Capitolo 3

Mancavano pochi giorni all’inizio della scuola e finalmente era arrivato il giorno della festa, quel pomeriggio Kira era decisamente agitata, passò l’intera giornata in casa e si dedicò agli ultimi dettagli, aveva cambiato idea, nella stanza per gli ospiti, visto che non aveva la mobilia necessaria, fece una specie di “santuario” del nonno. Vi aveva appeso tutti i suoi quadri e posizionato tutte i suoi strumenti per dipingere…voleva tenerlo presente nella sua vita come poteva visto che dal lato fisico sentiva un grande vuoto…rimase indaffarata per qualche ora… finalmente aveva tirato fuori tutti i quadri, visto che molti erano rimasti ancora nelle scatole, avevano però bisogno di una bella spolverata.

Nel pulirne uno notò che dietro la tela era scritta una data “22 agosto 1982”, era la sua data di nascita, girò il quadro e l’immagine dipinta era il porto di un piccolo villaggio, non gli diede importanza e continuò il suo lavoro.

Poi si fece sera e così andò a farsi un bel bagno.

Quando ebbe finito indossò l’accappatoio e diede una semplice passata con un asciugamano sui capelli, l’ambiente era ancora impregnato di tante, minuscole goccioline di vapore… poi andò in camera sua e tirò fuori il vestito comprato qualche giorno prima che era rimasto ancora nel sacchetto del negozio…senza indossarlo lo mise davanti a se per avere una vaga idea di come le stava, prima di indossarlo si sarebbe dovuta asciugare, e così fece…

Andò davanti allo specchio per vedere come le stava, a pennello, era soddisfatta…aveva raggiunto la sua linea dopo anni di sacrifici perché da piccola era stata parecchio paffuta ma dopo le ultime prese in giro aveva deciso di cambiare e dimagrire. Era alta 1, 70 circa, il suo viso delicato era accentuato soprattutto dal fatto che avesse i capelli neri come il manto di una pantera e due bellissimi occhi verde smeraldo.

Si considerava una bella ragazza, sapeva di esserlo ma di certo non ne aveva mai fatto un vanto, anzi, lo detestava.

Poi andò nell’armadio a rovistare tra mille oggetti e prese una scatola da scarpe impolverata con su scritto “mamma”, quello era l’unico oggetto che le appartenesse e glielo aveva dato il nonno quando aveva fatto 18 anni, tirò fuori un paio di scarpe nere con il tacco e la chiusura a laccio sulla caviglia, le uniche eleganti che avesse…era perfetta, ora mancava solo il tocco finale, il trucco.

Andò a ripescare la sua trusse, riposta nella cassettiera pensando di non doverla usare, non era sua abitudine truccarsi, ma per quella occasione fece un eccezione…

Mise un chiarissimo ombretto verde che sfumò insieme ad un po di bianco, niente rossetto però, non le piaceva molto metterlo…

Era finalmente pronta per uscire, mise le ultime cose nella borsetta e chiuse dietro di se la porta di casa.

Per la prima volta Kira vedeva Fujisawa di sera, la definiva una città magica, piena di serenità e vita…mentre camminava per la strada in direzione del parco osservava l’ambiente notturna che le si presentava davanti, notò moltissimi gruppi di ragazzi in giro e pensò che il parco non fosse l’unico punto di incontro per festeggiare, sempre se festeggiare era il termine adatto…

Il cielo stellato era bellissimo e si vedeva chiaramente anche perché l’illuminazione stradale non era molto alta come in tante altre città dove la volta celeste con le sue luminose figlie era a malapena visibile.

Giunse finalmente all’entrata dove un enorme striscione, con su scritto “Arrivederci Estate” dava il benvenuto a chiunque entrasse…c’era davvero tanta gente e si sentiva un po’ spaesata, non conosceva nessuno, ma tanti l’avevano già notata, sentiva benissimo i commenti degli altri.

“Ehi, ma quella chi è? La conosci?”

“No, non l’ho mai vista, però è carina!”

