RICORDI

  NOTA: i personaggi di questa ff sono stati un po’ modificati rispetto a quella iniziale, per via dell'incombente pericolo rappresentato da alcune mie conoscenze (pericolo che si sarebbe tramutato in realtà se avessi lasciato i personaggi originali) OK, basta con gli sproloqui, vi auguro una buona lettura gente!

Nya

Ah, questa è stata in assoluto la mia prima fict, non so se essere soddisfatta o mettermi a piangere… fatemi sapere se vi è piaciuta! ^______^'

Eny, Karin, Aimi, VVUKDB!

 

Tokyo. palazzetto dello sport. All' interno si sta svolgendo un incontro, e le urla dei tifosi si sentono fin dall'esterno della modernissima costruzione.

Il punteggio è di 52 a 31 per la squadra di casa. Sedute in prima fila sulle tribune, 6 donne e i loro bambini stanno osservando il gioco. Time out per gli avversari.

- E' inutile, siamo troppo forti.- Disse Ayako, giornalista del più importante periodico sportivo nazionale. Fece un cenno di saluto ad Haruko, che era in panchina coi ragazzi in quanto manager della nazionale giapponese di basket

- Si, ma non è solo merito di tuo marito, cara. Hanachan ha fatto una schiacciata spettacolare.- Karin aveva un tono di rimprovero.

- Oh, beata lei, sempre a decantare il marito! Sanosuke, torna subito qui!-

- Ritsuko, se tuo marito fosse stato in campo avrei fatto il tifo anche per lui. Sono o non sono la sua migliore amica?-

- Silenzio, ragazze, sta ricominciando!- Le avvertì Aimi

- Oh, mio Dio… guardate la formazione, ragazze… - Nya era con loro nonostante i suoi impegni di prima ballerina della compagnia nazionale di ballo. (sò ganza, eh!^^ ndNya)

- Già… la formazione… -

- E' vero…-

- Ci sono tutti… come ai vecchi tempi!-

L'unica che non aveva parlato era Eny. Aveva guardato il marito per tutto il tempo. Vedendolo ansimante per la fatica, con miriadi di goccioline di sudore che gli imperlavano viso e capelli, e l'asciugamano sulla testa le era sembrato di tornare ai tempi del liceo, quando lo vedeva giocare nel campionato nazionale e divideva con lui gioie, fatiche e dolori, ed era stracotta di lui. In un certo senso lo era ancora adesso, ma ora la sua adolescenziale ed acerba cotta si era trasformata in un amore puro e molto più grande e maturo di ciò che era all'inizio.

Le grida eccitate delle altre la richiamarono alla realtà.

- Guardate la formazione!-

- Oh, già.-

Anagata e Sendo (infortunatosi per colpa di un giocatore avversario) erano stati sostituiti e al loro posto erano entrati altri due giocatori. Ritsuko - cugina di Sendo e medico ufficiale della nazionale- era subito corsa negli spogliatoi, vedendo portare via Il loro amico in barella, e si perse quindi il trionfale ritorno dell'armata cercaguai. già, perché la formazione che era in campo adesso era:

- #7   Takenori Akagi

- #9   Ryota Miyagi

- #11 Hanamichi Sakuragi

- #18 Kaede Rukawa

- #19 Hisashi mitsui

Già… la formazione… quando il liceo Shohoku che tutti loro (eccezion fatta per Nya, Karin e Ritsuko) avevano frequentato, aveva vinto i campionati nazionali…

- Mamma, ma papà vince?-

- Certo, Minoru, non ti preoccupare-

Si voltò verso Tomojo, la piccola, che dormiva ammantata tra le giacche, e sorrideva nel sonno.

Vedendo il figlio di 9 anni (tra l'altro uguale spiccicato al padre) e la piccola di 6 non potè fare a meno di pensare al passato. In effetti, tutto si sarebbe immaginata tranne che finire a fare la madre di famiglia.

