Capitolo 9
“Allora? Cosa devi dirmi?”.
Erano passati cinque giorni dall’incontro tra Kira e Julian ed ora lei era nel cortile della scuola, intenta a fare il viaggio di ritorno accompagnata da Benji.
Aveva voluto accompagnarla, nell’ora di ricreazione le aveva detto di doverle parlare e che avrebbero fatto, come al solito, il ritorno insieme.
Ora Kira aspettava una risposta…
“Che fai stasera?”
“A parte parlare con in soprammobili? …niente di speciale. Perché?”
“Io e gli altri usciamo, volevo sapere se ti andava di venire con noi.”
“Gli altri chi?”.
“Io, Holly, Patty, Bruce, Tom, insomma gli altri! Non posso mica sapere chi ci sarà di preciso e chi no!”
“Ok, ok ci sarò.”
Ad un tratto la voce di Benji si fece più bassa, imbarazzata…
“Posso passarti a prendere?”
“Certo non c’è problema!” lei non si era accorta del cambiamento e rispose con un gran sorriso.
“Allora fatti trovare pronta per le 20,30 ok?”
Detto questo i due si divisero e Kira procedette lentamente verso casa prendendo a calci i sassolini che incontrava durante il suo cammino.
Arrivata a destinazione, incontrò il postino…
“E’ la signorina Fang?”
“Si, perché?”
“Metta una firma qui per favore, ho un pacco per lei.”
Kira firmò e lo prese, ma bloccò il postino per una spalla…
“Ehi, non c’è il mittente. Chi me lo manda?”
“Non lo so signorina, mi spiace ma ora devo continuare le consegne.”
Kira osservava la busta incuriosita, era marrone e a quanto pare molto piena, ma a giudicare dal rumore non c’erano oggetti solidi all’interno, probabilmente solo fogli di carta.
Chissà chi me la manda…
Entrò in casa e distrattamente, ancora intenta ad osservare l’oggetto tra le sue mani, poggiò lo zaino e le chiavi sul tavolo. Andò a sedersi in salotto e prese il tagliacarte che era poggiato sul tavolino davanti al divano.
Aprì molto lentamente la busta e ne tirò fuori il contenuto…erano tutti vecchi ritagli di giornale e rimase stupita nel vedere i titoli degli articoli…
Daisuke, la nuova stella della New Team segna ancora!
Tripletta di Daisuke, il risultato è stato schiacciante.
Il “Cigno Bianco” segna ancora!!
Erano tutti sul misterioso ragazzo e Kira cominciava a capire il perché Holly e Bruce erano stati così schivi con lei sull’argomento…
Così era un loro compagno di squadra, ora si spiegano molte cose…non
deve essere stato affatto facile per loro quando si è suicidato…però non
capisco, chi mi ha mandato questi articoli?? È logico che questa persona voleva
che sapessi, ma perché non ha messo il mittente? Avrà avuto qualcosa da
nascondere? Ogni volta che sbroglio un nodo se ne forma un altro…
Continuò a sfogliarne uno dopo l’altro, tutti elogi sulla sua bravura di giocatore, su come aveva aiutato la squadra ad arrivare alla vittoria. Giunse, poi, all’ultimo, quello della sua morte…
È misteriosamente scomparso, il “Cigno Bianco” della New Team
morto ieri sera in circostanze ancora da chiarire.
Ieri sera, verso le 18,30 è
stato trovato in fondo ad una scogliera un corpo, che successivamente è stato
identificato come Daisuke Takazaki la nuova stella della New Team che, insieme
ad Oliver Hutton, ha portato la squadra a vincere il campionato di
quest’anno…dalla prima autopsia non sono stati trovati segni di lotta o
simili sul corpo del ragazzo, quindi l’ipotesi più plausibile è il suicidio.
Resta ancora ignoto il
motivo…Takame Takazaki, sua sorella però non è della stessa idea e ha
promesso davanti alla stampa di trovare chi ha ucciso suo fratello, perché
secondo lei si tratta di omicidio. Questa la sua ultima dichiarazione:
“Conoscevo molto bene mio fratello, e non avrebbe mai fatto una cosa del
genere a se stesso e lo difenderò da chiunque oserà sostenere il contrario!!!
Troverò i colpevoli, lo giuro!”