Non era abituata a quell’atmosfera così andò alla ricerca di un posto tranquillo dove poter stare fino all’arrivo di Patty, non era di certo nelle sue idee andarla a cercare, tanto le aveva detto che l’avrebbe sicuramente notata…trovò un angolino nascosto da alte siepi dove c’era una panchina isolata rispetto alle altre posta proprio di fronte al mare, rimase ad osservare quel paesaggio incantata, era bellissimo ammirare come il riflesso della luna accarezzava le lievi increspature del mare create dal un dolce venticello, sembrava irreale…

Poi ad un tratto sentì una voce che la chiamava…

“Kira? Kira dove sei??” era Patty, l’aveva riconosciuta ma lei preferì non parlare voleva essere trovata, del resto si sentiva già abbastanza in imbarazzo nell’udire il suo nome urlato ai quattro venti.

Che vergogna…non può proprio evitare di urlare…benedetta ragazza!

“Ah-a ti ho trovata!!”

“Ciao Patty.”

“Ehi che è quella faccia?? Ti ho invitato qui per farti conoscere un po di gente e farti divertire!” Patty si avvicinò sempre di più e la prese per un braccio “Forza su che ti devo presentare agli altri!”, la tirò con forza e cominciò a farsi spazio tra la gente a gran spintoni.

“Ehi Patty, stai attenta così mi farai cadere!!”

Detto, fatto…inciampò, ma come al solito qualcuno la raccolse in tempo…

“Kira, ti diverti tanto a cadere e farti raccogliere?”

Non è possibile…

“P-Philip…” (che strano^^;;;; nd Yuki_83) intorno a lei si era creato un silenzio imbarazzante, teneva la testa bassa per paura che le si potesse vedere il colore che le sue guance avevano assunto in quel momento. Poi finalmente la tensione fu superata…

“Ehh, voi due vi conoscete??” Patty osservava incredula, del resto Le era stato detto che non conosceva nessuno perché era appena arrivata in città…

“Beh Patty io non pensavo tu lo conoscessi…”

Intanto gli altri guardavano la scena incuriositi e Bruce si avvicinò a Holly per parlargli in un orecchio…

“Hai visto Holly, Philip conosce la misteriosa ragazza!”

“Già, a quanto sembra.”

“Secondo te perché ci ha mentito??”

“Non lo so ma secondo me avrà avuto i suoi motivi.”

Kira era diventata rossa come al solito…si stava vergognando della figuraccia appena fatta, non solo non sapeva che anche Philip ci sarebbe stato ma gli era caduta ancora addosso…

Peggio di così che può capitarmi?

 

“Allora che mi sono persa?” Patty era sempre più incuriosita sul fatto che i due si conoscessero…

“Beh, ecco vedi…” le parole le si bloccavano in bocca, non riusciva a dare una spiegazione plausibile ma per fortuna Philip andò in suo aiuto… “Ci siamo conosciuti per caso, lei aveva una gomma a terra e così io l’ho aiutata, tutto qui!”.

Ma Patty non era l’unica persona desiderosa di risposte, anche qualcun altro fece delle domande…

“Però Philip perché non ci hai detto che la conoscevi? Noi per settimane ci siamo chiesti chi fosse…”

La voce di un altro ragazzo si fece avanti e lui si fece spazio tra i suoi compagni per arrivare davanti all’amico…Kira finalmente alzò la testa incuriosita da quella domanda, era un bel ragazzo dai lineamenti delicati, sembrava un bambino…alto, capelli castano chiaro corti e una bellissima voce, rimase affascinata da quella figura così “soave” e pulita, le sembrava molto semplice.

“Dai Tom, non ti ci mettere anche tu…” Philip guardò l’amico con aria supplichevole, del resto anche Jenny stava osservando la scena da dietro e probabilmente anche lei aspettava una risposta a quella domanda tanto più che Philip era in difficoltà non perché non voleva rispondere, ma perché non sapeva cosa rispondere.

Cercò di divincolarsi dalla situazione come meglio poteva…”E poi scusa, era così divertente sentire Bruce che si faceva mille castelli in aria su chi potesse essere” si girò, guardò l’amico e tutti si misero a ridere.

“Ma perché centro sempre io…” Bruce abbassò la testa e le spalle in segno di rassegnazione alle prese in giro dei compagni.

“Allora dopo le spiegazioni, passiamo alle presentazioni…” Patty era entusiasta dei “suoi” ragazzi e ogni volta che doveva presentarli a qualcuno lo faceva con grande enfasi e si riempiva la bocca di mille complimenti per ognuno…

“Prima di tutti il mio Holly!”

“Il tuo Holly??”