Si ricordò di quando, alla stessa età della figlia, lei e sua sorella si erano dovute trasferire lontano dai loro compagni di gioco, Hanamichi e Yohei; di quando poi, a 16, erano tornate, iniziando a frequentare lo Shohoku (Eny) e il Kainan (Nya). Ritrovati i loro migliori amici, un giorno avevano accompagnato Hanamichi agli allenamenti, e lì avevano conosciuto Takenori (meglio noto come gorilla) e Hisashi, che ogni tanto andavano a trovare i loro ex-compagni, e poi Miyagi, Ayako, Haruko, Karin,  Aimi e… lui, Kaede. Nya però non era con lei, in quanto stava ingaggiando un incontro di lotta greco-romana all'ultimo sangue con Hanamichi che le aveva alzato la gonna dell'uniforme per vedere il colore delle sue mutandine. Eny sorrise a quel pensiero. Lei invece veniva puntualmente palpata sul davanti  appena si distraeva… uno scherzo che lui faceva sempre, per finire massacrato di botte dalle due…

Riprese il filo dei suoi pensieri. Kaede. per tutti Rukawa,, il più amato dalle ragazze della scuola, ma anche il più scorbutico. Lui che non parlava mai con nessuno, così scostante e taciturno, con quei profondissimi occhi blu, che sembravano sempre così tristi…

Il suo primo, vero ed unico amore. Ricordò quella partita in cui lui sembrava avere paura, ancora tormentato dall'ombra di Sendo che lo aveva nuovamente sconfitto in una precedente partita. Vederlo così lo aveva resa furiosa: il "suo" indomito Rukawa non poteva avere paura! nell' intervallo tra primo e secondo tempo lei, davanti a tutta la squadra, lo aveva schiaffeggiato e gli aveva rivolto le parole più sprezzanti che le fossero mai venute in mente, e se ne era andata negli spogliatoi, per non far vedere le sue lacrime.

Ricordò il giorno dopo quell'episodio… era tornata in palestra dopo gli allenamenti (durante i quali non aveva rivolto parola a Rukawa) per prendere il giubbotto che aveva dimenticato, e lo aveva trovato lì, ad allenarsi. Sorridendo, gli aveva passato un pallone. Lui, stupito di vederla, aveva assunto un'espressione molto dura, ma si era dovuto arrendere al discorso di scuse di Eny, che, ancora si chiedeva come, era arrivata a parlargli del suo sogno di diventare scrittrice, che aveva confessato solo a Nya.  Lui le aveva raccontato che ciò che voleva era entrare in nazionale, e poi si erano interrotti perché lei si era resa conto dell'ora. Preso il giubbotto, era tornata a dargli un ultimo saluto e lui, che si stava di nuovo esercitando, le aveva detto:

- Eny, vieni un attimo qui, per favore-

 Non capendo, Lei si era avvicinata, e quando era a mezzo metro da lui il ragazzo la aveva baciata. Prima le aveva poggiato le mani sulle spalle, poi le aveva fatte scivolare delicatamente sui suoi fianchi, tirandola dolcemente a sé. Lei, dal canto suo, era rimasta molto sorpresa, ma dopo lo stupore iniziale lo aveva abbracciato, ed aveva iniziato ad accarezzargli i capelli. "Il bacio più dolce e bello della mia vita" Aveva pensato. E lo pensava ancora! Poi lui si era spinto sul suo collo, per tornare in seguito a baciarle le labbra, stavolta più "profondamente" ( se capite cosa intendo… hihihi ndNya Porca… ndCast Per una semplice pomiciata? che razza di puritani… ndNya) e così erano rimasti per tanto, tanto tempo. Finché lei, senza staccarsi dal suo abbraccio, aveva guardato l'orologio e aveva esclamato: Ooooohhhhhhhhhnnnnnnnnnnoooooooooètaaaaaaaaardiiiiiiiiiiiiiiiiipapàmiuccideràscusadevoandareciaoooo!!!-  ed era corsa via. Il giorno dopo, con una notte in bianco alle spalle, incapace di spiegarsi come aveva potuto aprirsi così a lui, come aveva potuto farsi travolgere da lui, perdere così il controllo e abbandonarsi ai suoi sentimenti, che tra l'altro non riusciva ancora a capire, si era adoperata per evitarlo a scuola, con un insolito successo, visti gli scarsi riflessi; ma all'uscita, mentre stava percorrendo il parco che la avrebbe condotta a casa, lui le era comparso davanti, e lei si era bloccata. Il ragazzo la aveva fissata per un lungo istante, mentre lei si sforzava di rimanere immobile - ma non poteva evitare di tremare, non sapeva se di paura o di emozione -. Non sapeva ancora come, era riuscita a resistere all' impulso di scappare via, mentre lui le si avvicinava, ma dovette ammettere che ci rimase un ATTIMINO male quando il ragazzo la oltrepassò andandosene tranquillo per la sua strada. Stava per arrabbiarsi, avrebbe voluto richiamarlo per dargli un pugno "Come osi ignorarmi così!" Era quello che avrebbe voluto urlargli, ma non ce ne fu bisogno. Improvvisamente sentì le sue braccia cingerla da dietro. Non vedeva che era lui, ma come poteva dimenticare il calore, la forza e insieme la delicatezza, la dolcezza di quelle braccia che solo il giorno prima la avevano tenuta stretta e protetta? - Eny, io… - la sua voce era poco più di un sussurro, ma lei sentiva i brividi percorrerle la schiena, si sentiva impazzire… - Vorrei che io e te stessimo insieme… -

