Premessa: /me si scusa per come ha descritto e descriverà la vita scolastica giapponese ma sono completamente ignorante in materia^^

Capitolo 7

Le sette del mattino…la sveglia suonò all’improvviso.

Kira la spense con una non-voglia incredibile di alzarsi, ma sarebbe stato il primo giorno di scuola e doveva farlo.

Mamma mia com’è volato il tempo, sono già tre mesi che sono qui pensò tra sé e sé, scese in cucina e cercò di mandare giù qualcosa nonostante il suo stomaco ultimamente rifiutasse spesso il cibo, ma avrebbe dovuto mangiare qualcosa altrimenti le poche forze che aveva l’avrebbero abbandonata e di certo non voleva svenire il primo giorno di scuola di fronte ai suoi nuovi compagni di classe.

Finita la colazione tornò in camera e si tolse la camicia da notte.

Diede un occhiata al suo fisico davanti allo specchio, perfetto come sempre, ma sembrava un po’ sciupato rispetto alle altre volte che si era guardata. Si era lasciata andare negli ultimi tempi, ma non volle più continuare così e promise a se stessa che si sarebbe ripresa, figuriamoci se per un ragazzo mi devo ridurre in uno stato pietoso, non intendo affatto continuare così, forza Kira lo studio ti aspetta!

Tirò fuori dall’armadio la divisa scolastica, era molto carina, blu scuro il colore, nessun fiocco o cravattino da portare sul davanti, solo la giacca e la gonna che però lei considerava leggermente pomposa, insomma non era come quelle che si vedono di solito, dritte e a pieghe, ma un pochino più rigonfia, era comunque d’obbligo metterla e la indossò, sotto una camicetta bianca a maniche corte.

Quella mattina non faceva nemmeno freddo e cominciò a spuntare il solito sole pallido, tipicamente autunnale, che tentava di riscaldare gli ambienti che i suoi raggi andavano a colpire.

Prese la cartella e uscì, il suo sguardo fu attirato dall’alberello che stava crescendo nel suo giardino e che quando era arrivata non era che un ramoscello rinsecchito, “strano” pensò, sembrava somigliarle, le foglie erano cresciute e in altezza si era sicuramente alzato rispetto a prima, ma sembrava che stesse sentendo l’arrivo della stagione fredda perché era decisamente più “abbattuto” di prima…

Chiuse la porta dietro di se e si avviò verso scuola, nel tragitto vide come la città stava lentamente cambiando adattandosi alla stagione, niente più tavoli esterni nei locali, niente più bei vasi di fiori che davano un’aria più “accesa” all’ambiente, come se tutto facesse parte della natura e insieme a lei si stesse trasformando. C’era anche molta più gente in giro a quell’ora, le mamme accompagnavano i figli più piccoli all’asilo e qualcuno portava in giro il proprio cane per la passeggiata mattutina.

Attraversò la strada per spostarsi sul lato sinistro dove ad un quarto d’ora di distanza si trovava la scuola. Arrivata dall’altro lato qualcuno la chiamò…

“Ehi Kira! Aspettami!”.

Non riconobbe subito il ragazzo che stava al di là della strada in attesa del semaforo verde per poter passare, poi capì chi era.

“Bruce!!”

Lo salutò alzando il braccio e lo incitò a fare alla svelta perché si sarebbe fatto tardi.

Finalmente poté passare e raggiunse l’amica.

“Allora? Nervosa?”

“Per la scuola? No affatto, se solo penso che in teoria io avrei già finito però mi viene la rabbia!”

“Non dirlo a me, anche io non dovrei più andarci solo che l’anno scorso non sono passato e ora eccomi qua!”

“E chi altro non è passato?” Kira pensò che se non era passato lui non l’avevano fatto nemmeno gli altri perché ricordava bene quello che le aveva detto Benji alla festa…

 

Andrò alla Nankatsu, la conosci?”