“Già, il capitano della squadra, nonché mio fidanzato!”, Patty tirò per un braccio uno dei ragazzi di fronte a lei, che dall’imbarazzo aveva due guance rosse stampate sul suo volto e grattandosi la testa intervenne prima di subire una delle esplosioni di eccitazione di Patty…”Non farci caso ti prego, lei è sempre molto esuberante…piacere Oliver Hutton.”

“L’avevo notato…piacere mio Holly, giusto? È così che ti ho sentito chiamare poco fa, io sono Kira.”

“Si esatto, tutti gli amici mi chiamano così, solo Mark di quando in quando mi chiama per cognome, ma dov’è finito??? Era qui un secondo fa.”si guardò un po intorno alla ricerca del nuovo nominato “Ah eccolo li, come al solito intento a bere con Benji, certo che quei due sono incorreggibili…”

Kira guardò nella direzione indicata da Holly e al banco delle bibite vide due figure stagliarsi sulle altre, erano due ragazzi con un fisico impressionante, marmoreo, messo in risalto dalle magliette attillate che entrambi indossavano.

“Quello che vedi con il cappellino è Benji Price e quel ragazzo dall’aria scontrosa, ma in fondo un buon amico è Mark Lenders.”

“Benji Price? Il famoso SGGK??”

“Conosci anche lui?”

“No affatto, è che la fama di alcuni di voi hanno raggiunto anche la città dove vivevo prima, Urawa.”

“Ok, continuiamo…” Holly fece una carrellata di tutti i ragazzi della squadra, Julian, Eddy, Paul, Sandy, Bruce, Huma…insomma c’erano proprio tutti ma poi presentò anche qualcuno che con la squadra centrava solo da un certo punto di vista “queste sono Amy, che è la ragazza di Julian, Jenny, che è la ragazza di Philip e l’ultima è…ma insomma dov’è finita?? Com’è che tutti stasera si divertono a sparire??”

“Tranquillo Holly…sono qui, e poi non c’è bisogno di presentazioni, io e Kira ci conosciamo già, vero?”

Kira non credeva alle sue orecchie, una voce incredibilmente famigliare, di qualcuno che conosceva e che ora era dietro di lei, le fece tornare, in una frazione di secondo, in mente tanti ricordi…

 

“Ehi Kira guarda!” la ragazza si accucciò sul prato come se avesse trovato un tesoro, la sua voce era piena di entusiasmo “due quadrifogli , non sono belli?” li raccolse e uno lo porse in mano all’amica che era accucciata proprio di fronte a lei “questi saranno i nostri portafortuna, finché li avremo con noi un giorno ci rincontreremo, noi saremo amiche per sempre.”

“Vero, per sempre…”

 

…Amiche per sempre…

Quella frase aveva cominciato a rimbombarle in testa come se fosse incisa su un disco che si era incantato…

…Amiche per sempre…Lyra, la mia dolce “sorellina”, il mio portafortuna, quanto mi sei mancata…

Finalmente si decise a girarsi e davanti a se trovò una Lyra non molto diversa da come l’aveva lasciata, solo aveva i capelli più corti e adesso portava anche gli occhiali, ma per il resto era sempre uguale, il viso dai lineamenti delicati, il suo bellissimo nasino alla francese, gli occhi azzurri, ma non era il solito azzurro, era speciale, tendente al blu…un blu profondo. I capelli erano biondi e per quanto riguarda il fisico, beh, Lyra era sempre stata una bellissima ragazza anche da quel lato. Indossava un paio di jeans grigio scuri che terminavano a zampa e una magliettina bianca smanicata con la chiusura dietro il collo.

“…Lyra…” era la serata delle sorprese e delle emozioni, guardava l’amica come se avesse appena visto un angelo scendere dal cielo, quasi incantata…

“Beh, almeno dopo tre anni che non ci vediamo il mio nome non te lo sei dimenticato…”

“E come avrei potuto…eri l’amica più cara che avessi mai avuto…” finalmente riuscì a sbloccare dentro di se la forte emozione che stava provando nel rivederla, rimasero entrambe qualche secondo in silenzio, mentre tutti gli altri, curiosi di sapere come si sarebbe svolta la scena preferirono non disturbarle, poi finalmente si abbracciarono e a Kira scese una lacrima…aveva appena ritrovato qualcuno…

 

“Allora, sono curiosa chi è il tuo ragazzo?”