Si era girata verso di lui, che non la scioglieva dall'abbraccio in cui la aveva cinta, e guardandolo con occhi dolcissimi, gli aveva risposto -Ma si,…- sembrava ridere, mentre lacrime della gioia più autentica che avesse mai provato le illuminavano il viso -in fondo… perché no…-Si era gettata tra le sue braccia piangendo di felicità. Non si erano mai più lasciati.

Quante lettere aveva scritto in quel periodo a Nya, che era in Italia per seguire un anno di corsi intensivi di danza, ma non gliele aveva mai spedite, gliele aveva date in mano. L'unico commento di Nya a quelle parole era stato: -Felicità… bello-

-Tutto bene, sore?-

Nya.

-Ah, certo, sore, stavo solo pensando ai vecchi tempi.-

-Già… capita anche a me di pensare ogni tanto alla me e Nobu agli inizi, sai-

"Come diavolo ha fatto a capire cosa stavo pensando? Beh, ovvio… è praticamente la mia metà" (ehm… ma non lo è anche Rukawa? Sei praticamente fatta di metà^^ ndNya Eh… che vuoi… metà spirituali, è ovvio :P ndEny)

-Andiamo, sore, Avevi l'espressione più dolce che io ti abbia mai vista assumere. Difficile credere che stessi pensando ad altro che a Kaede!-

Le aveva letto nel pensiero. Sua sorella era un genio. Erano gemelle, quindi era ovvio che fossero in sintonia tra loro. Caratterialmente, e anche fisicamente, però, erano l'opposto l'una dell'altra. Eny sempre allegra, solare, aperta, Nya invece gelida, scorbutica e chiusa (Rukawa female version ndNya :P). Si sentiva sola, Nya. Non aveva nessuno, oltre che la sorella. E la danza. Non lasciava avvicinare nessuno, i suoi cancelli erano chiusi e la chiave la aveva persa lei stessa. "Credo che non finirò mai di ringraziare Nobunaga per averla salvata dal baratro in cui stava per cadere" Adesso era ancora diffidente verso chi non conosceva, ma era cambiata molto. Se prima era chiusa, adesso era capace di commuovere per quanto amore riusciva a dimostrare, anche col più banale dei gesti.  (sclerando qua e là… ndNya)

-Non ti posso nascondere niente- Sorrideva. Nya assume un atteggiamento di superiorità. -Certo che no, non a tua sorella-

-VVVvvvvai, Mitchyyyyy!- Tre punti. Aimi sprizza felicità da tutti i pori. Anche lei era cambiata molto.