Ma bene…una novità…Takame è sua sorella. Che sia stata lei a
mandarmeli? No, non credo…e poi per quale motivo? Perché io l’aiuti a
scoprire la verità? Allora perché non dirmelo di persona? Farò prima a
chiederglielo dopodomani quando torniamo a scuola.
Prese l’intero malloppo di carta e lo portò in camera sua nascondendolo nello stesso posto dove aveva riposto il ciondolo, sotto chiave.
Decise di restare leggera a pranzo perché nel pomeriggio avrebbe fatto una corsa fino alla spiaggia, cosa che non faceva da molto e ne aveva una gran voglia.
Ma prima aveva da sbrigare alcune faccende di casa a cominciare dallo “studio” del nonno dove non metteva piede da un po’ di giorni e necessitava di una rispolverata.
Prese tutto il necessario a partire da scopa, straccio, etc…indossò il grembiule e si diresse al piano di sopra pronta a far pulizie.
Entrò lentamente nella stanza e ripose tutto nell’ingresso davanti alla porta, per prima cosa aprì le tende e le finestre per far passare un po’ d’aria, poi cominciò passo passo a pulire ogni cosa, i bordi delle cornici dei quadri, gli strumenti di pittura e il grosso cassettone che era riposto nell’angolo alto della stanza. Tutto era impregnato di lui e sentiva una gran malinconia dentro se ogni volta che ci ripensava, molti di quei quadri li aveva visti realizzare e le sembrava essere passata un eternità da quei momenti.
Improvvisamente, mentre era intenta a pulirne uno posto su un cavalletto, si girò e fece cadere uno dei porta pennelli che si trovava sopra lo sgabello che il nonno usava sempre.
Si piegò subito per raccogliere tutto e mentre riponeva i pennelli al suo posto notò qualcosa che non aveva mai visto…nel fondo del barattolo di latta, all’interno, qualcosa era attaccato con dello scotch, ma non riusciva a vederlo bene. Portò l’oggetto sotto la luce solare per capire meglio cosa fosse, si trattava di una chiave.
Che diavolo ci fa li attaccata? E di che cos’è?
Non riuscendo ad arrivarci con le dita scese al piano di sotto e dal cassetto in cucina prese le forbici. Riuscì finalmente a farla uscire.
Era sottile e rettangolare, terminava con una bellissima impugnatura ma doveva essere molto vecchia perché era consumata dall’usura del tempo, arrugginita. Fece spazio nella sua mente e la osservò attentamente per cercare di ricordare o di capire cosa potesse aprire perché non ne aveva la più pallida idea. Poi ebbe un lampo improvviso, l’unico oggetto appartenente al nonno che possedeva una serratura era il vecchio cassettone del quale pensava di aver perso la chiave, non le era mai venuto in mente di aprirlo per paura di romperlo o rovinarlo così lo aveva sempre lasciato stare.
Tornò al piano di sopra e si accucciò ai piedi del cassettone e lentamente infilò la chiave. Combaciava perfettamente. Girò verso destra e la serratura scattò. Non ricordava di averlo mai visto aperto ed ora era estremamente curiosa di conoscerne il contenuto.
Quando lo aprì rimase meravigliata. C’erano una marea di oggetti di provenienza indiana, probabilmente appartenevano alla nonna e lo pensò perché all’internò vi trovò anche un vestito tipico della sua gente ancora intatto. Lo prese tra le mani e lo portò sotto il naso per assaporarne l’odore…ne era sicura, era suo, solo lei aveva quel profumo di lavanda addosso, che faceva lei stessa e che amava da impazzire, il vestito ne era ancora fortemente impregnato nonostante fosse passato tutto quel tempo… lo tenne stretto ancora qualche istante tra le dita poi lo poggiò sul pavimento e ricominciò a rovistare tra gli oggetti. C’erano collanine di tutti i tipi, piume, un calumet, una ciottolina di terracotta e un piccolo cestino di vimini. Tirata fuori ogni cosa si rese conto subito che l’altezza della base era troppo spostata verso l’alto rispetto a quella reale del cassettone. Diede qualche colpetto con le dita e sentì che sotto era vuoto, probabilmente un doppio fondo. Aveva portato con se le forbici con le quali cercò di fare leva e riuscì a sollevare la sottile tavola di legno che separava i due scomparti.