Le due amiche si erano allontanate dal gruppo, erano andate dove poco prima Kira era seduta ad aspettare Patty, avevano molte cose da dirsi, l’essersi ritrovate era stato così inaspettato.

Stavano bevendo del analcolico alla frutta, preso poco prima, Lyra era assolta nei suoi pensieri e stava facendo girare il ghiaccio nel suo bicchiere, lo osservava sciogliersi pian piano e diventare un tutt’uno con il contenuto…erano arrivate le undici e la serata era diventata sicuramente più tranquilla, adesso al centro della piazzetta principale stavano suonando della musica lenta e un mucchio di coppiette stavano ballando abbracciate.

Il gruppo che suonava, che era di una delle scuole di Fujisawa, non stava suonando una canzone d’amore, o quasi, però era ricca di sentimenti…

 

Mama don’t say “don’t worry”

Your father will not be alone

You’ll be able to see

But I can’t leave in this side us…

I can’t leave this place so…

 

Come back to home my father

My life is so empty…

Come back to home my father

My life is so empty…

 

Mama don’t say “don’t worry”

Your father won’t leave this life alone

You’ll be able to see you

But I can’t fallow my way

I can’t fallow my star so…

 

Come back to home my father

My life is so empty…

Come back to home my father

My life is so empty…

 

Now I can’t go on

I can’t live alone

So…come back to home

 

Come back to home my father

My life is so empty…

Come back to home my father

My life is so empty…

 

“Eh…che hai detto?” La canzone era finita e Lyra sembrava essersi risvegliata da un sonno profondo…

“Che hai Lyra? Mi sembri distratta…perché non sei a ballare con lui ora?” Kira notava molta solitudine negli occhi dell’amica che fino a qualche secondo prima sembrava essersi isolata dal mondo interno…

“Lui chi?”

“Come lui chi? Il tuo ragazzo…mi hanno detto che ne hai uno, giusto?”

“Ah…Eddy. Perché non mi va…” bevve ancora un po dal suo bicchiere.

“Lyra che cos’hai? Sai che di me puoi fidarti…”

“Si lo so non preoccuparti” la guardò e le sorrise poi continuò “Hai sentito la canzone di prima?”

“Si ma che centra?”

“Mi ha fatto tornare in mente tante cose, ricordi che vorrei cancellare ma non ci riesco però adesso voglio dirti una cosa”.

“Dimmi Lyra ti ascolto”, così l’amica continuò, “Quando andai via da Urawa tre anni fa non ti dissi niente della mia partenza perché non volevo che ti preoccupassi per me…e…” pianse, così lentamente scesero le lacrime che poteva tenere gli occhi aperti, era un pianto dolce anche se di sfogo, la vista era un po confusa e ogni tanto singhiozzava ma poi riprese il suo discorso “…fu perché morì mio padre, lui era originario di Fujisawa e aveva espresso il desiderio di poter essere sepolto qui, vicino alla sua famiglia, così venimmo qua a vivere per potergli stare vicino anche dopo la morte… ” Lyra stava osservano la luna, che pallida e impassibile avrebbe continuato il suo corso senza seguire le modificazioni della vita di ognuno, ed era invidiosa di lei… “Vedi…prendi per esempio la luna, pare correre nel cielo rapida come il meccanismo di un orologio che si vuole rimettere in movimento dopo aver frugato nel più profondo della nostra anima, riprende tutt’a un tratto a funzionare vertiginosamente e le lancette girano sul quadrante, come stregate. La vita è breve e senza costrizioni ho continuato a vivere in cerca di un po di felicità comunque adesso stò bene, sai…ho gli amici, l’amore e ora come per miracolo ho ritrovato te…quasi non mi sembra vero.”

“Lyra…io non ho parole per quello che mi hai appena detto…solo mi dispiace…”

“Sai l’ultimo giorno che rimase in vita, verso il tramonto, mentre ero accanto al suo letto mi sembrò di vedere la morte accanto a me, pensai e riflettei sul mio passato senza trovare un perché…” prese il bicchiere che un istante prima aveva poggiato sulla ringhiera e lo lanciò al vento poi parlò ancora…”sarà meglio che vada da Eddy, sarà preoccupato per me, grazie di tutto amica mia, ti voglio bene.” Detto questo se ne andò in silenzio sparì nella folla come se fosse stata inghiottita…

Lyra…amica mia, quanto avrei voluto esserti accanto, io non potevo immaginare che tu soffrissi così tanto, e che soffri ancora…so cosa stai provando, il dover colmare un vuoto infinito lasciato da qualcuno che si ama non è cosa facile.

