Capitolo 5
Non è amore,
L’amor che muta,
Se in mutare imbatte,
Oh no è faro
Che per sempre è fisso
E guarda alle bufere,
E non dà crollo…
Allora
Proprio
Almeno credo
Ahimè
Pegassa…
Chissà perché ci sto pensando ora…seduta qui, con in mano la mia
umile speranza, con i miei sogni, che accesi come le stelle, aspettano che un
giorno qualcuno li raccolga…
Non era per noi due soli…tutti, ci sono proprio tutti…anche
lei…perché? Perché non me ne sono andata appena ho visto ciò che avevo
davanti?.
Inutilmente mi sono aggrappata a quel biglietto, a quella frase…”Un
ultima volta”, mi sono fidata e ho sbagliato di nuovo.
Mi da la nausea andare là da loro che, seduti a qualche metro di
distanza, festeggiano la vittoria inconsapevoli del mio dolore, del mio amore…
Perché Philip mi hai fatto questo? Il tuo era un semplice invito a
stare con VOI per un ultima volta, non con te. Dio solo sa quanto fa male dover
stare qui seduta, con la mia bottiglia di birra in mano, e guardarti…non
toccarti…nemmeno bere alcool mi da soddisfazione né mi aiuta a dimenticarti,
non posso.
Ti stò guardando. Tu No. Ti vedo sorridere, lei è lì con te. Siete
seduti davanti al fuoco a cantare e scherzare. Anche Lyra è li con voi…è
cambiata…prima sarebbe corsa qui da me almeno per chiedermi come stavo…ora
non più. Non esisto. Eppure sento freddo…
“Ehi…Kira, va tutto bene?”
Girò appena il volto per vedere chi era riuscita, con la sua solitudine, ad attirare li con lei…
“Julian…giusto?”
“Già, sono io…”
Si sedette accanto a lei.
“Và tutto bene? Perché stai qui da sola? Philip ti ha invitata perché tu stessi con noi…”
Ma che vuoi…che pretendi di sapere? Come puoi anche solo immaginare la
rabbia che sto provando proprio ora? Ora che hai sottolineato il fatto che mi ha
invitata per un motivo molto più futile rispetto a quello che io, come una
scema, speravo…Che stupida che sono, sto piangendo…
“Beh…se per “va tutto bene” intendi soffrire, piangere e stare male…si direi di si!”
La sua fu una risposta carica di gelosia, di rabbia, di odio. Stava fissando Julian alla ricerca di un po di compassione, di conforto. Voleva essere stretta, rassicurata. Voleva sentirsi dire che le volevano bene, voleva sentirsi amata. Semplicemente voleva.
“Scusa…” chinò la testa tra le gambe.
“Non ti devi scusare…avrai i tuoi motivi per sentirti così. Se vuoi me ne vado…”.
Di nuovo sola…
“No ti prego…resta…”. Julian vide nei suoi occhi una sconfinata tristezza, pensò che chiunque si sarebbe perso nel suo sguardo in quel momento…
“Ti va di parlarne?”
“Non mi va di rovinarti la serata con i miei problemi…non è il caso”.
“Se te l’ho chiesto è perché mi farebbe piacere ascoltarti… e magari dopo aver parlato ti sentirai meglio…”.
“Già…chissà…”
Aveva lo sguardo perso nel vuoto, sicuramente meravigliata che qualcuno, inconsciamente, abbia risposto alla sua richiesta d’aiuto.
“Vorrei tanto essere un bambino per poter ancor giocare perché tanto c'è sempre tempo, tempo d'imparare. Vorrei essere un bambino per ridere e scherzare e prendere a calci le lattine. Vorrei essere un bambino per poter non esser niente e illudermi un giorno di essere qualcosa. Vorrei essere un bambino per riavere il tempo smarrito, allungare insieme il cammino e dire al cuore : - Non sei finito! - e per illudermi che un giorno anch'io sarei…ecco cosa vorrei…e non credo che tu possa aiutarmi…”
“Non so cosa ti affligga ora ma…posso capire cosa stai provando. Anche io fino a qualche tempo fa pensavo di essere perduto, di non avere più nulla in cui credere.”
