Ciao a tutti! Eccomi tornata con un’altra fan fiction, sempre su Slam dunk ovviamente! Iniziamo subito con i desclaimers: tutti i personaggi appartengono al Tensai Inoue (che non ringrazierò mai abbastanza di esistere) e tutto ciò che scriverò qui sotto non è a scopo di lucro.

Buona lettura!

 

Se solo…

 

Se solo…

Se solo… avessi passato la palla ad Akagi… se non lo avessi confuso con quel gorilla scimunito del Kainan, ora camminerei a testa alta per i corridoi della mia scuola, attorniato dai miei compagni di classe e no, intenti a gridarmi i loro complimenti…. Ma non è stato così e lo so bene.

Sono stato un idiota e adesso ne pago le conseguenze: ora cammino a testa china per le vie di questa città, chiuso nei miei cupi pensieri, pieni degli errori di quel giorno che ha segnato la mia vita; pieno di rancore e vergogna verso le persone a cui voglio bene, verso i miei compagni, verso tutti, cosciente di aver deluso le loro aspettative oltre che infranto i loro sogni.

Se solo avessi fatto canestro tutte le volte che ho sbagliato quando quella mezzasega con gli occhiali mi infastidiva… ora non sarei qui a rimpiangermi addosso per la mia negligenza, non sarei qui a vivere questo inferno….

Se solo fossi davvero un genio… già, ora ho iniziato a dubitare pure di quello; se fossi stato veramente un genio, non avrei fatto quel passaggio azzardato, non avrei commesso quell’errore che nemmeno un bimbo avrebbe fatto. Non mi sarei trovato imprigionato nella cella dei miei ricordi mentre colui che mi ha messo qui dentro, il mio errore, è fuori a godersi la taglia sulla mia testa appena intascata.

Se solo avessi combinato qualcosa e non avessi fatto l’idiota per tutto il tempo della partita, se non mi fossi messo nel ridicolo, se non mi fossi innervosito e avessi invece compiuto qualche passaggio perfetto, avessi fatto più canestri o avessi preso più rimbalzi e soprattutto… se non vessi passato quella palla maledetta a….

E’ solo colpa mia… è soltanto colpa mia se abbiamo perso! E’ ciò che continuo a ripetermi da domenica scorsa.

Quella partita rappresentava un grande sogno per i miei compagni ed io, l’ultimo arrivato, l’inetto incapace che si dichiara un genio. ma che in realtà recita solo una parte scritta su un copione di cui è lui stesso l’autore, a 5 secondi dalla fine, lo infrange. Ho trasformato il loro sogno in un incubo… ed il protagonista dell’incubo continuo a essere io! Sono io l’uomo nero che si trova dentro i brutti sogni, che strappa i sognatori dalle braccia di Morfeo, costringendoli a guardare in faccia alla realtà. Sono io, sempre io, sempre e solo io…

E’ buffa questa situazione: il colpevole che si dichiara tale, che si assume le sue responsabilità, ma che non riesce a uscire dall’inferno di cristallo in cui è imprigionato.

Non ce la faccio più: sono stanco, esausto di ciò che mi sta accadendo. Ogni cosa, ogni secondo della giornata, mi ricorda quella partita. Ma so di non poterne fare a meno… quella voce nella mia mente che continua a dirmi che è colpa mia, facendomi rivivere in ogni minuto della mia vita, la rabbia e la frustrazione di aver perso per una sciocchezza.

Sono due notti che non dormo: sempre il solito incubo, sempre lo stesso finale.

Ci siamo solo io ed Akagi in campo. Gli altri sono seduti in panchina. Mancano 5 secondi alla fine della partita. Io sono marcato stretto da Maki, Jin e Kiyota. Ci sono solo loro in campo della squadra avversaria. In qualche modo, riesco a passare la palla ad Akagi ma è troppo tardi quando mi accorgo che, in realtà il gorilla si è trasformato nel n 5 del Kainan. Guardo allora verso la panchina e lo vedo là, seduto immobile come gli altri, pieno di ira nei miei confronti, mentre l’arbitro fischia la fine dell’incontro.