Anzi, a pensarci bene non era cambiata affatto. Solo che ora aveva perso quella chiusura che le veniva dalla timidezza. Se la ricordava bene, la Aimi del primo anno allo Shohoku, e per parlarle senza che lei tremasse ce n'era voluto, di tempo, ECCOME se ce n'era voluto! Eppure era una persona splendida. Così calma, pacata, sapeva farsi benvolere da tutti, nonostante avesse difficoltà nell'approccio per quanto era timida - è anche vero che la gente le si avvicinava spontaneamente, la sua aura angelica si percepiva ad anni luce di distanza - Ma all'occorrenza, per difendere un amico, sapeva sfoderare una grinta e una determinazione forti come il suo coraggio. La sua falsa fragilità aveva colpito Hisashi, che ancora adesso la trattava come qualcosa di delicatissimo, il suo tesoro più prezioso. Sia Eny che Nya erano contentissime di vedere Aimi esprimersi liberamente, gridare al mondo intero la sua felicità. Merito di lui se adesso la loro amica non aveva paura di nessuno. Non era cambiata, era solo cresciuta. Solo una volta i due avevano litigato, per via dei turbolenti trascorsi di Mitsui, che le aveva tenuto nascosti. Aimi non sopportava le bugie, e la scoperta di questa la aveva fatta infuriare. Non sopportava che Hisashi, il suo Hisashi, le avesse tenuto nascosto qualcosa. Era peggio che averle mentito. Per fortuna, Eny, Nya e le altre la avevano fatta ragionare, e ora i due erano più uniti che mai.

Altro che Eny e sua sorella! Loro erano sempre state due teppiste! Cintura nera di karate la prima, Kung-fuka provetta la seconda, che però era una tipa più solitaria, e aveva anche la danza a cui pensare, quindi si faceva vedere meno in giro, ma la sua trista (non triste, bensì TRISTA! ndNya) fama era nota al pari di quella della gemella. Al liceo si sentivano brutte, inadeguate e sole, ecco il perché del loro comportamento strafottente, del carattere da maschiaccio e della gran voglia di menare le mani. Erano ribelli, ma lo dimostravano in modi diversi: Nya si chiudeva, si isolava nella sua guerra silenziosa contro il mondo che la respingeva; Eny invece in ogni cosa, anche nel vestirsi. la giacca dell'uniforme la portava mezza slacciata, la gonna la arrotolava in vita fino a farla diventare "ascellare", e sotto portava una giarrettiera che allacciava solo davanti, così che le calze di dietro le cadevano (questa per la verità la aveva copiata alla sorella). I capelli, però, non li aveva mai toccati. Lunghissimi, fino sotto la vita, leggermente ondulati e biondi, dorati, che incorniciavano il bellissimo viso dagli occhi azzurro-cielo. Kaede le aveva detto che i suoi capelli erano meravigliosi da accarezzare… e lei non se li era più tagliati. Infantilismi! Tutto il contrario di quella pazza di Karin: coi suoi capelli quella faceva le cose più strane, e aveva provato tutta la vasta gamma dei sette colori dell'arcobaleno in ogni miscuglio e sfumatura! C'era stato un periodo in cui li aveva portati rosso fuoco come il marito, ed insieme erano fantastici: -la coppia che scoppia- li aveva definiti Ritsuko. Eny immaginava già cosa avrebbero potuto combinare i figli di quei due PAZZI, anzi, Kazuma, undici anni aveva già i capelli verde bottiglia!

Anche la vista di Ritsuko le aveva suscitato vari ricordi. Certo, relativamente pochi perché la aveva conosciuta solo quando Gori la aveva presentata alla compagnia come sua fidanzata -cioè quattro anni prima-, ma comunque splendidi. Non contava più le volte in cui aveva ricostruito tutti i suoi amici che per un motivo o l'altro si sbriciolavano ossa e tendini vari. Era un medico sportivo abilissimo, la numero uno del Giappone. E questo tornava molto utile a quella sconsiderata di Nya che ogni sei mesi si rompeva qualcosa per quanto era distratta, e ai componenti della nazionale, che avevano un medico fantastico -Ritsuko, appunto-