“Beh, si è quella dove andiamo io Tom, Holly, Bruce, Paul, Ted e Mason. Gli altri non sono di questa città o comunque non frequentano la nostra stessa scuola.”

“Beh tu prometti di non ridere?”

“No lo giuro, ma siete così tanti?”

“Ma che tanti! Magari!! Solo io e Benji siamo rimasti a scuola!”

“Solo voi due??!! E come mai lui mi ha detto che c’erano anche degli altri?”

“Benji si vergogna di dire che è stato rimandato, solo che lui è più fortunato, non è successo perché non è intelligente o non ha voglia di studiare come me ma perché l’anno scorso è stato in Germania e così per il troppo periodo di assenza hanno deciso di fargli ripete la classe.”.

“Ah capisco…aspetta che lo vedo e glielo insegno io a dire le bugie!”

“Che hai detto?”

“Niente, niente, sarà meglio allungare il passo ora o faremo tardi!” Kira cominciò a correre.

“E-ehi Kira aspettami!!!!” Bruce inciampò e cadde prendendo una brutta facciata sull’asfalto e da lontano Kira, che aveva seguito tutta la scena, stava ridendo perché lo trovava buffo.

“Brava, brava ridi delle disgrazie altrui! Ohi che male…”

“Coraggio Bruce alzati!”

Benji spuntò da dietro e porse un braccio all’amico che era ancora in terra a massaggiarsi il volto per il colpo ricevuto.

I due si incamminarono verso l’amica.

“Bruce ha ragione, Kira che fai prendi in giro i più deboli?”

“Ehi io non sono debole!”

“Già infatti non sai nemmeno camminare!”

I tre risero insieme e nel frattempo erano arrivati davanti al cancello della scuola.

“Perché mi hai detto una bugia?”

“Che differenza fa? Tanto lo avresti scoperto lo stesso prima o poi…e soprattutto secondo te io posso ricordarmi cosa ti ho detto esattamente quella sera dopo tutto quello che avevo bevuto con Mark??”

“No, non credo, ma non per questo sei perdonato!!”

“Ok, ok ma datti una calmata! Mi spiace, va bene così?”

Kira annui e senza salutarlo si catapultò all’interno della scuola alla ricerca della sua classe, guardò i tabelloni appesi nell’atrio…

“A quanto pare siamo anche in classe insieme.”

“Già, dovrò sopportare la tua faccia ogni singola mattina in cui io sarò qui.”

“Mamma mia come sei acida stamattina, dai ti accompagno così vedi dov’è.”

I due si avviarono verso le scale, la classe si trovava al primo piano dell’edificio e non ci volle molto per raggiungerla, entrarono insieme e un piccolo gruppetto posto in fondo all’aula cominciò a vociferare stupito di quell’entrata…Benji con una ragazza! Fu l’unica cosa che i due riuscirono a sentire, quest’ultimo si fece scappare un velo di rossore sulle guance ma fu molto bravo a nasconderlo con il cappellino.

Benji scelse un posto vicino alla finestra, ne troppo distante ne troppo vicino al posto che invece Kira aveva scelto.

Si sedettero e entrò il professore…

“Buon Giorno a tutti ragazzi, eccoci all’inizio di un nuovo anno scolastico e spero che per molti di voi sarà più redditizio rispetto agli anni passati, vero signor Price? Harper?”

Benji non guardò l’insegnante mentre Bruce si limitò ad annuire.

“Bene, vedo che tra le file c’è una nuova alunna, orgoglioso anche di dire “alunna modello” visto i suoi risultati conseguiti gli ultimi anni nella scuola passata”.

“Già, risultati tanto buoni che è ripetente!”

Una voce si levò dalle ultime file ma fu subito nascosta dalle risa dei compagni e Kira non riuscì quindi a capire chi fosse stato così “imbecille” a parer suo…

“Beh, sarà proprio lei a spiegarcelo, il perché. Vieni, Kira accomodati pure in piedi al mio fianco e presentati.”