Sotto, due volumi: un diario e un album di fotografie.
Scelse il secondo e lo sfogliò lentamente, ogni pagina una foto…tutte ritraevano gli indiani, c’erano le date scritte a penna e a giudicare dal periodo pensò che nelle prime dovesse trattarsi dei suoi trisavoli e bisnonni poi le date si facevano sempre più recenti fino ad arrivare all’ultima foto, era di sua madre. Rimase sconcertata nel vederla e le venne da piangere, passò lentamente le dita sopra di essa quasi volesse accarezzarla, era così bella…ma sempre così triste…decise di staccarla dall’album che ripose nel cassettone, infine prese il diario. Erano le memorie della nonna, la prima data era il giorno prima del matrimonio con il nonno, l’ultima una settimana prima che morisse…lo mise da parte ripromettendosi di leggerlo appena avrebbe avuto un po’ di tempo e alla fine rimise tutto al suo posto.
Finì di pulire la stanza e la richiuse lentamente anche quando se ne andò, quasi non volesse disturbare i ricordi chiudendola troppo forte…
Portò il diario in camera sua e lo poggiò sul comodino. Aveva ancora del tempo prima che Benji passasse a prenderla così indosso la tuta e uscì di casa pronta a fare un po’ di allenamento.
Abbandonò il viale antistante casa e come di consueto si diresse verso la spiaggia.
Quel pomeriggio l’aria era impregnata di uno strano odore, e più si avvicinava alla spiaggia più si faceva forte, le diede quasi la nausea e si fermò per tossire e per cercare di prendere respiro, poi vide qualcuno che correva nella sua direzione agitando le braccia con forza.
“Si allontani! Non si può proseguire!!”
“Ok, ma perché?”
“Stanno cercando di spegnere un fuoco che qualche furbo ha appiccato in spiaggia.”
“E cos’è quest’odore assurdo?”
“Hanno usato un solvente tossico, è quello che crea l’odore.”
“La ringrazio dell’avvertimento.”
“Si figuri, arrivederci.”
Addio corsetta pomeridiana, avrei tanto voluto andare alla spiaggia ma
se le cose stanno così ci tornerò domani…
Tornò indietro senza correre, e incontrò Patty in bicicletta proprio davanti a casa sua…
“Ciao Patty, mi cercavi?”
“Ehm…si, si!”
“Beh, dimmi!”
“Allora, ehm…ti va di uscire stasera?”
“Ma come? Non parlate tra di voi?”
“Che intendi dire?”
“Che già Benji me lo ha chiesto e gli ho risposto che sarei venuta, infatti passa a prendermi fra tre ore.”
“Ah si, infatti, ehm…io ero solo passata a chiedere conferma, tutto qui!”.
“Patty, ti senti bene??”
“Si, ora scappo ciao!!”
Ripartì a tutta velocità e lasciò la via…
Che strana ragazza…più la conosco e meno la capisco…
Rientrò in casa e andò direttamente in camera sua a spogliarsi ma scelse di farsi un bel bagno caldo al posto della doccia. Prese tutto l’occorrente e andò ad aprire l’acqua mentre finiva di preparare tutto. Nel cassettone aveva trovato dei Sali da bagno al profumo di lavanda e lillà e decise di usarli…aprì lentamente la busta e ne versò il contenuto nella vasca, l’ambiente si impregnò subito di un incredibile profumo che la portò a qualche anno addietro con i ricordi, quando ancora piccola era al villaggio della nonna sulle sponde di un ruscello dove la “magica” piantina viola cresceva e andava spesso a raccogliere. Sorrise tra se e se e scrollò un po’ la testa per cancellare il ricordo. Quando fu pronta si immerse nell’acqua e si lasciò cullare dalla piacevole sensazione di tranquillità che pervase il suo corpo, avrebbe voluto restarvi a lungo. Lentamente sentì sparire ogni tensione e si rilassò tanto da addormentarsi…
“Dai vieni! Forza, è calda!”
“No ho paura, lì l’acqua è profonda!”
“Ma dai!! Che vuoi che succeda??!!”
“Nessuno sa che siamo qui!”
“Senti, fa come vuoi…io mi faccio una nuotata!”