Tomojo, nel sonno, si era rigirata "Ma come fa a dormire con questo chiasso??" e aveva mormorato un flebile ma dolcissimo: -Ti voglio bene, mamma.- Gli sguardi di Eny e Nya si incontrano e si incupiscono. "ti voglio bene…" loro alla loro madre non lo avevano mai detto, anzi non avevano mai avuto un rapporto con lei, che le considerava solo quando tornavano a casa insanguinate e doloranti da capo a piedi o con l'ennesimo votaccio in materie che non fossero la letteratura (Eny) o la filosofia (Nya). Lì avevano sempre il massimo, ma da parte della madre mai un complimento, un "brava". Niente di niente. Una sera, dopo una litigata tremenda che Eny aveva avuto con sua madre, questa le aveva detto: -Siete due buone a niente! Che me ne faccio di due figlia come voi?- Nya a questa frase si era pietrificata, ma aveva mantenuto la sua impassibilità, ormai ci era abituata, ma Eny non riusciva a nascondere ciò che provava, ed era corsa in camera per non farsi vedere piangere. Quella notte le due avevano dormito abbracciate e avevano pianto tutta la notte. Nya piangeva solo davanti a sua sorella, e la stessa cosa valeva per Eny. Il giorno dopo a scuola Eny, turbata da quelle parole, aveva chiesto ai ragazzi come mai volessero essere loro amici, Yohei aveva risposto, mentre tutti gli altri sorridevano: -Perché voi siete speciali, siete uniche ragazze!-  E subito dopo a Kaede: -Perché vuoi stare proprio con me? Ci sono mille altre che…- Ma lui la aveva interrotta poggiandole un dito sulle labbra e aveva ribattuto, con fermezza: -ME NE FREGO DELLE ALTRE. E' TE CHE VOGLIO- Aveva dimenticato all'istante le parole della madre. Anche Nya, ma lei aveva imparato a farlo meccanicamente…

"Basta con le riflessioni! Ti stai rammollendo, cara mia!" Il che non era del tutto vero. Trentaquattro anni, da dieci felicemente sposata, due splendidi figli di nove e sei anni, quattro libri all'attivo, tutti best-sellers anche in alcuni paesi stranieri. Sembrava una ventenne per la giovanilità del suo viso, del suo modo di fare e di vestirsi e per il fisico perfetto ( come quelllo di Nya! ndNyaXP) , ma negli occhi azzurri si leggevano esperienze dolorose, che la avevano resa più matura della sua età: la madre era andata via di casa con un uomo quando le ragazze avevano diciassette anni, il padre era morto l'anno dopo in un incidente stradale. In seguito a ciò sia lei che Nya avevano iniziato a lavorare per non dipendere da nessuno, e finito il liceo erano andate a Tokyo a studiare, Eny letteratura e Nya all'accademia nazionale di danza. Durante quei quattro durissimi anni si erano sostenute a vicenda, ma avevano dovuto restare divise per periodi lunghissimi, dato che Nya era spesso in giro per il mondo a fare stage. entrambe, però, avevano avuto al loro fianco Kaede e Nobunaga, con cui scambiavano una fittissima corrispondenza, e con cui ogni tanto si incontravano. A tre anni dal completamento delle loro fatiche, erano rientrate a Kanagawa, la loro cara Kanagawa, e avevano sostenuto moralmente tutti i loro amici, che in quel periodo si allenavano per diventare titolari della nazionale di basket ( anche Aota, col loro sostegno, adesso era capitano della nazionale di Judo!).

Si era sposata appena Kaede era riuscito a raggiungere il suo obiettivo (Nya aveva fatto il grande passo appena rientrata a Kanagawa per via della promessa fattale da Nobunaga: -Appena tornerai, ci sposeremo,  io sarò già in nazionale, te lo prometto- in quel periodo il ragazzo si era allenato tanto da superare persino Rukawa, che lo aveva aiutato per via della loro amicizia, paragonabile ad una fratellanza, ed era riuscito ampiamente nel suo intento.) Una volta Nya aveva chiesto a Kaede come mai non avesse voluto sposare la sorella al suo ritorno, e lui le aveva risposto: -Perché volevo dormire ancora un po’ prima di iniziare ad allenarmi sul serio- ( non odiarmi, sore… in fondo ti ha sposata, è questo che conta… ndNya ^___^' già… per stavolta ti perdono, ma che non si ripeta! ndEny >XP) Adesso Eny, scrittrice acclamatissima e critica letteraria, viveva al pari della sorella un matrimonio felicissimo col marito, da sette anni nella nazionale, e coi suoi splendidi figli.