“E come mai?”
“Vedi purtroppo soffro di una malformazione al cuore che mi impedisce di essere nella migliore forma fisica. C’è stato un periodo in cui stavo veramente male. Pensavo di morire. Poi un giorno vidi Oliver in tv che giocava in Brasile, era riuscito a realizzare il suo sogno. Non si è mai arreso. Nessuna difficoltà lo ha mai fermato, nemmeno l’amore.”
Si girarono per un istante verso Holly che teneva teneramente Patty abbracciata a se. Si cullavano nelle loro carezze…
“E questo cosa centra con la tua malattia?”
“Beh, mi sono detto…Julian, se ce l’ha fatta lui perché non puoi farcela anche tu? Decisi che la malattia non mi avrebbe fermato. Dovevo tentare…e ora eccomi qua! Se non fosse per Holly tanti di noi non ci sarebbero…ha sempre saputo tenerci uniti, è il nostro capitano. Lui da armonia alla squadra, è un ottimo amico e una persona stupenda, tutti gli devono qualcosa.”
Cos’è questa stretta al cuore che sento? Compassione…gelosia…non
lo so…però ho paura…
“Ti ammiro sai…”.
Julian la osservò meravigliato, ma le sorrise. Aveva capito.
Kira nell’osservare quel sorriso capì che ciò che le aveva raccontato era vero. Il sorriso di Julian era…sincero, che porta con se voglia di vivere.
“E io che pensavo che i miei problemi fossero gravi…in confronto ai tuoi non sono che una goccia nell’oceano:”
“Io direi che tocca a te confidarmi qualcosa, giusto?”
raccolse una pietra, era fredda. Gelida. Leggermente umida e odorava di sale. La strofinò un po tra le dita, poi la tirò con forza in acqua.
“Sai, la verità è che io non so cosa è giusto e cosa no…da quando sono qui ho cambiato completamente vita, amici. Ho fatto nuove esperienze, e ho scoperto una cosa nuova…l’amore fa volare i sensi. Ma senso non ne ha mai.”
Nella dire quella frase inconsciamente Kira volse lo sguardo verso Philip. I suoi occhi erano ancora languidi e le lacrime, come fossero indipendenti, cominciarono a ricadere sul suo volto. In quel breve istante di tempo Julian l’aveva vista…probabilmente aveva anche capito.
“Ti vuole bene”.
“Uh?”
“Hai capito benissimo! Sia ciò che ho detto, sia a chi mi riferivo. Ora però fammi un favore.”
Si alzò in piedi e dalla tasca posteriore dei pantaloni tirò fuori un pacchetto di fazzoletti e gliene porse uno.
“Asciugati quelle lacrime, vedrai che tutto si aggiusterà. Ora basta piangere, non vorrai mica rovinarmi la serata, vero??”.
Le strappò un sorriso…
Poi insieme si diressero verso il falò e presero posto con gli altri.
Nonostante fosse diverso tempo che li conosceva si sentiva comunque un estranea all’interno del gruppo. Loro così uniti. Lei così sola.
Tom stava suonando la chitarra ma ad un tratto si fermò.
“Ehi Kira! La sai suonare?”
“Si perché?”
“Dai ora tocca a te! Deliziaci…”
“Si dai suona qualcosa!”.
Glielo chiesero tutti.
Per fortuna sapeva suonare, e bene. Come sapeva fare tante altre cose, tenute nascoste dentro di se con la paura che il mostrarle l’avrebbero resa troppo umana. Fragile.