Lentamente prese il coraggio e quattro mani e introdusse i piedi
nell’acqua tentando di raggiungere l’amica che aveva già raggiunto il
centro del fiume, ma esitava ancora ad entrarci tutta…
“Guarda! Visto, si tocca!”
“Si ma ora torna qui ti prego!”.
Pronunciata quella frase vide l’amica guardarsi intorno…qualcosa
stava succedendo…qualcosa di terribile stava per accaderle.
“Che succede??!”
“N…non lo so, c’è qualcosa che si muove!”
“Presto esci!!”
“I-io non riesco più a muovermi!!”
“Esci!!”
“Aiutami Kira ti prego! Aiutami!”
Vide l’amica lentamente sprofondare nelle acque del fiume e decise da
tuffarsi ma quando la raggiunse era già praticamente sommersa…cercò di non
toccare il fondo con i piedi e si immerse, cercò ma invano…la sua amica era
completamente sparita. Riaffiorò e si rimmerse per cercarla, poi vide qualcosa,
un braccio spuntava dalla sabbia…
Kira si risvegliò con la testa sott’acqua e si tirò subito su di scatto facendo un grosso respiro appena fuori…tremava e come al solito le era sembrato tutto così vero…
Si guardò intorno ed era completamente sola, uscì e tolse il tappo dalla vasca. Si mise l’asciugamano intorno al corpo e in testa e salì al piano superiore per vestirsi, guardò l’orologio e mancava poco più di un’ora all’arrivo di Benji…
Ho dormito due ore nella vasca?? Com’è possibile, bisogna che
consulti qualcuno, questi sogni non posso continuare, ho rischiato grosso
prima…
Tornò nella stanza del nonno e prese un altro oggetto che aveva trovato nel cassettone…era una piccola treccia fatta di fili di cotone che andava attorcigliata ai capelli, terminava con una piccola perlina d’argento e una piuma.
Si mise davanti allo specchio e la indossò, poi scelse dei vestiti abbastanza sobri per la serata quali erano un paio di pantaloni bianchi e una mogliettina azzurra con maniche a tre quarti e con la scollatura a “v”, del resto non le era stato detto di vestirsi elegante…
Finito di prepararsi suonò, in perfetto orario il campanello.
Andò ad aprire e si trovò davanti Benji, il suo cuore ebbe un piccolo singulto…pensò a quanto fosse bello vestito in quel modo…indossava un paio di jeans neri e zampa e una camicia bianca a maniche corte fuori dei pantaloni e mezza aperta sul davanti, metteva in risalto il suo fisico scultoreo.
“Allora? Andiamo?”.
Le porse il braccio e lei lo assecondò porgendogli il suo. Richiuse la porta di casa e si avviarono verso il centro del paese.
“Gli altri dove ci aspettano?”
“Al Pub davanti ai giardinetti.”
Non impiegarono molto tempo ad arrivare e c’erano già Bruce e Tom ad aspettarli…
“Ma tu guarda che bella coppia!!”
Bruce come al solito non poteva starsene zitto,e mentre Kira divenne un po’ rossa, Benji ebbe tutt’altra reazione…prese Bruce per la maglia e lo guardò dritto negli occhi con aria di sfida.
“Ti crea qualche problema??”
Tom intervenne per evitare una discussione tra i due e mise un braccio in mezzo per cercare di far mollare la presa a Benji.
“Dai Benji, che ti prende? Bruce stava scherzando! Vero?” guardò l’amico che nel frattempo era mezzo terrorizzato per la reazione.
“Si, giuro! Stavo solo scherzando!!”
“Ok, ma la prossima volta stai attento a quello che dici!”
Mollò la presa e entrò nel pub…
“Kira ma che gli è preso??”
“E io che ne so Tom…fino ad un attimo fa parlavamo tranquilli! Ha stupito anche me, che vuoi che ti dica??”
“Dai entriamo e lasciamo correre.”
Era un localino alla moda con lunghe panche e tavoli in legno, grosse lampade erano su ogni lato della sala e la radio suonava a basso volume gli ultimi successi di quell’anno,si diressero verso il tavolo dove Benji era andato a sedersi e dissero alla cameriera che avrebbero aspettato altri amici prima di ordinare.