 

OWARI

 

Nya: Era "ricordi," per la serie "Ficts da flebo", sezione casi umani alla melassa!

Eny: Caspita, sore, ma ne abbiamo passate davvero di così brutte? ?_______?

Nya: e questa è roba tranquilla! Aspetta di vedere cos' ho in serbo per noi hehehe

Eny: Ma perchè proprio per noi?

Nya: Ah, già, anche tu hai ragione… uuuuhhhhmmmm…

Eny: tecnicamente SOLO IO ho ragione…

Nya: Basta cogli sproloqui, sentiamo il parere di qualcuno!^^

Eny: vai matta per le batoste psicologiche, eh!

Nya: T________T sore… bastarda….

Ayako: ehm… posso sapere perché ho una parte così ridotta?

Nya: perché come personaggio non riesci a ispirarmi (TIE'! alla faccia delle batoste PISICOLOGICHE!)

Sendo: Psicologiche, semmai…

Nya: come osi, razza di…. Seeendo, lovely, ma sei tuuuuu…. già, hai ragione, ma quanto sono sciocca, povera me…hihihi…

Eny: povera sorella mia… spero che lo scleratismo acuto mentale non sia genetico…

Nobunaga: Ciao Nyuccia… ma… cosa… mi tradisce… con… con SMILEMAAAAN! noooooo!!!!

Aimi: Se vuoi ti consolo io, caro il mio Nobu…

Nya: NON CI PROVARE NEANCHE, TU! Nobu, amore mio, ma chi lo conosce quello lì…

Sendo: T__T

Aimi: Non c'è bisogno di malmenarmi così! Mitchy, dille qualcosa tu!

Mitsui: Ha fatto più che bene… così impari ad andare dietro agli altri

Aimi: T________________T 

Mitsui: Eh… da-dai, aimuccia, non fare così… lo sai che ti amo tanto…

Karin: Ma davvero io e il MIO Hanachan abbiamo un bambino?

Nya: Yeah, perché?

Karin: Che bello… hanachanuccio… un bambino… io e te…

Nya: Perché esistono certi personaggi?

Nobu: Nya, ma tu mi ami?

Nya: Che facciamo ancora qui, luce dei miei occhi?

Nobu: Già… me lo domando anch'io

Nya: Ciao, stelli, io vado, ho affari urgenti da sbrigare

Nobu: vorrai dire che NOI abbiamo affari urgenti…

Nya: QUANTO TI AMO…

Rukawa: Eny, andiamo anche noi, voglio uscire da questa gabbia di matti di fict

Eny: Addio e buona vita a tutti! ANDIAMO, Kappachan, i nostri affari non possono attendere…

Rukawa: Prima il piacere e poi il dovere

Eny: QUANTO TI AMO…

Hanamichi: Fringuelluccia mia?

Karin: Mamma mia che impegno urgente…

Aimi: Mitchy… abbiamo una faccenda da sbrigare…

Mitchy: Una cosa moolto lunga

Sendo: Ragazzi? C'è vita in questa fict? Scomparsi tutti… Non è giusto, voglio una ragazzaaaa!

Nya: Sto già scrivendola, la tua fict, pazienza! Ho degli affari urgenti da sbrigare…

Sendo: Ma tu sei ancora qui con me… non mi hai abbandonato… Nya? NYYYAAAAAAAA!!

 

Ma… un momento… ha detto che mi sta trovando la ragazza! Grazie, Nyuccia del mio cuore! 

 

Stavolta è davvero la

FINE

(speriamo:P ndNya)

(Io non ci conterei troppo… ndTutti)

(ecco, lo sapevo, si ricomincia… ndNya)

 

MA QUESTA E' UN'ALTRA STORIA…

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