Kira, nell’imbarazzo più totale si alzò dal suo banco e si diresse accanto al professore.

“Piacere, io sono Kira Fang e vengo dalla città di Urawa, per soddisfare la curiosità di tutti io sono ripetente per motivi personali e non di certo perché bocciata o poco vogliosa nello studio, solo non ho potuto frequentare l’ultimo anno”.

“Trova un'altra scusa!”

La stessa voce si levò dal coro di risa e Kira questa volta riuscì a vedere chi fosse…situata in ultimo banco c’era una ragazza, magra, non molto alta e con i capelli neri, uno sguardo fiero e minaccioso la stava scrutando e Kira ricambiò senza paura, amava le sfide ed era pronta ad accettarle.

“Bene, torna pure al tuo posto Kira, allora ragazzi cominciamo pure con la lezione…”.

Nel mentre Kira era tornata al suo posto e al suo fianco c’era  un’altra ragazza che, molto gentilmente offrì la sua mano per un’amichevole stretta.

“Piacere io sono Emiko. Non farci troppo caso…”

“A chi?”

“Quella là in fondo si chiama Takame e presto scoprirai che battute come quelle, non solo sono all’ordine del giorno, ma è in grado di fare di peggio!”.

“Tranquilla, ha trovato pane per i suoi denti!”.

La lezione di storia passò alla svelta, esattamente come quella di Matematica e di Inglese. Finalmente arrivò la pausa e Kira si diresse in corridoio a dare un occhiata alla scuola, era molto bella e non aveva nulla a cui invidiare alle altre, nonostante avesse saputo che per quanto riguarda i finanziamenti statali era stata la più sfortunata perché aveva preso meno soldi rispetto alle altre, forse l’aveva scelta per quello, le era sembrata più “normale” ed era proprio il tipo di scuola che stava cercando.

Si avvicinò alla porta d’ingresso della classe e si ritrovò Benji dietro di lei che le mise un braccio intorno al collo e la guardò negli occhi sorridendole.

“Dai andiamo!”

“Dove?”

“Ti faccio fare un giro, ti va?”

“Si ma…” guardò il braccio di Benji quasi supplicandolo di toglierlo.

“Ok. Andiamo.”

Nel loro giro Kira si accorse che tutti a scuola conoscevano Benji e lo salutavano quasi con rispetto, però si sentiva al quanto osservata da tutti a causa dell’essere al suo fianco e arrossì un po’…

“Scusa Benji ma devo andare in bagno, ci vediamo in classe!”

Kira corse via e andò a rifugiarsi in bagno, lì aprì il rubinetto e si rinfrescò un po’ il viso…in quell’istante entrò Takame con un gruppo di amiche che ridevano a squarcia gola come un branco di tante oche…ma quando la videro si zittirono.

“Toh, guarda chi c’è! La ripetente!”

“Takame! Aria!”

“Chi ti ha detto di chiamarmi per nome??”

“A già…ho sbagliato…oca…scusa!”

“Come hai osato chiamarmi???? Ricordati che davanti a te c’è la ex di Benji e a proposito di questo…ti consiglio vivamente di ronzare lontano da lui perché è mio!”

“Era ubriaco per caso?? E poi semmai è il contrario, quindi queste cose devi dirle a lui…e a proposito di questo argomento: non ho visto il tuo nome stampato da qualche parte addosso a lui con scritto “non toccare, proprietà privata”!!”

Kira incurante della rabbia della ragazza, che nel frattempo era uscita con un diavolo per capello, continuò a sciacquarsi il viso e dopo un paio di minuti uscì anche lei…

Grandioso!! Mi sono già fatta dei nemici il primo giorno di scuola…di peggio spero non mi capiti, altrimenti stamattina mi arrabbio sul serio! Chissà perché ma non sopportò proprio nessuno oggi…sarà meglio che mi dia una calmata prima che litighi con qualcuno.”