E il sole infine scelse di non scaldare più
La notte scese e cominciò il più gelido inverno
È la più triste verità che chi ha già visto il sole sa
La luce artificiale ormai non lo scalderà
Sarai di me
L’eterna ferita
Dovunque andrò continuerai a sfiorarmi la vita
Come lacrime dentro lacrime
Sembravamo Persempre
Quando il buio dileguò anche l’ultimo dubbio
La luna allora s’inclinò e con se spense il sogno
Che ad un tratto perse la sua via
E chi ha già visto il sole sa
Che lascia dentro il freddo e la follia
Che non finirà
Sarò di te
L’eterna ferita
Dovunque andrai continuerò a sfiorarti la vita
Come lacrime sciolte in lacrime
Sembravamo Persempre
Ora è logico ti difenderai anche nelle distanze
Qui io non avrò pace
E non voglio i perché se ho bisogno di te
Persempre ancora tante volte ed altre quante ancora
Mi scoprirò fragile
Sarà violento esistere
Senza di te
Sarà per noi la stessa ferita
Dovunque andrai dovunque andrò
Non avremo una scusa
Le mie lacrime le tue
lacrime
Sciolte dentro un istante
Io non smetterò di cercarti mai
Ieri adesso e Persempre
Sarà per noi l’eterna ferita
Ora è logico ti difenderò
Quando il sole rinascerà
Io non avrò pace
Finchè resterai dentro di me.
Tutto si era fermato. Solo il mare faceva sentire la sua presenza con l’infrangersi delle onde sulla riva.
La voce di Kira, melodica e incantante, aveva fatto rimanere tutti a bocca aperta. Un sottile velo rosso di vergogna le si era posato sulle guance. Ridiede la chitarra a Tom.
“Mi spiace ma io vado. Grazie per la bella serata siete stati gentili ad invitarmi.”
“Vuoi che ti accompagno?”.
“No Benji. Ti ringrazio ma preferisco fare quattro passi da sola.”
Fece un ultimo sorriso al gruppo. Si alzò. Se ne andò in silenzio ma i suoi pensieri, rumorosi, le davano quasi il mal di testa.
Finalmente sono andata via…non avrei sopportato quella situazione
ancora per molto. Non capisco perché debbano succedere sempre tutte a me!
Proprio io dovevo innamorarmi di qualcuno già fidanzato? Philip perché?...
Come un onda i suoi pensieri si propagarono fino alla spiaggia, dove qualcuno la stava pensando…
Kira mi spiace…i-io ho sbagliato. Ora non so come rimediare.
Philip si era allontanato dal gruppo lasciando Jenny con gli altri davanti al fuoco. Si era recato dove poco prima c’erano Kira e Julian.
Proprio quest’ultimo lo raggiunse.
“Amico mio che ti succede? Non è da te comportarti così…”
“Lo so Julian, ma ti prego. Nessuna predica! Credo di essere già abbastanza incazzato con me stesso dopo stasera.”
“Perché non le sei andato dietro?”
“Me sei matto! E come avrei fatto con Jenny? Che le avrei raccontato? Che forse…”
“Forse?...”
“Che forse non la amo più e che sono interessato a Kira?”
“Perché no? Perché continuarle a mentire? Non è giusto, per nessuno.”
“Ho paura Julian. Paura di me stesso. Mi trovo a dover affrontare una situazione completamente nuova, che mi ha preso alla sprovvista e ora non so come comportarmi.”
“Philip ormai ti conosco da troppi anni e so che sarai in grado di prendere la decisione giusta per tutti.”
“Lo spero…”
“Devi solo seguire il tuo cuore!”
“Già! Proprio lui che è più indeciso di me! Lui che non sa se continuare a restare legato a Jenny che ama da quasi tre anni o se abbandonarsi alle piacevoli sensazioni che gli procura la semplice vicinanza di Kira.”
“Ti ho già detto come la penso. Ora tocca a te. Credo che qualunque scelta tu faccia noi ti saremo sempre vicini. Soprattutto io.”
“Grazie”.
“Un ultima cosa Philip. Poni a te stesso questa domanda: “Che senso ha continuare ad amare qualcuno per dovere o per rispetto?”.
I due quella sera non tornarono più sull’argomento. Cercarono di finire la serata nella maniera più normale possibile cercando di non dare niente ad intendere a nessuno…consapevoli però che di li a poco qualcuno avrebbe sofferto e forse non solo Jenny…