Qualcuno da dietro le si era avvicinato senza che lei se ne accorgesse e le posò una mano sulla spalla… “Come va? Ti stai divertendo?”

“Ciao, sei Benji giusto?”

“Si esatto, prima non ci hanno presentato, tu sei?”

“Kira, piacere.” Si strinsero la mano.

Davanti a lei c’era un ragazzo bellissimo, dal fisico scultoreo, era perfetto- o così sembrava-, si tolse il cappellino e la fioca luce della luna si rifletté subito sui suoi grandi occhi neri, nascosti prima dalla visiera…si incantò a guardare quello sguardo così intenso e misterioso, però pieno di sicurezza, avrebbe voluto perdercisi dentro per dimenticare i pensieri di qualche attimo prima…

“Allora, hai già fatto amicizia con qualcuno? Logicamente a parte i miei compagni di squadra…”

“No non ancora, non so quali siano i miei compagni di scuola.”

“Se magari mi dici la scuola ti dico se conosco qualcuno o se un buon ambiente”.

“Andrò alla Nankatsu, la conosci?”

“Beh, si è quella dove andiamo io Tom, Holly, Bruce, Paul, Ted e Mason. Gli altri non sono di questa città o comunque non frequentano la nostra stessa scuola.”

“Come mai allora hanno convocato la nazionale se tra poco anche loro dovranno ricominciare?” Kira fece quella domanda perché tra i nomi elencati prima non c’era quello di Philip e voleva sapere qualcosa di più…

“Beh vedi, fra un paio di giorni dovremo fare un amichevole contro la formazione europea composta dei migliori giocatori juniores di quel continente quindi ci siamo allenati tutta l’estate per essere preparati, ma poi ricomincerà il campionato nazionale giapponese e saremo di nuovo uno contro l’altro…”.

“Ho capito…” rimasero un po in silenzio dato che il loro discorso sembrava essere volto al termine e lei guardò l’orologio, le ore erano passate terribilmente in fretta e non aveva più molta voglia di restare li, del resto la festa stava anche finendo e notò che anche Philip se n’era andato…senza salutarla…era terribilmente triste, i sentimenti per quel ragazzo si facevano sentire ogni giorno di più e lei non riusciva a bloccarli.

Il suo cuore, all’impazzata, le ripeteva sempre che non doveva rinunciarci, voleva sentire su di se l’inebriante dolcezza che le provocava quello sguardo, quell’immensa emozione che le dava la sua voce, desiderava stringerlo e sentirlo a contatto con la propria pelle…ma c’era un'altra…e questo la rendeva terribilmente triste…

“Benji è stato un piacere ma io ora devo andare…”

“Tanto sarei andato anche io, vuoi che ti dia uno strappo in macchina?”

“No ti ringrazio davvero tanto, ma abito a due passi e poi mi va di camminare, la serata è stupenda e non fa nemmeno freddo.”

Entrambi volsero lo sguardo al cielo…

“Hai ragione è una bellissima serata. Allora ciao, ci si vede!”

Si salutarono e Kira si riavviò verso casa, grazie allo scialle non sentiva freddo, camminava lentamente a braccia conserte e ogni tanto tirava il naso in su osservando quel magico mondo stellato che sin da piccola l’aveva incantata, aveva addirittura una mappa stellare e conosceva a memoria tutte le costellazioni, passò di nuovo davanti agli stessi locali dell’andata ma arrivata all’incrocio con la via che portava a casa non svoltò…continuò dritta e si diresse verso la spiaggia…

La strada era deserta, un forte silenzio occupava lo spazio…le piaceva il silenzio, le dava modo di riflettere, su tante cose…era stata una serata sicuramente particolare, l’aver rincontrato Lyra l’aveva riempita così si gioia ma allo stesso tempo di così tanta tristezza nei confronti dell’amica da poco ritrovata…non credeva possibile di come il destino potesse essere così crudele sempre con le persone migliori, Kira odiava i cambiamenti e aveva sempre una gran paura di doverne subire uno prima o poi, di vedere tutte le sue certezze crollare…