Mentre pensava era rimasta imbambolata davanti alla porta del bagno e all’improvviso si accorse che  un ragazzo era appoggiato alla parete di schiena e la stava guardando…

“Tu che vuoi??” disse con tono seccato.

“Stai attenta alle inimicizie che ti fai…è un consiglio!”.

Il ragazzo se ne andò senza dire altro e Kira si insospettì per la frase appena pronunciata, non poteva immaginare a cosa l’avrebbe portata la lite appena accaduta.

“Si! Ma tu chi sei???”.

 Il suo urlo si perse tra le pareti del corridoi ed era comunque venuto il momento di rientrare in classe.

Anche le altre lezioni passarono in fretta e all’uscita della scuola si incamminò da sola verso casa, preferì evitare Benji…non per paura, ma preferisco evitare altre liti stamattina…ma lui non volle fare lo stesso con lei e la raggiunse in un attimo.

“Che fai scappi?”

“No…è che non ci ho pensato ad aspettarti, non me lo hai nemmeno chiesto!”

“Già, hai ragione, beh…d’ora in poi sai che non te lo devo più dire e faremo la strada insieme ok?”

“Va bene…”.

Kira in cuor suo sperava che in seguito non sarebbe successo altro, non se la sentiva di raccontare a Benji che quella mattina, e probabilmente anche in seguito, aveva litigato con quella ragazza, Takame.

“Benji posso farti una domanda?”

“Spara!”

“Bang!...no scherzo…chi è Reiko?”

“Intendi la ragazza di Mark, anche se lui non vuole ammetterlo?”

“Si esatto...”

“Beh…viveva qui qualche anno fa, era una nostra fan accanita, parlo della nazionale…”

A sentir pronunciare il nome nazionale Kira per un istante ripensò a Philip…chissà che stà facendo ora?...

“Ehi! Mi segui??”

“Si! Scusa…”

“Poi però si trasferì in Canada all’improvviso, anche lei come te viveva qui da sola. Solo Mark ha mantenuto i contatti e ogni tanto va a trovarla, e lei lo contraccambia circa una volta al mese venendo qui. Penso debba venire tra un paio di settimane.”

Bene, così la conoscerò.

 

 

Da un'altra parte in città, qualcuno al telefono stava tramando qualcosa…

“E’ lei”.

“Ne sei sicuro?”.

“Sicurissimo, aveva con se la collanina, l’ho notata subito, proprio come l’avevi descritta tu!”

“Ok, verrò a trovarla tra un paio di settimane.”

“Reiko, non credo sia una buona idea questa volta.”

“Sono fatti miei! Io devo parlarle, lei deve sapere!”

Con questa frase la loro discussione si concluse e si salutarono…

 

Nel frattempo Benji e Kira erano rientrati nelle rispettive case, ma non solo a Fujisawa qualcuno pensava a lei…anche a Hokkaido qualcuno lo faceva…

“Che hai Philip?”

“Niente perché?”.

I due stavano passeggiando mano nella mano ma Philip non era molto presente alla loro chiacchierata…

Non riesco a togliermela dalla testa e così di certo non posso continuare, prima o poi dovrò dirlo a Jenny…aveva ragione Julian, questa situazione fa solo soffrire. Devo però scoprire se Kira prova le stesse cose per me, beh si insomma se anche lei mi vuole bene come gliene voglio io…andrò a Fujisawa un paio di giorni, sperando che Julian possa ospitarmi, così le parlerò. Ma come mi giustifico con Jenny? Che le racconto?? Non è da me dire bugie…e non me la sento di mentirle così spudoratamente, soprattutto se si sentisse con Amy e venisse a sapere dove sono, ok che sarei a Tokyo e in teoria non dovrebbe sospettare nulla, però è una vigliaccata e devo essere sincero con lei…

“Ma mi stai a sentire? Philip che ti succede??”

“Niente Jenny, ero solo distratto…”

“Ultimamente lo sei troppo spesso, scusa la spudoratezza Philip ma…”.