Presto arrivarono anche Paul, Mason, Lyra e Eddy, ma mancavano all’appello Patty e Holly…
“Come al solito sono in ritardo…ordiniamo, altrimenti non mangiamo più.” Disse Paul.
“E non li aspettiamo?” rispose Kira.
“Tranquilla è abitudine, da quando stanno insieme è sempre così…” Tom sorrise e gli altri lo seguirono, era terribilmente vero, finalmente il loro capitano aveva trovato un interesse diverso dal pallone e loro ne erano contenti.
I due innamorati arrivarono quando tutti furono già serviti e gli fecero un po’ di spazio.
“Allora? Cosa ordinate?” la cameriera chiese ai due.
“Solo da bere grazie, abbiamo già mangiato. Due birre.”
“Perché non ci avete avvisato?” disse Bruce.
“Mia madre ha insistito tanto che ci fermassimo a cena e non ho avuto il tempo di avvisarvi, tutto qui…”
“Che fai Holly? Ti metti a dire anche le bugie ora?” rispose l’amico e si sollevò una risata generale che lo fece diventare rosso.
Parlarono del più e del meno durante la cena e spesso prendevano Bruce di mira per farsi quattro risate che lui accettava volentieri essendoci abituato, poi per un certo periodo Tom si assentò intento a parlare al telefonino che aveva suonato nel bel mezzo della serata.
Finito tutto uscirono dal locale che non era tardi ma Kira si sentiva terribilmente stanca e voleva tornare a casa. Salutò tutti e chiese a Benji di riaccompagnarla.
“Certo, andiamo!”
Fecero la strada del ritorno in silenzio, fianco a fianco e Kira si sentiva terribilmente a disagio per quella situazione. Arrivati nei pressi di casa sua si fermarono un po’ prima del cancello. Ci fu un attimo in cui i due si guardarono negli occhi e Kira pensò che sarebbe sprofondata molto volentieri, in quel momento, in quelli di Benji. Però Philip tornò a farsi vivo nel suo cuore e questo le bastò per dimenticare il pensiero avuto poco prima, solo non si rese conto che invece Benji la pensava, e spesso…anche lì, mentre erano l’uno di fronte all’altra, nel bel mezzo della notte, con una bellissima luna piena in cielo che ogni volta che si rifletteva sul viso di Kira metteva in incredibile risalto i suoi occhi verdi e la sua lunga chioma nera.
Per interrompere tutto al più presto e evitare così complicazioni dettate dall’atmosfera Kira cercò di sbrigarsi a salutare l’amico che nel frattempo però le aveva già preso una mano e la fissava dritta negli occhi…
“Benji..io…”
“Ti prego, non dire niente. Non so se essere contento o spaventato ora, che sono qui con te…una cosa è sicura, questo è quello che sento.”
Senza nemmeno pensarci due volte si chinò lentamente verso di lei e la baciò…Kira rimase con gli occhi sbarrati dalla sorpresa, ma si stupì di più di non avergli posto resistenza, di non averlo negato.
Quando finalmente il bacio finì lei si rese conto del grave errore appena commesso e il suo tono di voce diventò serio.
“Buonanotte Benji.”
“Kira, ti prego…”
“Ho detto, Buonanotte.”
Se ne andò a testa bassa ma quando aprì il cancello di casa si spaventò e richiamò Benji che nel frattempo stava tornando indietro per raggiungere gli altri.
“Benji!! Ti prego torna qui!!”
Sentì spavento nel tono dell’amica e corse subito da lei…
“Che succede??”
“Guarda…”
Indicò la porta di casa che stranamente era aperta.
“Sono sicura di averla chiusa quando siamo andati via!”
“Lo so, me lo ricordo…”
Si avviarono lentamente verso la porta e Kira rimase dietro di lui tenendogli stretto un braccio dalla paura.
“Shhhh…tu aspetta qui. Dov’è la luce?”
“Sulla destra, appena entri!” disse a bassa voce.
Benji aprì la porta molto lentamente e si introdusse in casa che era nel buoi più totale, poi finalmente accese la luce…
“Va bene! Puoi entrare! Non c’è nessuno, però…”
“Però…cosa?? Che c’è??”
“Tranquilla, ma vieni a vedere!!”
Kira entrò e…ogni cosa era sottosopra.