Arrivò finalmente alla spiaggia, adesso il silenzio era stato rimpiazzato dal suono delle onde che si infrangevano sulla riva…una dopo l’altra, si tolse le scarpe e andò a mettere i piedi nell’acqua e chiuse per qualche istante gli occhi nel tentativo di godersi fino in fondo quel piacevole momento ma subito qualcosa la interruppe…

“Guarda chi c’è…non sapevo che a qualcun altro piacesse la spiaggia di sera…”

Kira si voltò, ma subito non riuscì a distinguere la figura, sicuramente maschile che le si stava avvicinando, fece un po di fatica, ma quando lui fu più chiaramente sotto il fioco riflesso lunare vide che era Philip…il cuore le saltò improvvisamente in gola, mai avrebbe pensato di ritrovarlo proprio li…

“E tu che ci fai qui?”

“Ah scusa non sapevo la spiaggia fosse tua?”

Lei sorrise al modo in cui la guardò in quell’istante… “Hai ragione, scusa…non lo è”.

“Figurati, comunque mi piace venire qui la notte, è tutto così tranquillo e silenzioso…e tu invece?”

“Non lo so, al momento di dover andare a casa ho preferito tirare dritto e venire qui, non ho una motivazione specifica, solo mi andava…”

“Allora ti va di fare quattro passi?”

Fa che non sia un sogno ti prego…perché se fosse così non vorrei svegliarmi mai più…

“Ok…”

Cominciarono a passeggiare sulla riva, era un atmosfera perfetta per due innamorati, ma loro non lo erano, o per lo meno solo lei…si sentiva terribilmente in imbarazzo, probabilmente era l’unica volta in cui non voleva affatto sentirsi circondata da quel silenzio così assordante… Però poi fu sempre lui finalmente a prendere la parola…

“Ti trovi bene qui?” Ma che razza di domanda le ho fatto?? Philip che ti succede, perché questa ragazza riesce a farti sentire così strano…come mai prima d’ora? Ho voglia di…abbracciarla e sentire il suo calore…ma sarebbe sbagliato…

“Si, grazie, è una città bellissima e la gente è molto cordiale…Io invece ho saputo che tu non sei di qua…”

“Già, chi è stato lo spione? È vero io sono di Hokkaido, adesso sono in albergo con alcuni miei compagni ospite della federazione calcio”.

“Quindi poi te ne andrai…”

Tra i due però tornò quello straziante silenzio…

“Senti” “Ascolta” i due parlarono insieme…

“No dai prima tu” “No dimmi pure” e ancora…

“Ok, con calma…io volevo solo chiederti se ti andrebbe di accompagnarmi fino a casa, adesso è davvero tardi e bisogna che rientro…”

Perché vuoi che tutto finisca? Non sei abbastanza contenta di stare qui con lui…forse no…non ancora…manca qualcosa, lo sento…c’è qualcosa che non va, se solo quella Jenny non esistesse…

“Va bene ti accompagno se ti fa piacere”.

Così i due si incamminarono e per strada cercarono di tirare fuori qualche frase sensata per occupare il tempo rimasto da consumare insieme, non ci volle molto per arrivare e quando Kira fu davanti al cancelletto, stava per infilare la chiave ma lui la bloccò per un braccio…

“Ti rivedrò ancora?”

Non credeva alle sue orecchie, voleva rivederla, mai come in quell’istante avrebbe voluto diventare un tutt’uno con i suoi pensieri, per capire cosa gli stava passando per la testa…se c’era lei…

“Se lo vorrai…sai dove trovarmi…” Kira palpitò un attimo, ebbe come un momento di dejà-vu…quella frase l’aveva già sentita da qualche parte…

“Tra un paio di giorni…” lui cominciò una frase che però finì lei “ci sarà la vostra partita lo so, Benji me ne ha parlato alla festa…” intanto lui le lasciò il braccio, quel lieve contatto, in quell’istante li aveva resi così infiniti…”Verrai?” le chiese…”Ci sarò” rispose, lui sorrise e se ne andò avvolgendosi nell’ombra della notte che adesso custodiva un segreto grande come il mare e prezioso come i sogni, l’amore…

Salendo le scalette di casa, premette il tasto della luce per vedere la fessura della porta e qualcosa la colpì…il piccolo alberello, che quando era arrivata era tutto secco adesso aveva un germoglio, nonostante non fosse la stagione…Kira sorrise ed entrò…

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