Improvvisamente Jenny lasciò la mano di Philip e si zittì qualche secondo…

“Ma cosa?”

“…non è che stai pensando ad un'altra?”.

E ora cosa le dico??

“Che razza di domande fai!”

“Scusa…comunque non è una risposta, ma non parliamone più ok?”

“Ok, io ora devo andare. Ci sentiamo stasera. Ciao.”

“Ciao…amore.”

Se n’è andato senza nemmeno darmi un bacio…c’è qualcosa che non va e io devo scoprire cosa…sto perdendo il mio Philip e non saperne il motivo mi rende incredibilmente nervosa… non so più che fare. Ne parlerò con Amy, magari saprà darmi qualche consiglio…

“Buongiorno signora, mi scusi c’è Julian in casa?”

“Ciao Philip! Si aspetta che te lo passo subito!”

“Pronto??”

“Ciao Julian! Sono Philip.”

“Philip, qual buon vento? Tutto ok?”

“Beh, si più o meno…ascolta, devo chiederti un favore…”.

 

“Mamma mia, che giornata!”

Kira non era uscita quel pomeriggio e adesso che la scuola era ricominciata il tempo cominciava a passare molto più in fretta di prima, pensò che in fondo sarebbe stato meglio, avrebbe avuto meno possibilità di pensare a lui, e la cosa in parte la risollevò anche se aveva una voglia matta di rivederlo…

Andò nella stanza del nonno presa da una strana nostalgia e si mise a guardare uno per uno i suoi quadri, carezzandone lievemente qualcuno con la mano…

Quanto mi manca, come vorrei che fosse qui con me…sono sicura che dovunque si trovi starà benissimo.

I suoi pensieri furono distolti dallo squillo del telefono al piano inferiore, uscì dalla stanza e richiuse dolcemente la porta con un leggero sorriso dalle labbra…

Scese in fretta e furia perché gli squilli erano già stati parecchi…

“Sono Kira, chi parla?”

Ma in che razza di modo ho risposto…??

“Finalmente! Ti ho trovata! Certo che è stato difficile!...ah scusa, Kira sono Julian!”

“Julian! Che piacere, ma perché è stato difficile trovarmi?”

“Il tuo nome non è il elenco e quasi nessuno ha il tuo numero di casa, poi mi è venuta in mente Lyra ma non avendo nemmeno il suo numero ho dovuto prima chiamare Eddy per farmelo dare… insomma, un odissea!”

“Mi spiace, ora mi hai trovata, che posso fare per te?”

“Che fai tra un paio di settimane?”

“E che ne so…non so nemmeno cosa farò domani, figuriamoci tra due settimane!”

“Bene, allora non prendere impegni!”.

“Perché? Se è lecito…”

“Abbiamo organizzato un uscita con gli altri compagni di squadra e vorremmo che tu ti unissi a noi…ci sarà anche lui.”

“Lui chi?” Kira aveva capito, ma preferì fare finta di niente…

“Dai…puoi fidarti di me, ne avevamo già parlato, ricordi?”

“Già, ma preferirei dimenticare… e poi non mi sembra proprio il caso.”

“Io dico invece di si…Jenny non ci sarà.”

Lei non ci sarà??? Possibile che me lo stia dicendo apposta? Non credo si siamo lasciati altrimenti me lo avrebbe detto subito…o almeno credo, però l’idea di rivederlo senza di lei mi da qualche speranza…bene, accetto!

“Ok Julian, verrò! Poi dimmi dove e quando ok?”

“Tranquilla, domani pranzi a scuola giusto?”

“Si esatto…”

“Verrò a trovarti durante la pausa pranzo e ne parliamo bene ok?”

“Ok a domani! Buonanotte”.

“Buonanotte Kira.

I due terminarono la conversazione e Kira si sentiva incredibilmente eccitata al sol pensiero di poterlo rivedere…per l’ennesima volta i suoi pensieri erano stati ascoltati…

Philip…finalmente ti rivedo…

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