Dio, ho mal di testa! Basta!

Sono caduto nell’abisso e ora non riesco a risalire; mi sono arreso e ora sto annegando insieme a tutto il mio orgoglio… forse mi sto sbagliando: il mio orgoglio se ne è già andato, mi ha abbandonato pure lui, scomparso nel nulla come polvere nell’aria.

E’ solo colpa mia se abbiamo perso… solo mia…

Poco fa ho incontrato Haruko: non avevo il coraggio di parlarle o di guardarla in faccia. Lei capì la mia situazione e si limitò a farmi i complimenti per la schiacciata che avevo fatto. Quelle parole suonarono alle mie orecchie come il primo spiraglio di luce che infranse la barriera di nuvole nere che da tempo aleggiavano sopra la mia testa.

Ma se non avessi fatto quel passaggio, ti avrebbe lodato di più… la voce nella mia mente continuava ad assillarmi e presto tornai nel mio inferno.

Continuavo a camminare senza sosta, come un automa per le strade di Kanagawa. Non sapevo dove andare, cosa fare, con chi parlare di questo profondo stato di depressione in cui ero caduto. Non mi accorsi immediatamente che si era fatto buio e grosse nuvole grigie cariche di pioggia, minacciavano di rovesciare il loro contenuto sulla città da li a poco.

Tic.. tic…e poi uno scroscio.

Stavo camminando sotto la pioggia, non curante del fatto che l’acqua mi bagnasse, inzuppando i miei vestiti e facendomi sentire quella sensazione di tepore, tipica di uno sfigato che come me, continuava a camminare lentamente sotto la pioggia. Alzai il viso al cielo, osservando il cielo grigio sopra di me, come per  invocare qualcuno, in grado di far tornare indietro il tempo a quel maledettissimo giorno, in quegli odiosi ultimi 5 secondi, per darmi la possibilità di cambiare il passato, il presente e forse il futuro.

Le gocce di pioggia scendevano sul mio viso, unendosi alle lacrime amare sgorgate dai miei occhi e rigando così, insieme, le mie guance.

Continuavo a camminare lentamente sotto la pioggia, il capo chino ed il corpo ancora avvolto in quel tepore. Ad un tratto arrivai di fronte alla mia scuola. Era il mio istinto che mi guidava e mi diceva cosa dovevo fare.

Raggiunsi la palestra… entrai…

Ero solo, in un angolo degli spogliatoi, con un pallone da basket tra le gambe, incurante della scia bagnata che avevo lasciato sul pavimento, fatta di pioggia e dolore.

Ero solo, in balia dei miei sbagli, che rivedevo continuamente nella mia mente, senza pausa…

E’ colpa mia se abbiamo perso.

Mi guardai le mani e mi asciugai gli occhi, infastiditi dall’acqua che gocciolava dai miei capelli fradici.

Avrei voluto tagliarmi queste mani, che non hanno saputo fare per tante volte, troppe, canestro ed hanno effettuato quel passaggio decisivo… avrei voluto togliermi questi occhi che non hanno visto a chi passai la palla ma che ora vedono solo la rabbia degli altri nei miei confronti.

Mi odiano tutti, lo so. Ho deluso Haruko ma in particolare Akagi: aveva sempre desiderato battersi contro il Kainan e uscirne vittorioso. Quella era stata la sua unica e ultima possibilità ed io, da perfetto idiota, l’ho buttata in mezzo al fuoco come un foglio di carta, lasciandola bruciare.

Presi tra le mani il pallone e l’appoggiai alla fronte. Continuavo a ripetermi che era stata colpa mia, solo mia se avevamo perso la partita, se avevo infranto i sogni di tutti. Nella mia mente aleggiavano solo sensi di colpa e la solita voce, che continuava a torturarmi ricordandomi i miei errori.

