraccio, poggiò la fronte sul morbido maglione che indossava appropriandosi, con un respiro, dello stesso odore che li aveva avvolti precedentemente.
“Mi dispiace…”
“Non è colpa tua. Ma promettimi gli parlerai.”
“Quando tornerò”.
“Quando tornerai?! Che significa?!”
“Ho deciso di partire, per questo ero venuta questa mattina. Per dirtelo”.
“E dove vorresti andare?”.
“Ocean Falls, la cittadina dove è cresciuta mia sorella, solo un paio di giorni.”
“Ok, vengo con te”. Kira non aspettava altro che quelle parole. Era quello il vero motivo della visita, chiedergli di partire con lei. Voleva per un po’ allontanarsi da tutto e da tutti, da Lyra, Takame, Benji. Solo loro due. Quale miglior occasione d’andare a visitare i posti dove la sorella e la nonna avevano vissuto.
“Al campo resisteranno anche senza di me. E poi ho ancora qualche giorno di libertà prima di…”
“Prima di?”
“Niente…pensavo a voce alta.” Prima di affrontare Jenny. Fu questa la frase da terminare, ma si perse nei suoi pensieri, in fondo, forse, era anche per quello che non se la prese più di tanto per Benji. Anche lui aveva un conto in sospeso con qualcuno. Non le aveva ancora parlato e si sentiva terribilmente egoista nel farlo, del resto erano stati legati per diversi anni e mentirle così spudoratamente gli sembrò da vigliacchi. In quel momento Amy e Julian rientrarono in casa con una strana espressione in volto…
“Ehm…Phil, dobbiamo dirti una cosa”.
“Cos’è successo?”
“Jenny stà venendo qui, stasera dobbiamo andare a prenderla alla stazione”.
“No. Andrò io a prenderla, voglio chiudere questa faccenda una volta per tutte” si girò verso Kira guardandola negli occhi. Le diede un bacio e continuò a parlare “anche io non sono stato del tutto sincero con te. Scusami…”
“Scuse accettate…và da lei. Ma torna da me”.
“Sta tranquilla, domani organizziamo tutto per il viaggio.”
“Viaggio? Andate da qualche parte?” chiese Julian.
“Uhm…forse. Perché non venite con noi?” la domanda uscì dalla bocca di Kira involontariamente, ma non se ne pentì per due motivi: era sicura che a Philip non avrebbe creato problemi; secondo, loro non centravano con tutto quello che le era successo in quei giorni.
“Dai Julian, andiamo anche noi! Sarà divertente vedrai!”
“E chi riesce a dirle di no?!”
Presto sarebbe partiti ma prima rimanevano delle questioni da risolvere…
“Ok, adesso devo tornare a casa. Mia sorella sarà in pensiero.”
Prese le sue cose, salutò Philip e ripartì alla volta di Fujisawa per comunicare la notizia della partenza alla sorella. Il tempo di era calmato e aveva smesso di piovere. Questo rese il suo viaggio ancora più tranquillo.
Quando arrivò a casa ebbe la bella sorpresa di ritrovarsi Takame seduta sulle scale di casa sua, la stava aspettando. L’espressione sul suo volto non era delle migliori…
“Ciao Takame. Cos’hai?”
“Non era da solo…”
“Non capisco.”
“La sera che mio fratello è morto. Non era da solo sulla spiaggia.”
“E chi c’era con lui?”
“Non lo so…o meglio, non ne sono sicura. Devi scoprirlo”.
“Tranquilla, te l’avevo promesso no?! Adesso entriamo, fa freddo”.
Altri problemi erano in arrivo…da chi aveva avuto una simile notizia? Kira stava davvero arrivando al limite con la pazienza, ogni volta c’era un nuovo problema a frenare la sua serenità ed era decisa ad arrivare fino in fondo per disfarsene al più presto e chiudere ogni questione rimasta in sospeso. Prima fra tutte la morte di Daisuke, ora che con sua sorella era tutto sistemato quella diventò la sua priorità. Quando torneremo, solo allora…
Passarono l’intero pomeriggio a riordinare le idee, a pensare a chi potesse essere. Takame rivelò che la sera della scomparsa di Daisuke ci fu una festa. Lui bevve molto, infatti le analisi del sangue rivelarono un ingente presenza d’alcool nelle vene. Qualcuno però si era allontanato con lui, proprio nel bel mezzo del party. Non avevano visto chi fosse, ma un paio di ragazzi erano sicuri di averlo visto allontanarsi con la sua macchina. Unico problema: non guidava lui. Senza nessun dettaglio in più era praticamente impossibile fare chiarezza sull’identità della misteriosa persona. Erano in un vicolo cieco. Ma Kira promise alla ragazza, dopo averle detto dell’imminente viaggio, che si sarebbe occupata al più presto della situazione. Nel frattempo anche Reiko venne a conoscenza dei dettagli della vicenda e cercò di aiutare le due ragazze a mettere insieme gli indizi che avevano raccolto fino a quel momento.
“Quindi non sospettate di nessuno?”
“Per il momento no. È praticamente impossibile”.
“Già hai ragione…peccato per il furto che hai subito, se avessimo avuto il ciondolo forse si sarebbe potuto scoprire a chi appartenesse!”.
“Oh beh…”
“Cosa?”
“Niente, niente.”
“Ok, io vado a preparare la cena. Takame di fermi con noi anche stasera?”
“Volentieri”.
Mentre Reiko si accingeva a raggiungere la cucina Kira, con la mente da un’altra parte, diede un’occhiata all’orologio appeso al muro…chissà se…il treno stava arrivando e Philip era già in stazione pronto ad aspettarla…