All’improvviso, la luce dello spogliatoio si accese e sulla soglia della porta, proprio davanti a me, vidi il mio acerrimo nemico, l’ultima persona che avrei voluto vedere in quel momento.

– Rukawa – dissi stupito.

Mi aspettavo che mi rinfacciasse il mio errore ma, con grande sorpresa, lo vidi solo prendere il suo asciugamano e tornare in palestra. Lo seguii. Quella dannata volpaccia spelacchiata era capace di farmi innervosire senza fare o dire nulla.

Dio, quanto lo odio! Lo raggiunsi al centro della palestra. Incominciò a insultarmi come al solito. Mi sembrava strano non lo facesse. Ma ciò che mi stupì era che non ammise che il mio errore era stato decisivo per le sorti di quella partita. Anzi, continuava a dirmi che tutti si aspettavano quell’errore da me. Ciò mi fece decisamente innervosire e, come al solito, finimmo per prenderci a pugni. D’un tratto ci fermammo, pieni di lividi ed esausti: fu in quel momento che le sue parole mi colpirono. Si era infatti addossato le colpe della partita andata male! Disse che se avesse avuto più energie avremmo vinto!

– Ma chi ti credi di essere? – gli rinfacciai – il salvatore della patria? –

Era colpa mia se avevamo perso. Solo mia perché io avevo effettuato quel passaggio che avrebbe potuto portarci al pareggio e in seguito alla vittoria.

Era colpa mia, perché non avevo fatto canestro quando potevo. Ed ora, il signorino qui, salta fuori dicendomi che era colpa sua? Fu inevitabile che riprendemmo a prenderci a pugni. Poi crollammo a terra stanchi morti e li mi addormentai.

Al mio risveglio, guardai l’orologio: erano le 5 del mattino! Fuori faceva ancora buio ma l’alba era imminente. La volpe stava ancora dormendo: abbandonai l’idea di farlo fuori in quel momento e me ne tornai a casa.

Per strada riflettei su ciò che mi era successo negli ultimi tempi e capii: capii che era inutile disperarsi su ciò che mi era successo o meglio, su ciò che avevo fatto. Avevamo perso per colpa mia, ma ora dovevo pensare ai prossimi incontri che mi aspettavano: sabato contro il Takezato e domenica contro il Ryonan… avrei rivisto quel pagliaccio di Sendo e lo avrei sconfitto. Avremmo partecipato noi ai campionati nazionali! E avremmo vinto pure quelli!.

Mi stupii di quell’euforia che mi invase di primo mattino: saranno state le botte e le parole di Rukawa…ricordo che durante le ultime partite, mi aveva salvato un paio di volte… sarà il caso di ringraziarlo? Oddio! Ma che sto a pensare!!! Quella volpaccia non si merita nulla!

Da oggi è nato il nuovo genio Sakuragi!

Epilogo

Il pomeriggio di quel giorno, Hanamichi si presentò agli allenamenti con i capelli rapati quasi a zero. Decise di pagare con i suoi capelli il prezzo delle sue colpe, ma con quel nuovo look, voleva anche iniziare una nuova vita.

*OWARI*

Alexiel: Anche questa è finita!!

Mitsui: Scusa, ma non doveva essere una ff su di me?

Alexiel:Beh... sai… la tua la sto ancora scrivendo…Nell’attesa, ho scritto questa. Pensa che ci ho messo solo 1 ora!

Mitsui: Sai cosa mi può interessare…

Hanamichi: Grazie Autrice per avermi dedicato questa tua 2 ff!

Alexiel: Oh Hana-chan! Sei così carino con I capelli corti! Ti va di uscire con me?

Hanamichi: Certo autrice!

Mitsui e Rukawa: COSA!?!

*Alexiel e Hanamichi indietreggiano spaventati*

Rukawa: Tu non esci con quella svitata!

Mitsui: E tu non te ne vai di qui finchè non hai finito la mia ff!

Alexiel e Hanamichi: Sob!!! Perché ce l’avete con noi??? BUAHHHH!!!!

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